TikTok, cresce il timore per la privacy. Della Vedova: “Anche l’Europa se ne occupi”
di Anna Lombardi , di Anna Lombardi"Ho scelto di non avere TikTok, che userei al massimo per seguire mia figlia e per curiosità verso quel mondo, perché, giusto o sbagliato che sia, temo che i miei dati siano meno al sicuro su una piattaforma cinese che su una californiana. Ma il mio è un pregiudizio, non sono in grado di capire. L'Europa invece sì. Ecco perché credo che la proposta legislativa americana al riguardo vada presa sul serio anche dalle istituzioni europee, che già tanto stanno lavorando sul tema della privacy". Benedetto Della Vedova, segretario nazionale di + Europa, non ha dubbi: "Bisogna capire se le preoccupazioni americane hanno fondamento e fino a che punto".
Lo ha detto anche il direttore dell'Fbi Chris Wray: "TikTok rappresenta un rischio alla sicurezza nazionale".
"Un allert da prendere tutti molto sul serio. Ricordando che per ora riguarda device governativi o di impiegati federali. Non dico che dobbiamo conform…
"Ho scelto di non avere TikTok, che userei al massimo per seguire mia figlia e per curiosità verso quel mondo, perché, giusto o sbagliato che sia, temo che i miei dati siano meno al sicuro su una piattaforma cinese che su una californiana. Ma il mio è un pregiudizio, non sono in grado di capire. L'Europa invece sì. Ecco perché credo che la proposta legislativa americana al riguardo vada presa sul serio anche dalle istituzioni europee, che già tanto stanno lavorando sul tema della privacy". Benedetto Della Vedova, segretario nazionale di + Europa, non ha dubbi: "Bisogna capire se le preoccupazioni americane hanno fondamento e fino a che punto".
Lo ha detto anche il direttore dell'Fbi Chris Wray: "TikTok rappresenta un rischio alla sicurezza nazionale".
"Un allert da prendere tutti molto sul serio. Ricordando che per ora riguarda device governativi o di impiegati federali. Non dico che dobbiamo conformarci immediatamente, ma, certo, affrontare la questione. Se l'Unione Europea decide di non farlo dovrà spiegarci il perché".
Cosa la preoccupa maggiormente?
"La vicenda TikTok fa parte di un tema epocale, di cui mi sono occupato nei mesi trascorsi nel governo Draghi. Perché la questione tecnologica e delle intelligenze artificiali riguarda la privacy ma anche i diritti umani. Dobbiamo preoccuparci della protezione dei dati, e dunque, come stanno facendo in America, partire dei computer della pubblica amministrazione. Ricordandoci pure che mettere in sicurezza i dati di utenti che vivono in Paesi liberi significa anche proteggere i dissidenti di Paesi non liberi. Insomma, per come la vedo io, la Ue deve negoziare con TikTok un sistema di protezione efficace".
Durante l'ultima campagna elettorale, molti politici italiani hanno scelto di usare quella app per raggiungere gli elettori più giovani...
"Il mio partito ha fatto una scelta precisa: aprire un canale TikTok lasciandone la gestione totalmente autonoma a un team di under 25. Abbiamo avuto riscontri molto positivi. Mia figlia 19enne ha seguito molti dei nostri contenuti da lì: spesso proprio lei mi segnalava i commenti che le sembravano migliori. Non sono contrario al mezzo. Ma dobbiamo regolamentarlo"