Usa, trovate scimmie infette, rischi per l'uomo. Gli esperti: "Fermate subito il commercio di primati"
di Massimo Basile , di Massimo BasileNew York - Sono alti tra i 40 e i 65 centimetri, i maschi pesano in media cinque-otto chili, le femmine tra i due e mezzo e i cinque, ma cominciano a far paura. C'è un commercio di scimmie infette che preoccupa gli Stati Uniti. È quello denunciato dagli attivisti animalisti e che avrebbe portato tra il 2018 e il 2021 numerosi animali destinati ai test di laboratorio. Secondo il Guardian, che cita documenti della Peta, People for the Ethical Treament of Animals, un'organizzazione in difesa del trattamento etico degli animali, ci sarebbero stati almeno sei casi di "burkholderia pseudomallei", un batterio causa di una malattia infettiva e contagiosa dei topi, trasmissibile all'uomo, e che colpisce anche pecore, capre e maiali.
Il batterio è stato trovato in sei scimmie importate dagli Stati Uniti e provenienti dalla Cambogia. I Cdc, i centri federali sanitari americani, non hanno commentato la notizia, ma gli attivisti hanno chiesto l'…
New York - Sono alti tra i 40 e i 65 centimetri, i maschi pesano in media cinque-otto chili, le femmine tra i due e mezzo e i cinque, ma cominciano a far paura. C'è un commercio di scimmie infette che preoccupa gli Stati Uniti. È quello denunciato dagli attivisti animalisti e che avrebbe portato tra il 2018 e il 2021 numerosi animali destinati ai test di laboratorio. Secondo il Guardian, che cita documenti della Peta, People for the Ethical Treament of Animals, un'organizzazione in difesa del trattamento etico degli animali, ci sarebbero stati almeno sei casi di "burkholderia pseudomallei", un batterio causa di una malattia infettiva e contagiosa dei topi, trasmissibile all'uomo, e che colpisce anche pecore, capre e maiali.
Il batterio è stato trovato in sei scimmie importate dagli Stati Uniti e provenienti dalla Cambogia. I Cdc, i centri federali sanitari americani, non hanno commentato la notizia, ma gli attivisti hanno chiesto l'immediato stop alle importazioni di scimmie, in particolari macachi, in nome della "protezione dei cittadini americani, dell'integrità della scienza e del benessere degli animali e del'ecosistema". Il batterio individuato nei sei esemplari è mortale e può propagarsi anche attraverso l'acqua. Se contagiati, c'è il cinquanta per cento di possibilità di morire. È considerato inoltre un "agente di bioterrorismo". "Non abbiamo indicazioni - ha spiegato al quotidiano inglese Lisa Jones-Engel, consigliera scientifica della Peta - che i Cdc o le industrie di ricerca siano stati trasparenti nello spiegare come gestiscono questi casi di scimmie infette".
A preoccupare è il fatto che mentre uno era stato trovato positivo durante la quarantena, per altri quattro i sintomi sono emersi soltanto mesi dopo, in una finestra di tempo sufficiente a propagare il batterio in modo pericoloso. Dopo aver fatto richiesta per accedere agli atti riservati, un diritto sancito dal Freedom of Information Act, la Peta ha ottenuto dai Centri federali sanitari notizie sulla presenza dello Pseudomallei B, che provoca la meliodosi, nell'area del delta del Mississippi. È la prima volta che il batterio viene individuato in quella zona e solo perché erano emersi due contagi, uno nel 2020 e l'altro quest'anno. Le due persone non erano state in Asia, sono state ricoverate in ospedale ma sono guarite.