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Liberato in Nepal "il serpente", il serial killer francese è tornato a Parigi

Charles Sobhraj sul volo di ritorno da Kathmandu alla Francia (afp)
Charles Sobhraj, 79 anni, che ha commesso diversi omicidi in tutta l'Asia negli anni '70 e ha ispirato la serie Netflix "The Serpent", è atterrato questa mattina a Parigi
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LONDRA – È tornato in libertà uno dei serial killer più feroci della storia, a lungo inafferrabile dalla giustizia, reso famoso dalla serie tivù di Netflix The serpent, che ne ha raccontato recentemente le efferate imprese. Charles Sobhraj, un cittadino francese di 78 anni, è stato rilasciato da un penitenziario di massima sicurezza in Nepal in anticipo sui termini della sua sentenza: i giudici hanno citato ragioni di età, di cattiva salute e di buona condotta in carcere, come previsto dalla legge nazionale. Era dietro le sbarre da 19 anni per il duplice omicidio di una coppia di turisti, un americano e una canadese, avvenuto a Kathmandu nel 1975. 

Nel 1997 durante il processo a Parigi (afp)
Soprannominato “il serpente” o il “bikini killer” per i travestimenti che rendevano difficile riconoscerlo, l’abil…

LONDRA – È tornato in libertà uno dei serial killer più feroci della storia, a lungo inafferrabile dalla giustizia, reso famoso dalla serie tivù di Netflix The serpent, che ne ha raccontato recentemente le efferate imprese. Charles Sobhraj, un cittadino francese di 78 anni, è stato rilasciato da un penitenziario di massima sicurezza in Nepal in anticipo sui termini della sua sentenza: i giudici hanno citato ragioni di età, di cattiva salute e di buona condotta in carcere, come previsto dalla legge nazionale. Era dietro le sbarre da 19 anni per il duplice omicidio di una coppia di turisti, un americano e una canadese, avvenuto a Kathmandu nel 1975. 

Nel 1997 durante il processo a Parigi (afp)
Soprannominato “il serpente” o il “bikini killer” per i travestimenti che rendevano difficile riconoscerlo, l’abilità nel fuggire alle indagini e il fatto che colpiva soprattutto giovani donne, Sobhraj è considerato l’autore di più di venti delitti in varie nazioni: si accaniva in particolare contro i viaggiatori del cosiddetto “hippie trail”, il sentiero degli hippie attirati dall’Estremo Oriente. Drogava le sue vittime, poi le strangolava, bruciando talvolta i corpi per occultarli. Nel 2021 The serpent è diventato il titolo della serie Bbc girata su di lui, successivamente venduta a Netflix. 

Prima di venire arrestato e condannato in Nepal, aveva già passato vent’anni dietro le sbarre in India per avere avvelenato un intero bus di turisti francesi. Durante il tempo trascorso in prigione in quella circostanza era riuscito a fuggire somministrando una forte dose di sonnifero alle guardie. Riacciuffato, dichiarò che la sua fuga dal carcere era in realtà uno stratagemma per evitare di essere estradato in Thailandia, dove era ricercato per l’omicidio di sei donne, drogate e uccise a metà anni Settanta su una spiaggia vicino a Pattaya, una nota località turistica. 

Una statua del serial Charles Sobhraj in un ristorante di Porvorim, Goa, dove fu arrestato nel 1986 (afp)
Rilasciato dall’India nel 1997 era ritornato in Francia, vivendo a Parigi e mantenendosi dando interviste a pagamento ai giornali sulla sua esperienza criminale. Ma il richiamo dell’Asia, terreno della sua folle scia di morte, era troppo forte: nel 2003 ha fatto ritorno a Kathmandu, un giornalista lo ha riconosciuto in un casinò, la polizia lo ha arrestato e ha ricevuto una condanna a vent’anni per l’omicidio dell’americano e della canadese. Nel 2017 era stato operato al cuore e continuava a ricevere cure per disturbi cardiaci. La legge nepalese permette di liberare un detenuto, se le condizioni lo giustificano, quando ha scontato tre quarti della pena. “Continuare a tenerlo dentro”, affermano i giudici della Corte Suprema che lo hanno rilasciato, “non sarebbe stato in linea con i diritti umani del prigioniero”. Così il Serpente è di nuovo un uomo libero. Con la speranza che non commetta altri delitti.