Donald Trump e le tasse non pagate: i democratici chiedono di indagare sulle sue dichiarazioni dei redditi
dal nostro corrispondente
Paolo Mastrolilli
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dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli
(afp)
Dubbi sulle pratiche del tycoon che in passato aveva utilizzato le perdite delle sue compagnie per apparire in rosso e quindi evitare conti salati dal fisco
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NEW YORK - Quanto pagava di tasse l’imprenditore miliardario di successo Donald Trump, prima di entrare alla Casa Bianca? Zero o quasi, perché usava le perdite delle sue compagnie per apparire in rosso e quindi evitare conti salati dal fisco. È la verità che emerge dai sei anni di dichiarazioni dei redditi dell’ex presidente, ottenute e pubblicate ieri dal Ways and Means Committee della Camera.
I democratici hanno subito chiesto all’Irs (Internal Revenue Service, equivalente della nostra Agenzia delle Entrate) di rilanciare l’inchiesta già in corso sulle pratiche di Donald, e bisogna ricordare che il fisco americano ha la fam…
NEW YORK - Quanto pagava di tasse l’imprenditore miliardario di successo Donald Trump, prima di entrare alla Casa Bianca? Zero o quasi, perché usava le perdite delle sue compagnie per apparire in rosso e quindi evitare conti salati dal fisco. È la verità che emerge dai sei anni di dichiarazioni dei redditi dell’ex presidente, ottenute e pubblicate ieri dal Ways and Means Committee della Camera.
I democratici hanno subito chiesto all’Irs (Internal Revenue Service, equivalente della nostra Agenzia delle Entrate) di rilanciare l’inchiesta già in corso sulle pratiche di Donald, e bisogna ricordare che il fisco americano ha la fama di essere implacabile, perché ad esempio Al Capone finì ad Alcatraz per aver certato di frodarlo, e non per i suoi omicidi. Il secondo problema però è politico e d’immagine, perché si tratta di vedere quale sarà la ricaduta di queste informazioni sul Partito repubblicano e sui cittadini americani, in vista del voto del 2024 a cui Trump si è già candidato. Finora infatti lui aveva sempre detto che era furbo, perché si approfittava legalmente del sistema, come se questo fosse un merito. In passato gli elettori avevano accettato questa versione dei fatti e lo avevano premiato, ma ora non è detto che siano ancora disposti a farlo.
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli, dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli
In base ai dati relativi alle sei dichiarazioni dei redditi presentate tra il 2015 e il 2020, Donald e la moglie Melania hanno totalizzato 53,2 milioni di perdite, pagando un totale di 4,4 milioni di dollari al fisco. Questo perché nei primi tre anni ha certificato buchi così grossi nei suoi bilanci, da dover corrispondere all’Irs solo 750 dollari. In pratica un homeless. Nel 2018, quando era già alla Casa Bianca, aveva avuto un’impennata del reddito a 24,3 milioni di dollari, ma aveva ancora usato le perdite per abbassare le tasse. L’unico anno in cui aveva dichiarato un reddito positivo era stato il 2019, con 4,4 milioni. Poi, una volta finito il mandato presidenziale, nonostante il tentato golpe del 6 gennaio 2021, era tornato alle vecchie abitudini.
I democratici hanno chiesto all’Irs di rilanciare la sua revisione dei conti già in corso, accusandola di essere stata troppo lenta, e ora si vedrà se Trump ha commesso irregolarità. Nel frattempo è sotto inchiesta anche a New York, proprio per il sospetto che abbassasse ad arte il valore delle sue proprietà per non pagare le tasse, e le alzasse invece oltre la realtà quando ne aveva bisogno come collaterali per ottenere prestiti.
Le indagini diranno in futuro se aveva violato la legge, ma intanto il colpo politico è già partito.