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TikTok, al Congresso una proposta per vietarlo negli Usa: "Utenti spiati da Pechino"

(ansa)
Per il direttore dell'Fbi il social network cinese potrebbe diventare una minaccia e in alcuni Stati già vige il divieto di download della piattaforma. La compagnia ByteDance: "È disinformazione"
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NEW YORK - Tre rappresentanti del Congresso americano hanno presentato una legge bipartisan che punta a bandire dagli Stati Uniti la piattaforma TikTok. Nel testo presentato si parla chiaramente di “bloccare e proibire tutte le transazioni” in Usa da parte dei social con almeno un milione di utenti al mese e che hanno la sede, o risultano “sotto influenza” di Paesi considerati “avversari”, come Cina, Russia, Iran, Corea del Nord, Cuba e Venezuela. Ma se non bastasse l’identikit, viene citato il nome di TikTok e del suo “genitore”, ByteDance. Il social cinese ha più di cento milioni di utenti in Usa.

I tre firmatari

I firmatari sono il senatore repubblicano Marco Rubio, il conservatore più importante della commissione Intelligence, e due esponenti della Camera, il repubblicano del Wisconsin Mike Gallagher, e la democratica dell’Illinois Raja Krishnamoorthi. TikTok è considerata una piattaforma a rischio …

NEW YORK - Tre rappresentanti del Congresso americano hanno presentato una legge bipartisan che punta a bandire dagli Stati Uniti la piattaforma TikTok. Nel testo presentato si parla chiaramente di “bloccare e proibire tutte le transazioni” in Usa da parte dei social con almeno un milione di utenti al mese e che hanno la sede, o risultano “sotto influenza” di Paesi considerati “avversari”, come Cina, Russia, Iran, Corea del Nord, Cuba e Venezuela. Ma se non bastasse l’identikit, viene citato il nome di TikTok e del suo “genitore”, ByteDance. Il social cinese ha più di cento milioni di utenti in Usa.

I tre firmatari

I firmatari sono il senatore repubblicano Marco Rubio, il conservatore più importante della commissione Intelligence, e due esponenti della Camera, il repubblicano del Wisconsin Mike Gallagher, e la democratica dell’Illinois Raja Krishnamoorthi. TikTok è considerata una piattaforma a rischio perché potrebbe usare il social per controllare gli americani, raccogliere dati sensibili e diffondere notizie false e propaganda. Con la legislatura ormai alla fine, è improbabile che la legge possa essere approvata da entrambi i rami del Congresso, ma verrà riproposta a gennaio, con l’inizio della nuova e con una maggioranza repubblicana alla Camera, da sempre favorevole alla linea dura.

A giugno il sito BuzzFeed News aveva rivelato che impiegati della cinese ByteDance avevano avuto accesso a dati privati di utenti americani. TikTok aveva respinto le accuse. Dopo le elezioni di novembre, il direttore dell’Fbi Christopher Wray aveva avvertito i membri del Congresso del rischio che il governo cinese potesse usare TikTok per controllare glli apparecchi tecnologici degli americani, per influenzarli o spiarli.

La decisione del Maryland

In Usa molti Stati, nel frattempo, si sono mossi per prevenire il rischio di essere spiati. Due settimane fa il Maryland ha messo al bando l’uso di TikTok e di altri prodotti cinesi e russi da parte delle agenzie governative. La piattaforma social aveva commentato con irritazione la decisione. “Crediamo - aveva detto un portavoce di TikTok - che questi divieti siano alimentati da disinformazione riguardo la nostra compagnia. Saremmo felici di incontrare i legislatori per parlare di ciò che facciamo per garantire la sicurezza degli utenti”.

Riguardo al testo di legge bipartisan presentato al Congresso, TikTok ha spiegato di aver avviato un piano per “rinforzare le garanzie”. “Continueremo - ha aggiunto - a tenere informati dei nostri passi avanti i membri del Congresso”. Gli attacchi politici al social cinese sono la punta dell’iceberg delle tensioni tra Washington e Pechino. Secondo alcuni analisti, la posizione americana favorevole alla messa al bando di TikTok sta muovendo altri Paesi a seguire la strada. Richieste analoghe sono state tatte in Australia, mentre Taiwan ha vietato l’accesso al social dagli apparecchi pubblici. L’India l’aveva già bloccato nel 2020, lo stesso anno in cui gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, avevano provato a mettere fuori gioco il social. L’intervento di un giudice aveva bloccato la procedura. Joe Biden aveva poi tolto il divieto.