Qatargate, Kaili resta in cella un altro mese. No al braccialetto elettronico
dal nostro inviato Luca De Vito , dal nostro inviato Luca De VitoBRUXELLES - Resta in carcere Eva Kaili, l'eurodeputata greca del Pasok arrestata in flagranza lo scorso 9 dicembre nell'ambito dell'inchiesta Qatargate, con l'accusa di associazione a delinquere, corruzione e riciclaggio, dopo che il padre era stato trovato con una valigia piena di contanti in un albergo di Bruxelles. La notizia è stata affidata a un comunicato della procura federale belga: "La Camera di Consiglio ha prorogato di un mese la carcerazione preventiva di E.K. Se, entro 24 ore, viene proposto ricorso contro tale decisione, l'interessata comparirà entro quindici giorni dinanzi alla camera d'accusa presso la Corte d'appello di Bruxelles".
La decisione è arrivata dopo la richiesta di scarcerazione con braccialetto elettronico che era stata avanzata dai suoi legali. "Respinge le accuse di corruzione e collabora attivamente", avevano dichiarato gli avvocati Andrè Risopoulos e Michalis Dimitrakopou…
BRUXELLES - Resta in carcere Eva Kaili, l'eurodeputata greca del Pasok arrestata in flagranza lo scorso 9 dicembre nell'ambito dell'inchiesta Qatargate, con l'accusa di associazione a delinquere, corruzione e riciclaggio, dopo che il padre era stato trovato con una valigia piena di contanti in un albergo di Bruxelles. La notizia è stata affidata a un comunicato della procura federale belga: "La Camera di Consiglio ha prorogato di un mese la carcerazione preventiva di E.K. Se, entro 24 ore, viene proposto ricorso contro tale decisione, l'interessata comparirà entro quindici giorni dinanzi alla camera d'accusa presso la Corte d'appello di Bruxelles".
La decisione è arrivata dopo la richiesta di scarcerazione con braccialetto elettronico che era stata avanzata dai suoi legali. "Respinge le accuse di corruzione e collabora attivamente", avevano dichiarato gli avvocati Andrè Risopoulos e Michalis Dimitrakopoulos ai giornalisti presenti al palazzo di giustizia di Place Poelaert dopo l'udienza per l'eurodeputata greca, ex vicepresidente del Parlamento europeo e compagna di Francesco Giorgi ritenuto il braccio destro di Antonio Panzeri: per gli inquirenti anche lei avrebbe fatto parte del gruppo che favoriva Marocco e Qatar dietro pagamento di mazzette. I media greci hanno poi rilanciato la notizia che ieri l'autorità antiriciclaggio ellenica ha sequestrato una villa da 7mila metri quadri che i coniugi avevano acquistato sull'isola greca di Paros così come il conto corrente bancario utilizzato per fare l'acquisto dell'immobile. Sul caso adesso vuol vederci chiaro anche la procura finanziaria di Atene che ha aperto un fascicolo d'indagine.
Dalle carte dell'inchiesta belga emerge come Eva Kaili abbia già fatto parziali ammissioni, ma non sullo specifico della corruzione. "Sapeva delle attività passate del marito con il signor Panzeri e che per il suo appartamento sono transitate valigie piene di banconote" e ha ammesso di aver "dato al padre le istruzioni per nascondere il denaro", secondo quanto si legge nel mandato di arresto per l'eurodeputata firmato dal giudice istruttore che si occupa dell'inchiesta, Michael Claise, e che Repubblica ha potuto consultare. Le dichiarazioni della donna vertevano anche sull'acquisto della seconda casa della coppia: "Il secondo appartamento dei coniugi è stato acquisito con un mutuo a nome dell'indagata - si legge ancora nel mandato - lei ha ammesso che il marito partecipava ufficiosamente al rimborso".