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Caso Rupnik, i vescovi sloveni condannano le “violenze psicologiche, sessuali e spirituali”

Dopo la conferma dei gesuiti, a Roma riunione straordinaria della conferenza episcopale: il "rammarico" per la reazione tardiva dei responsabili, l'appello a denunciare, la richiesta di distinguere gli abusi dall'arte del sacerdote connazionale
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I vescovi sloveni condannano le "violenze psicologiche, sessuali e spirituali" compiute da padre Marko Rupnik, gesuita connazionale e mosaicista noto in tutto il mondo, dopo che la Compagnia di Gesù ha dapprima ammesso gli abusi sin qui emersi e poi sollecitato le vittime a denunciare altri possibili abusi.

"Con grande dolore e costernazione seguiamo le scoperte degli abusi di vario genere da parte di padre Rupnik, perpetrati lungo un ampio periodo di tempo e dei quali noi vescovi sloveni attualmente in carica siamo venuti a conoscenza mediante i mezzi di comunicazione", si legge in una nota pubblicata in sloveno, inglese e italiano dopo una sessione straordinaria della conferenza episcopale. "Avendo i superiori della Compagnia di Gesù confermato la veridicità dei fatti, condanniamo tutte le violenze psicologiche, sessuali e spirituali commesse da p. Rupnik, nonché il grave abuso nel Sacramento di Riconciliazione. Sosteniamo i…

I vescovi sloveni condannano le "violenze psicologiche, sessuali e spirituali" compiute da padre Marko Rupnik, gesuita connazionale e mosaicista noto in tutto il mondo, dopo che la Compagnia di Gesù ha dapprima ammesso gli abusi sin qui emersi e poi sollecitato le vittime a denunciare altri possibili abusi.

"Con grande dolore e costernazione seguiamo le scoperte degli abusi di vario genere da parte di padre Rupnik, perpetrati lungo un ampio periodo di tempo e dei quali noi vescovi sloveni attualmente in carica siamo venuti a conoscenza mediante i mezzi di comunicazione", si legge in una nota pubblicata in sloveno, inglese e italiano dopo una sessione straordinaria della conferenza episcopale. "Avendo i superiori della Compagnia di Gesù confermato la veridicità dei fatti, condanniamo tutte le violenze psicologiche, sessuali e spirituali commesse da p. Rupnik, nonché il grave abuso nel Sacramento di Riconciliazione. Sosteniamo i superiori della medesima Compagnia nei loro sforzi nella ricerca della verità e della giustizia. La colpa non è mai delle vittime! Stiamo dalla loro parte. Esprimiamo loro la nostra compassione e vicinanza e ci impegniamo ad aiutarle. Esprimiamo il nostro sostegno anche all'intera comunità ecclesiale". Il presidente della conferenza episcopale, e primo firmatario della dichiarazione, è monsignor Andrej Saje, vescovo di Novo Mesto.

"Per decenni le vittime non sono state ascoltate"

Gli otto vescovi sloveni esprimono "rammarico per la mancata messa in atto delle doverose misure da parte dei responsabili e per la dissimulazione degli atti di violenza sessuale e spirituale, nonché per l'abuso di potere e autorità, non solo nel caso del padre Rupnik, ma anche in tutti gli altri casi, sia in Slovenia sia altrove" e si dicono "rattristati perché per decenni le vittime non sono state ascoltate". Padre Rupnik, di casa nella comunità femminile Loyola vicino Lubiana, fu allontanato negli anni Novanta e da allora è a Roma, dove anima presso il centro Aletti l'atelier di "arte spirituale".

L'attuale provinciale sloveno dei gesuiti, padre Miran Zvanuta - che non è il superiore di padre Rupnik - ha inizialmente affermato che le notizie emerse in questi giorni sono "come sempre, abbastanza gonfiate e con molta falsità".

"Nonostante alcuni fatti siano, dal punto di vista giuridico, ormai prescritti, rimangono sempre detestabili e condannabili", scrivono i vescovi sloveni, che a loro volta fanno appello alle vittime di Rupnik di "rivolgersi alle autorità competenti", ad esempio la provincia slovena dei gesuiti, "affinché sia possibile arrivare, in maniera quanto più completa, alla verità e al giudizio oggettivo".

"Distinguere tra gli abusi e l'arte"

La notizia sugli abusi dalla parte di padre Rupnik "ha sconvolto l'opinione pubblica, non solo quella slovena, ma anche quella mondiale", prosegue la conferenza episcopale slovena. "Padre Rupnik era conosciuto come un eccezionale artista e una sapiente guida spirituale, che ha segnato la vita di molte persone e comunità, creando numerose opere d'arte e pubblicando molti scritti spirituali. Siamo consapevoli che di fronte a queste notizie molti provano costernazione e si stanno chiedendo, se bisogna rinunciare a tutto questo. Stante questa tragica consapevolezza, vi chiediamo di distinguere tra i suoi atti inammissibili e da condannare, e il suo straordinario lavoro sia nell'ambito dell'arte del mosaico che nell'ambito della riflessione teologica. Senz'altro, tutti questi fatti sono una grande prova della nostra fede e fiducia in Dio. Queste dolorose scoperte diventino occasione di purificazione e rinnovo della Chiesa".