Le Walkirie della Wagner: al fronte arrivano le cecchine dei mercenari
di Riccardo Ricci , di Riccardo RicciMOSCA - Tra le file dell'organizzazione paramilitare russa Wagner, sempre più impegnata nei combattimenti in Ucraina, nel prossimo futuro potrebbero arrivare le "valchirie": donne-cecchino o sabotatrici che verranno reclutate nelle carceri. A renderlo noto è stato il fondatore della compagnia di sicurezza privata, Evgenij Prigozhin, in un post della sua storica società di distribuzione alimentare, Concorde, pubblicato mercoledì sul social russo Vkontakte.
Sullo sfondo del conflitto in Ucraina, lo "Chef di Putin" - così soprannominato per il suoi legami con il presidente russo - ha prima ufficializzato il suo legame con la compagnia di militari a contratto, poi sdoganato la pratica del reclutamento di volontari negli istituti di pena. Ora, nelle carceri russe, si prepara a reclutare anche donne detenute "non solo come infermiere o operatrici delle comunicazioni, ma anche in gruppi di sabotatori o in squadre di cecchini&qu…
MOSCA - Tra le file dell'organizzazione paramilitare russa Wagner, sempre più impegnata nei combattimenti in Ucraina, nel prossimo futuro potrebbero arrivare le "valchirie": donne-cecchino o sabotatrici che verranno reclutate nelle carceri. A renderlo noto è stato il fondatore della compagnia di sicurezza privata, Evgenij Prigozhin, in un post della sua storica società di distribuzione alimentare, Concorde, pubblicato mercoledì sul social russo Vkontakte.
Sullo sfondo del conflitto in Ucraina, lo "Chef di Putin" - così soprannominato per il suoi legami con il presidente russo - ha prima ufficializzato il suo legame con la compagnia di militari a contratto, poi sdoganato la pratica del reclutamento di volontari negli istituti di pena. Ora, nelle carceri russe, si prepara a reclutare anche donne detenute "non solo come infermiere o operatrici delle comunicazioni, ma anche in gruppi di sabotatori o in squadre di cecchini". Niente di nuovo, secondo il leader dei Wagner, che fa appello alla memoria storica delle donne cecchino dei gruppi partigiani che combatterono nella Seconda Guerra Mondiale e che furono promosse dalla propaganda sovietica. Nulla di nuovo, sì, salvo il fatto che in questo caso si tratta di persone condannate alle quali verrà proposta una riduzione di pena in cambio di un periodo di servizio.
A onor del vero l'iniziativa sarebbe nata dopo che un gruppo di detenute si è rivolto al deputato della regione di Sverdlovsk (Ekaterinburg) Vjacheslav Wegner, affinché si facesse portavoce della proposta con Prigozhin. "Sono stato contattato da una squadra di donne che scontano condanne nell'Istituto correttivo-6 nella città di Nizhnij Tagil, nella regione di Sverdlovsk. Sono pronte ad andare nella zona dell'operazione militare speciale come segnalatori, medici, infermieri, per fornire tutta l'assistenza possibile ai nostri militari", spiega Wegner in un documento ufficiale allegato al post di Concorde. Il leader del Gruppo Wagner dedica alla faccenda un telegrafico commento che tuttavia basta a dar conferma delle intenzioni di dare pari opportunità alle donne arruolate: "Stiamo lavorando in questa direzione. C'è resistenza, ma penso che la supereremo".
Questa nuova svolta nella campagna di reclutamento giunge in concomitanza con la visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Washington e con l'annuncio di nuove restrizioni nei confronti di attori non statali coinvolti nel conflitto. Il gruppo Wagner, che rientra in una lista nera del governo statunitense già dal 2017 dopo l'annessione della Crimea, sarà ora etichettato come utente finale militare e si scontrerà con nuovi limiti all'accesso alle tecnologie statunitensi. "Oggi stiamo inviando un chiaro messaggio agli attori non statali che cercano di raccogliere il testimone della brutalità dei vacillanti militari di Putin. Il Dipartimento del Commercio non esiterà ad agire contro di loro", ha affermato il sottosegretario al Commercio per l'industria e la sicurezza statunitense Alan Estevez.
Le prime accuse di coinvolgimento della Wagner in Ucraina risalgono al 2014, ma Prigozhin è venuto allo scoperto solo dopo l'inizio dell'offensiva russa in Ucraina con inusitata attività mediatica che potrebbe nascondere ambizioni politiche crescenti. A metà settembre sui canali Telegram russi era apparso un video in cui l'imprenditore, che fino ad allora aveva sempre negato qualsiasi legame con la società di sicurezza, reclutava detenuti nel cortile di un carcere proponendo loro la commutazione della pena con un periodo di sei mesi sul campo in cambio dell'amnistia e di un ricco salario. Da quel momento è calato ogni velo sul ruolo di Prigozhin nell'organizzazione della Wagner e hanno invece trovato conferma i sospetti che il Cremlino avesse problemi nel reperire personale per i combattimenti.
L'oppositore in carcere Aleksej Navalny ieri ha rivelato che Prigozhin si è persino recato nella sua prigione, il carcere di massima sicurezza Ik-6 di Melekhovo, a 250 chilometri a Est di Mosca, per offrire la grazia ai detenuti che sarebbero sopravvissuti a sei mesi nelle fila di Wagner: tra 80 e 90 avrebbero accettato la proposta dopo aver avuto cinque minuti per soppesarla. "Nessuno può privare una persona del diritto di difendere la sua patria", ha commentato Prigozhin.