Usa, nemiche amiche al Congresso: lite tra le deputate fedelissime di Trump
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - Volano gli stracci, anche tra i membri più estremisti del Partito repubblicano e allineati col trumpismo. Lo dimostra la lite verbale appena avvenuta tra le deputate Marjorie Taylor Greene e Lauren Boebert, che rivela la spaccatura crescente nel Gop dopo il risultato deludente delle elezioni midterm, e anticipa le difficoltà che il presunto nuovo Speaker della Camera Kevin McCarthy dovrà affrontare, per gestire la maggioranza risicata con cui governerà l’aula nei prossimi due anni.
Greene rappresenta la Georgia ed è uno dei parlamentari più estremisti, fedele interprete delle posizioni più assurde prese dal gruppo di cospiratori QAnon. Inclusa quella secondo cui gli incendi avvenuti in California nel 2018 non erano dovuti a fenomeni naturali legati al riscaldamento globale, ma ad uno speciale laser spaziale controllato dagli ebrei, allo scopo di favorire le loro politiche nefaste. Boebert invece rappresenta il Col…
NEW YORK - Volano gli stracci, anche tra i membri più estremisti del Partito repubblicano e allineati col trumpismo. Lo dimostra la lite verbale appena avvenuta tra le deputate Marjorie Taylor Greene e Lauren Boebert, che rivela la spaccatura crescente nel Gop dopo il risultato deludente delle elezioni midterm, e anticipa le difficoltà che il presunto nuovo Speaker della Camera Kevin McCarthy dovrà affrontare, per gestire la maggioranza risicata con cui governerà l’aula nei prossimi due anni.
Greene rappresenta la Georgia ed è uno dei parlamentari più estremisti, fedele interprete delle posizioni più assurde prese dal gruppo di cospiratori QAnon. Inclusa quella secondo cui gli incendi avvenuti in California nel 2018 non erano dovuti a fenomeni naturali legati al riscaldamento globale, ma ad uno speciale laser spaziale controllato dagli ebrei, allo scopo di favorire le loro politiche nefaste. Boebert invece rappresenta il Colorado e non è da meno. Brandisce armi in ogni occasione possibile, e tra le altre cose ad agosto aveva minacciato i social media perché «quando i repubblicani riprenderanno la maggioranza, voi pagherete il prezzo per aver zittito gli americani».
Se litigano pure loro, in questa maniera così plateale e sguaiata, chissà cosa succederà quando a gennaio la nuova maggioranza repubblicana prenderà il controllo della Camera. Il partito è già profondamente diviso tra i moderati, che vorrebbero voltare la pagina di Trump dopo tre sconfitte elettorali consecutive, e gli estremisti, che invece vogliono puntare ancora di più sulle posizioni più conservatrici e sull’ex presidente in vista delle elezioni del 2024. Ciò sta mettendo a rischio la stessa nomina di McCarthy come Speaker, perché la destra del partito non lo considera affidabile e minaccia di negargli il suo voto. Se poi ce la farà ad essere eletto, lo scontro fra Greene e Boebert dimostra quanto difficile sarà governare la risicata maggioranza repubblicana, e combinare qualcosa di costruttivo nei prossimi due anni, in attesa di decidere con quale candidato correre per la Casa Bianca.