Israele, Netanyahu annuncia l’accordo per il governo più a destra di sempre
di Rossella Tercatin , di Rossella TercatinGERUSALEMME - Benjamin Netanyahu ha raggiunto l’accordo con i partiti alleati per formare il nuovo governo israeliano. L’annuncio è arrivato al fotofinish, poco prima della mezzanotte di ieri, quando scadeva il mandato conferitogli dal Presidente israeliano Isaac Herzog. Netanyahu, appoggiato da 64 parlamentari su 120, ha telefonato a Herzog per informarlo del risultato e si è rivolto al pubblico con un tweet di poche parole “Ce l’ho fatta.”
Degli ostacoli tuttavia rimangono. Nonostante le parole del premier in pectore infatti, il suo partito Likud ha firmato ufficialmente solo un accordo di coalizione con le formazioni alleate, in particolare con il gruppo ultraortodosso ashkenazita United Torah Judaism. Le altre intese rimangono da finalizzare. Quelli che Netanyahu ha spesso definito i suoi alleati naturali – l’altro partito ultraortodosso Shas, e i partiti di ultra-destra Partito Sionista Religioso, Otzmah Yehudit (Potere ebr…
GERUSALEMME - Benjamin Netanyahu ha raggiunto l’accordo con i partiti alleati per formare il nuovo governo israeliano. L’annuncio è arrivato al fotofinish, poco prima della mezzanotte di ieri, quando scadeva il mandato conferitogli dal Presidente israeliano Isaac Herzog. Netanyahu, appoggiato da 64 parlamentari su 120, ha telefonato a Herzog per informarlo del risultato e si è rivolto al pubblico con un tweet di poche parole “Ce l’ho fatta.”
Degli ostacoli tuttavia rimangono. Nonostante le parole del premier in pectore infatti, il suo partito Likud ha firmato ufficialmente solo un accordo di coalizione con le formazioni alleate, in particolare con il gruppo ultraortodosso ashkenazita United Torah Judaism. Le altre intese rimangono da finalizzare. Quelli che Netanyahu ha spesso definito i suoi alleati naturali – l’altro partito ultraortodosso Shas, e i partiti di ultra-destra Partito Sionista Religioso, Otzmah Yehudit (Potere ebraico) e Noam - hanno alzato moltissimo la posta per entrare nel governo. Governo che dovrà entrare in carica entro il 2 gennaio e che segnerà l’esecutivo più spostato a destra di sempre nella storia dello Stato ebraico, con l’obiettivo di cambiare gli equilibri di governo della Cisgiordania avvicinandone l’annessione, aumentare il controllo politico su polizia e magistratura e aumentare l’influenza della religione nella vita pubblica israeliana.
La Cisgiordania
Secondo quanto richiesto da Otzmah Yehudit e Partito Sionista Religioso, il governo si impegna a legalizzare i nuovi avamposti israeliani in Cisgiordania, attualmente considerati fuori legge dalle stesse norme israeliane, entro sessanta giorni dalla sua formazione. L’esecutivo dovrà inoltre modificare la legislazione con cui nel 2005 Israele evacuò Gaza e quattro insediamenti nella Cisgiordania settentrionale: questo, per consentire di costruire l'insediamento di Homesh, a nord di Nablus, che venne evacuato e distrutto proprio in ottemperanza alla legge del 2005.
Il Partito Sionista Religioso inoltre ha ottenuto il controllo su alcuni dei dipartimenti chiave del Cogat (l’unità dell’esercito israeliano che si occupa della vita civile in Cisgiordania). Questi dipartimenti, che prima facevano a capo al Ministero della Difesa, dovrebbero essere trasferiti a un nuovo dicastero creato appositamente per il leader del partito Bezalel Smotrich. Ancora più dirompente potrebbe essere l’effetto di un’altra delle promesse strappate dal Partito Sionista Religioso, ovvero quello di trasferire l’autorità sui civili israeliani che vivono in Cisgiordania dal Cogat ai normali ministeri preposti alle varie attività nel territorio ufficialmente parte dello Stato di Israele, una mossa che se realizzata equivarrebbe a un’annessione di fatto.
La giustizia
Uno dei principali obiettivi del prossimo governo è quello di approvare un’ampia riforma della giustizia che riduca il potere della magistratura. In particolare, Netanyahu e alleati vorrebbero introdurre una legge che consenta di superare il veto sulle leggi dell’Alta Corte di Giustizia israeliana (che funge sia da ultimo grado di giudizio sia da Corte costituzionale) con una semplice maggioranza di 61 deputati su 120. Il progetto prevede anche una riforma delle modalità con cui vengono nominati i giudici, aumentando il peso della politica.
La polizia
Il controverso leader di Otzmah Yehudit, Itamar Ben Gvir, dovrebbe diventare Ministro per la Sicurezza Nazionale, esercitando sull’operato della polizia un controllo politico molto più ampio di quanto non avveniva in passato e consentendogli di formulare le linee guida di lavoro delle forze dell’ordine. Ben Gvir avrebbe anche ottenuto la cancellazione della clausola che prevede che coloro che incitano a razzismo e terrorismo non possano candidarsi alla Knesset, una clausola che potrebbe aprire le porte del parlamento ad alcuni dei membri del suo partito che in passato ne sono stati banditi.
La religione
Sono diversi i punti con cui la nuova coalizione vuole modificare gli equilibri del rapporto stato-religione in Israele. Avi Maoz, leader e unico deputato della formazione dichiaratamente omofoba Noam, dovrebbe ricevere un posto da sottosegretario presso la Presidenza del Consiglio incaricato dell’”identità ebraica” del paese. Partito Sionista Religioso e Otzmah Yehudit vogliono incrementare le ore di studi ebraici nelle scuole pubbliche laiche. È previsto anche l'aumento delle borse di studio statali per chi si dedica a tempo pieno all’apprendimento della Torah. I partiti ultraortodossi puntano poi a prorogare la legge (teoricamente destinata a scadere in febbraio) che consente a chi studia in una yeshivah (scuola rabbinica) di essere esentato dal servizio militare, che in Israele è universale. Lo Shas dovrebbe anche ricevere il controllo sui centri pubblici ricreativi.
Infine, il Likud si sarebbe impegnato a modificare l’iconica Legge del Ritorno che consente a tutti coloro che hanno almeno un nonno ebreo di ricevere la cittadinanza israeliana. Secondo l’halacha (la legge religiosa ebraica) è ebreo solo chi è figlio di madre ebrea, oppure si è convertito. Sin dalla fondazione di Israele, quindi, sono immigrate nel paese centinaia di migliaia di persone che, pur avendone diritto in base alla Legge del Ritorno, non vengono considerate ebree. Partito Sionista Religioso, Noam, Shas e UTJ volevano cancellare questo articolo di legge. Inizialmente pareva che Netanyahu non volesse acconsentire, ma ora si sarebbe impegnato a cancellare la “clausola del nonno” entro il 31 marzo.