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Missili Patriot, gli Usa annunciano la fornitura del sistema di difesa a Kiev. Ecco perché avevano esitato finora

Una esercitazione con i Patriot a Taiwan (afp)
C'era il timore di un inasprimento del confronto militare con Mosca. Ma gli attacchi contro le reti energetiche hanno spinto Biden al passo
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L'ora dei Patriot. Oggi nell'incontro alla Casa Bianca con Zelensky il presidente Biden annuncerà la fornitura dei missili contraerei, segnando un salto di qualità tecnologico nel sostegno alla resistenza ucraina. Si tratta infatti delle armi più potenti e avanzate messe a disposizione dall'Occidente a Kiev, tanto da avere già provocato l'irritazione del Cremlino. Gli Usa hanno esitato a concedere la "cupola" missilistica anche per il timore che si inasprisse il confronto con la Russia. Ora i raid terroristici che senza sosta colpiscono la rete elettrica e lasciano al buio la popolazione sembrano avere convinto Washington a rompere gli indugi.

Per valutare l'impatto di questa scelta sul conflitto, è necessario conoscere quale versione del sistema terra-aria sarà trasferita. Da quarant’anni infatti sono state introdotti numerosi modelli, con prestazioni molto differenti soprattutto nella capacità…

L'ora dei Patriot. Oggi nell'incontro alla Casa Bianca con Zelensky il presidente Biden annuncerà la fornitura dei missili contraerei, segnando un salto di qualità tecnologico nel sostegno alla resistenza ucraina. Si tratta infatti delle armi più potenti e avanzate messe a disposizione dall'Occidente a Kiev, tanto da avere già provocato l'irritazione del Cremlino. Gli Usa hanno esitato a concedere la "cupola" missilistica anche per il timore che si inasprisse il confronto con la Russia. Ora i raid terroristici che senza sosta colpiscono la rete elettrica e lasciano al buio la popolazione sembrano avere convinto Washington a rompere gli indugi.

Per valutare l'impatto di questa scelta sul conflitto, è necessario conoscere quale versione del sistema terra-aria sarà trasferita. Da quarant’anni infatti sono state introdotti numerosi modelli, con prestazioni molto differenti soprattutto nella capacità di contrastare missili balistici.

La storia di questo sistema


Il MIM-104 è entrato in servizio nel 1984  e ha avuto il battesimo del fuoco nella “Tempesta del deserto”, la campagna del 1991 per la liberazione del Kuwait. Batterie semoventi furono trasferite in Arabia Saudita e in Israele per fermare i missili balistici Scud lanciati da Saddam Hussein. La propaganda lodò le capacità dei Patriot nell’abbattere gli ordigni della rappresaglia irachena: “Hanno concluso 42 a 41 - disse il presidente Bush senior usando il lessico sportivo -: su 42 missili ingaggiati ne hanno distrutti 41”. La realtà però è stata molto meno entusiasmante. Lo scudo terra-aria era stato progettato per scoprire e intercettare gli aerei sovietici e solo secondariamente i missili, molto più veloci: il software mostrò diversi buchi di programmazione, oltre a veri e propri errori, che provocarono gravi incidenti. Proprio nell’ultimo giorno di guerra, un "buco" nel computer non fece attivare la batteria di Patriot permettendo a uno Scud di centrare la mensa della base di Dhahran uccidendo 28 soldati statunitensi.

Aggiornati contro la minaccia di Iran e Corea del Nord
 

Difetti corretti rapidamente e poi, nel corso dei decenni, con cambiamenti radicali nella struttura del sistema, introducendo nuovi radar e missili potenziati. Raytheon ha costruito 1.100 lanciatori e oltre 10mila ordigni, venduti direttamente a quindici nazioni. Ogni missile pesa 900 chili e ha una testata con 90 chili di esplosivo: si dirige sui bersagli a una velocità pari a cinque volte quella del suono. L’ultima variante prodotta viene chiamata PAC-3 ed è stata disegnata per migliorare la capacità di intercettare i missili balistici, nel timore di un confronto con Iran o Corea del Nord. Una minaccia che i Patriot dislocati in Arabia Saudita hanno dovuto affrontare in concreto, duellando con le armi scagliate dagli Houthi yemeniti, spesso senza riuscire a scoprire il volo degli incursori o agendo troppo tardi per riuscire a fermarli. 

Il PAC-3 ha un raggio d’azione di oltre 80 chilometri e può arrivare a 40 d’altezza. In genere ogni batteria mobile dispone di sei semoventi lanciatori, ciascuno con quattro armi, capaci di garantire una cupola protettiva intorno a una grande città. 

“Il Patriot è nato come sistema antiaereo a lungo raggio e si è evoluto in uno strumento contro i missili balistici - commenta Pietro Batacchi, direttore di Rivista Italiana Difesa -. Non sarebbe utile impiegarlo a Kiev perché lì i russi usano i droni e missili da crociera, contro i quali ha dimostrato capacità limitate. Sarà invece efficace se lo useranno nelle aree operative - nel Donbass o lungo il fronte del Dnipro - dove può abbattere gli aerei e i missili russi che bombardano le posizioni dell’esercito ucraino”. 

Il Pentagono potrebbe decidere di concedere mezzi dei modelli meno avanzati, per non correre il rischio che i ricognitori di Mosca studino le emissioni dei radar e preparino contromisure elettroniche. Uno dei fattori più rilevanti è però il tempo. Se anche la batteria fosse disponibile immediatamente, l’addestramento del personale ucraino richiederebbe almeno tre mesi: il Patriot è totalmente differente dagli apparati S-300 di concezione russa. Il secondo aspetto è il costo delle munizioni: ogni missile ha un prezzo di due milioni di dollari, cento volte superiore a quello dei droni iraniani scagliati contro l’Ucraina.