Università vietata alle donne afghane. l’ultima promessa tradita dai talebani
di Paolo Brera , di Paolo BreraIn un Afghanistan sempre più povero, stremato dal gelo e dalla fame, i talebani hanno stretto ancora un po’ la morsa sul loro nemico numero uno: le donne. Il ministero dell’Istruzione superiore ha formalmente vietato alle ragazze l’accesso agli studi universitari. Il ministro, Neda Mohammad Nadim, un falco della fazione più dura e retriva nella galassia islamista degli studenti coranici, ieri ha preso carta e penna e ha messo nero su bianco quello che era già realtà nei fatti, rasando a zero le speranze che prima o poi il governo dei religiosi attenuasse i divieti imposti alle studentesse dopo le scuole elementari.
In un Afghanistan sempre più povero, stremato dal gelo e dalla fame, i talebani hanno stretto ancora un po’ la morsa sul loro nemico numero uno: le donne. Il ministero dell’Istruzione superiore ha formalmente vietato alle ragazze l’accesso agli studi universitari. Il ministro, Neda Mohammad Nadim, un falco della fazione più dura e retriva nella galassia islamista degli studenti coranici, ieri ha preso carta e penna e ha messo nero su bianco quello che era già realtà nei fatti, rasando a zero le speranze che prima o poi il governo dei religiosi attenuasse i divieti imposti alle studentesse dopo le scuole elementari.
La comunità internazionale ha provato a legare il rispetto dei diritti umani e il miglioramento della condizione femminile alla concessione degli aiuti finanziari indispensabili all’Afghanistan per sopravvivere. Niente da fare. Vaghe promesse, continue scuse e niente più. La riammissione delle bambine e delle adolescenti nelle scuole primarie e secondarie sarebbe stata solo questione di tempo, quello necessario «a ripristinare una completa separazione dei sessi nelle classi e negli spazi comuni». Frottole. La chiusura delle scuole per le studentesse, decisa a marzo, non è mai stata revocata. Anche all’università l’accesso per le ragazze era raro, limitato ad alcuni atenei privati. Centinaia di migliaia di studentesse hanno semplicemente smesso di andare a scuola. Milioni di donne hanno smesso di lavorare, persino di uscire di casa se non accompagnate. Le associazioni che le difendono ospitandole in case protette hanno vita dura e un elenco infinito di richieste. Il 7 maggio il leader supremo dei talebani, Haibatullah Akhunzada, ha imposto il velo integrale: restino liberi solo gli occhi, se una donna esce da casa propria.