Onu, schiaffo all’Iran: via dalla commissione sulla condizione delle donne
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - L'Onu ha espulso l'Iran dalla Commissione sulla condizione delle donne, perché era assurdo lasciarlo al suo posto dopo l'uccisione di Mahsa Amini, le proteste e la feroce repressione. Un pesante schiaffo a Teheran, perché una cosa del genere non era mai accaduta prima nella storia del Palazzo di vetro, ma anche una significativa sconfitta per Cina e Russia che avevano difeso il regime degli ayatollah, sempre nell'ottica di creare un fronte anti-occidentale per fomentare la sfida lanciata dalle loro autocrazie contro le democrazie.
La Commission on the Status of Women (Csw) è un organo con 45 membri affiliato allo United Nations Economic and Social Council (Ecosoc), che ha lo scopo di promuovere la parità tra i generi e l'emancipazione delle donne. La Repubblica islamica non è mai stata un campione di questi temi, ma siccome le candidature alle strutture del Palazzo di vetro vengono presentate su base regionale, quando …
NEW YORK - L'Onu ha espulso l'Iran dalla Commissione sulla condizione delle donne, perché era assurdo lasciarlo al suo posto dopo l'uccisione di Mahsa Amini, le proteste e la feroce repressione. Un pesante schiaffo a Teheran, perché una cosa del genere non era mai accaduta prima nella storia del Palazzo di vetro, ma anche una significativa sconfitta per Cina e Russia che avevano difeso il regime degli ayatollah, sempre nell'ottica di creare un fronte anti-occidentale per fomentare la sfida lanciata dalle loro autocrazie contro le democrazie.
La Commission on the Status of Women (Csw) è un organo con 45 membri affiliato allo United Nations Economic and Social Council (Ecosoc), che ha lo scopo di promuovere la parità tra i generi e l'emancipazione delle donne. La Repubblica islamica non è mai stata un campione di questi temi, ma siccome le candidature alle strutture del Palazzo di vetro vengono presentate su base regionale, quando è venuto il suo turno non è stato possibile fermarla. Dopo l'omicidio di Mahsa Amini però la contraddizione è diventata insostenibile, e gli Usa hanno presentato una risoluzione per cacciare l'Iran dalla Csw.
Affinché ciò avvenisse, il testo doveva essere approvato a maggioranza semplice dai 54 membri dell'Ecosoc. Il dibattito che si è svolto ieri mattina è diventata una cartina di tornasole dei nuovi equilibri geopolitici globali, da quando Cina e Russia hanno lanciato la loro sfida alle democrazie, inclusa l'invasione dell'Ucraina. Pechino ha votato contro, mentre Mosca ha cercato di ostruire la conta, presentando all'ultimo momento la richiesta per un parere legale sul testo, che è stata bocciata.
Alla fine 29 Paesi hanno approvato la risoluzione, inclusa l'Italia; 16 si sono astenuti; e solo 8 su 54 si sono opposti. Con Cina e Russia si sono schierati Bolivia, Kazakhstan, Nicaragua, Nigeria, Oman e Zimbabwe, non proprio una collezione di modelli mondiali del rispetto dei diritti civili e umani, ma nemmeno una coalizione credibile da schierare contro le democrazie. È vero che le astensioni di 16 Paesi sono troppe, fra cui la solita India, che cerca disperatamente di tenere il piede in due scarpe. Molti però hanno giustificato la loro posizione con obiezioni procedurali, ed è comunque significativo che la paura delle potenziali ritorsioni da parte di Cina e Russia non sia stata sufficiente a farli schierare con gli ayatollah.
Parlando con i giornalisti, l'ambasciatrice americana all'Onu Linda Thomas-Greenfield ha detto che il risultato "lancia un forte segnale all'Iran, e soprattutto conferma che la comunità internazionale sta dalla parte delle donne. Non si capisce perché un regime con questi comportamenti voglia far parte della Csw, ma comunque è importante far sapere a Teheran che se ci tiene davvero deve cambiare atteggiamento. Abbiamo notato la dissoluzione della polizia morale, vedremo adesso se sarà confermata e seguita da altri passi". Quanto alle astensioni, "un'approvazione è un'approvazione. L'espulsione è un fatto storico, perché non era mai avvenuta prima, e comunque solo sei Paesi si sono schierati con Cina e Russia".