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Argentina, le nonne di Plaza de Mayo ritrovano un nuovo nipote, il 131esimo

Dopo 3 anni, l'associazione che lavora per ritrovare i figli degli oppositori uccisi dalla dittatura, è riuscita a risalire all'identità di un altra persona, un uomo di 44 anni figlio di Lucia e del suo compagno, trucidati dai militari
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Un uomo di 44 anni ieri ha scoperto la sua vera identità. Nella stanza di un tribunale a Buenos Aires gli è stato rivelato il suo cognome, la sua data di nascita e il nome dei suoi genitori. Ha capito di non essere figlio di chi lo ha cresciuto e che tutto quello che ha sempre saputo sulla propria vita era una bugia. Appresa la notizia è iniziato lo stato di shock, ma è durato poco. Quando il giudice gli ha messo fra le mani la foto dei suoi veri genitori, l'uomo ha iniziato a piangere sommessamente, ha sollevato lo sguardo e ha osservato le altre persone presenti nella stanza.

Erano commosse e i loro occhi si muovevano veloci dal volto dell'uomo che avevano davanti a quello della foto: padre e figlio erano identici, la somiglianza era davvero impressionante. Ma quest'uomo, di cui ancora non è stato rivelato il nome, non ha scoperto solo la sua identità: in tribunale gli è stato comunicato che è figlio di due desapar…

Un uomo di 44 anni ieri ha scoperto la sua vera identità. Nella stanza di un tribunale a Buenos Aires gli è stato rivelato il suo cognome, la sua data di nascita e il nome dei suoi genitori. Ha capito di non essere figlio di chi lo ha cresciuto e che tutto quello che ha sempre saputo sulla propria vita era una bugia. Appresa la notizia è iniziato lo stato di shock, ma è durato poco. Quando il giudice gli ha messo fra le mani la foto dei suoi veri genitori, l'uomo ha iniziato a piangere sommessamente, ha sollevato lo sguardo e ha osservato le altre persone presenti nella stanza.

Erano commosse e i loro occhi si muovevano veloci dal volto dell'uomo che avevano davanti a quello della foto: padre e figlio erano identici, la somiglianza era davvero impressionante. Ma quest'uomo, di cui ancora non è stato rivelato il nome, non ha scoperto solo la sua identità: in tribunale gli è stato comunicato che è figlio di due desaparecidos argentini, due militanti che si sono opposti alla dittatura che ha sconvolto il Paese dal 1976 al 1983 e che, per questo motivo, sono stati sequestrati e fatti sparire per sempre.

Il lavoro delle Nonne di Plaza de Mayo

Ma i militari in quegli anni non si sono limitati a far scomparire oltre 30mila oppositori politici, hanno anche deciso di rapire 500 figli di desaparecidos e crescerli come se fossero propri. L'uomo che oggi ha scoperto la sua vera identità è uno di questi ex bambini rapiti ed è stato ritrovato dalle Abuelas de Plaza de Mayo, le nonne che da 45 anni ricercano instancabilmente i nipoti scomparsi.

"Ora abbiamo di nuovo speranza", con queste parole le Abuelas ieri hanno annunciato il ritrovamento di questa nuova identità: quella del nipote numero 131. Ad accogliere l'uomo, di cui non è ancora stato rivelato il nome o il volto, una stanza piena di persone: giornalisti, attivisti e cittadini che si sono precipitati al centro di Buenos Aires per festeggiare con le Abuelas questo ritrovamento, il primo dopo la pandemia.

Le informazioni che le Nonne hanno reso pubbliche fino ad ora sono davvero poche ma un fatto è certo: il nipote numero 131 è figlio di Lucía Nadín e Aldo Hugo Quevedo, due militanti argentini di 30 e 33 anni fatti scomparire dai militari a ottobre del 1977. Soprannominati dagli amici "Ciquita" e "Dipy" i due giovani vivevano a Mendoza, città della regione argentina del Cuyo. Sul loro sequestro e la loro detenzione non si sa molto, fino ad oggi sono pochi i sopravvissuti che li hanno riconosciuti. Lucía e Aldo sono stati visti in diversi centri clandestini di tortura e sterminio a Buenos Aires e si sospetta che Lucía sia stata portata a partorire all'Esma, uno dei più grandi campi di detenzione in cui sono stati sequestrati oltre 5mila cittadini.

La storia di mamma Lucia

Il motivo per cui di questo nipote ritrovato e dei suoi genitori scomparsi si sa così poco è semplice: la sua famiglia non aveva idea che Lucía fosse incinta. Quando è avvenuto il sequestro infatti la giovane aspettava il bambino da soli 3 mesi e a informare i genitori che stesse aspettando un figlio sono stati i sopravvissuti che sono stati detenuti con Lucía. È quindi solo dal 2004 che le Abuelas stanno indagando per ritrovare il figlio di Lucía e Aldo, ma nel 2015 arriva la svolta: grazie a una denuncia le Abuelas e la giustizia argentina aprono un'indagine su un uomo sospettato di essere figlio di desaparecidos. Contattato dalla giustizia lo scorso settembre, l'uomo ha deciso di sottoporsi volontariamente al test genetico grazie a cui ha oggi potuto scoprire la sua vera identità.

Mentre le Abuelas raccontano la storia dei due desaparecidos sul tavolo al centro della stanza svetta la foto di Lucía e Aldo, la stessa che poche ore prima il loro figlio rapito teneva fra le mani mentre osservava, per la prima volta, i visi dei suoi genitori. Il team delle Abuelas ha potuto rivelare poche notizie riguardanti l'uomo dato che la giustizia argentina sta indagando sul suo rapimento, ma ci hanno tenuto a raccontare un dettaglio sulla sua vita. Nonostante non conoscesse la sua vera identità, l'uomo si è laureato alla facoltà di Lettere e filosofia, esattamente come i genitori scomparsi che si erano conosciuti e innamorati proprio studiando all'università.

"Oggi siamo davvero emozionate - ha detto la presidente delle Abuelas, Estela Carlotto, durante la conferenza stampa - Chiediamo a chiunque abbia informazioni sui figli di desaparecidos di farsi avanti e di rompere il silenzio. L'unica lotta che si perde è quella che si abbandona: per questo noi Nonne continueremo sempre a lottare". Il ritrovamento del 131esimo nipote è stato accolto con sorpresa e molta commozione dal Paese intero: l'ultimo caso risaliva al 2019 e questo avvenimento riaccende la speranza di migliaia di argentini che attendono, ancora oggi, di ritrovare tutti i 500 bambini scomparsi.

Il nipote 131

Ma ad ostacolare la coraggiosissima ricerca delle Abuelas c'è un piano che era stato studiato dai militari fino all'ultimo dettaglio. Lo scopo dei soldati era infatti quello di rapire questi bambini per crescerli come cittadini modello per la dittatura che stavano creando, tenendoli lontani da famiglie che li avrebbero cresciuti con ideali opposti rispetto a quelli che il regime portava avanti. Così centinaia di bambini sono stati cresciuti dagli assassini dei propri genitori o da famiglie vicine alla dittatura e in molti stanno scoprendo solo ora, da adulti, tutte le bugie che sono state raccontate loro. Ad annunciare il ritrovamento del nipote numero 131 c'era anche Horacio Pietragalla Corti, oggi Segretario dei diritti umani del governo argentino, a cui le Abuelas hanno restituito la propria identità nel 2003. "La dittatura ha cercato di far scomparire 30mila persone - ha detto commosso - ma oggi, grazie al lavoro delle Abuelas, due desaparecidos hanno iniziato a riapparire e a tornare in vita: per la prima volta il loro bambino ha potuto scoprire i loro nomi e vedere i loro visi in fotografia".