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Qatargate, Visentini: "Ho accettato le donazioni per la Confederazione internazionale dei sindacati, ma non c'è stata corruzione"

Luca Visentini
  (ansa)
La versione del segretario generale dell'Ituc in parte creduta dai magistrati che lo hanno scarcerato dopo due giorni
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Soldi in contanti presi per la campagna elettorale della Confederazione Internazionale dei Sindacati. Accettarli ha trascinato Luca Visentini, al vertice del sindacato mondiale, nel cosiddetto Qatargate, l’inchiesta della magistratura belga sulla “cricca” manovrata da Antonio Panzeri e che ha coinvolto il Parlamento europeo. Soldi arrivati dalla Ong “Fight Impunity”, di cui Panzeri era presidente, e consegnati in tre buste. “Ho accettato questa donazione in contanti per la qualità del donatore e per il suo carattere non profit – dice ora Visentini -. Non mi è stato chiesto né ho chiesto nulla in cambio del denaro e non sono state poste condizioni di alcun tipo per questa donazione. Questa donazione non è stata collegata ad alcun tentativo di corruzione, né di influenzare la mia posizione sindacale sul Qatar o su altre questioni, né di interferire con l'autonomia e l'indipendenza mia e del sinda…

Soldi in contanti presi per la campagna elettorale della Confederazione Internazionale dei Sindacati. Accettarli ha trascinato Luca Visentini, al vertice del sindacato mondiale, nel cosiddetto Qatargate, l’inchiesta della magistratura belga sulla “cricca” manovrata da Antonio Panzeri e che ha coinvolto il Parlamento europeo. Soldi arrivati dalla Ong “Fight Impunity”, di cui Panzeri era presidente, e consegnati in tre buste. “Ho accettato questa donazione in contanti per la qualità del donatore e per il suo carattere non profit – dice ora Visentini -. Non mi è stato chiesto né ho chiesto nulla in cambio del denaro e non sono state poste condizioni di alcun tipo per questa donazione. Questa donazione non è stata collegata ad alcun tentativo di corruzione, né di influenzare la mia posizione sindacale sul Qatar o su altre questioni, né di interferire con l'autonomia e l'indipendenza mia e del sindacato. Respingo apertamente ogni possibile accusa a questo proposito in quanto totalmente falsa”.

I magistrati di Bruxelles hanno in parte creduto alla sua versione e dopo l’arresto del 9 dicembre lo hanno scarcerato l’11 dicembre. “Tutto ciò che ho fatto è stato fatto in buona fede. Essere coinvolto in questa indagine è stato uno shock per me e per la mia famiglia, e farò tutto il necessario per chiarire la situazione e dimostrare la mia innocenza”.

Ma torniamo ai soldi. Quelli in contanti della Ong di Panzeri, ha spiegato Visentini ai magistrati, servivano per “rimborsare alcuni dei costi della mia campagna per il Congresso della ITUC (Confederazione Internazionale dei Sindacati)” e per “sostenere i costi di viaggio al Congresso (svoltosi a Melbourne ndr) per i sindacati che hanno mezzi finanziari limitati o inesistenti”. Nulla di strano, sostiene il sindacalista, e comunque “in conformità con le pratiche della ITUC”. Anche se la modalità del contante e delle buste non convince appieno gli investigatori. Sotto la lente dei magistrati ci sono finiti poi anche i movimenti bancari di Visentini: 140mila euro in due anni passati dal Belgio all’Italia. Ma anche queste cifre avrebbero una spiegazione, si tratterebbe infatti di trasferimenti regolari per il pagamento di alcuni mutui.

Per quanto riguarda l’accusa di aver avuto un occhio di riguardo per l’Emirato, Visentini respinge tutto al mittente: “La mia posizione nei confronti del Qatar non è cambiata nel tempo e parla da sola, poiché ho sempre chiarito pubblicamente che la situazione odierna non è ancora soddisfacente e che è necessario esercitare ulteriori pressioni sul Qatar e sulle aziende che operano nel Paese per ottenere la piena tutela dei diritti umani e dei lavoratori”.