LONDRA - Laggiù nel Far-West fa un freddo boia: meno 57 gradi in Wyoming. A New York il sindaco dichiara lo stato d'emergenza per il gelo. L'M25, grande tangenziale che gira attorno a Londra, chiude per allagamenti provocati da bombe d'acqua, mentre l'ufficio meteorologico prevede pioggia, neve e temperature sottozero da qui a Capodanno in tutto il Regno Unito, un'ondata di maltempo che dalla Manica si è già spostata anche nel resto d'Europa. Intanto all'aeroporto di Heathrow scioperano le Guardie di Frontiera, sostituite dall'esercito per ordine del primo ministro Rishi Sunak: ma si formano lo stesso code e ritardi per i viaggiatori in arrivo o in partenza che vogliono raggiungere le proprie case prima del 25 dicembre. Sciopero anche sulla Elizabeth Line, la nuova linea metropolitana veloce inaugurata nel maggio scorso che porta il nome della regina più longeva della storia. E sciopero nelle ferrovie in Francia, dove almeno …
LONDRA - Laggiù nel Far-West fa un freddo boia: meno 57 gradi in Wyoming. A New York il sindaco dichiara lo stato d'emergenza per il gelo. L'M25, grande tangenziale che gira attorno a Londra, chiude per allagamenti provocati da bombe d'acqua, mentre l'ufficio meteorologico prevede pioggia, neve e temperature sottozero da qui a Capodanno in tutto il Regno Unito, un'ondata di maltempo che dalla Manica si è già spostata anche nel resto d'Europa. Intanto all'aeroporto di Heathrow scioperano le Guardie di Frontiera, sostituite dall'esercito per ordine del primo ministro Rishi Sunak: ma si formano lo stesso code e ritardi per i viaggiatori in arrivo o in partenza che vogliono raggiungere le proprie case prima del 25 dicembre. Sciopero anche sulla Elizabeth Line, la nuova linea metropolitana veloce inaugurata nel maggio scorso che porta il nome della regina più longeva della storia. E sciopero nelle ferrovie in Francia, dove almeno 200 mila passeggeri restano a terra, con riflessi a catena anche sui treni in Italia.
È la fotografia della tempesta perfetta che attraversa Europa e America: un Natale di brividi e di disagi per milioni di persone sulle due sponde dell'Atlantico. Freddo e nevicate non dovrebbero fare notizia, appartengono alla stagione invernale, ma il termometro è sceso talmente in basso in alcuni stati degli Usa da fare scattare l'allarme: anche solo pochi minuti all'aperto possono causare l'assideramento. E in generale le condizioni atmosferiche di questi giorni, anziché contraddire il surriscaldamento del pianeta causato dall'effetto serra, lo confermano, dipingendo quei fenomeni estremi che gli scienziati indicano come sintomo del cambiamento climatico. Per di più, quest'anno il gelo coincide con la crisi energetica risultata dall'invasione russa dell'Ucraina, per cui molti in Occidente devono affrontarlo senza riscaldamento o comunque senza potersi riscaldare abbastanza.
Al meteo si aggiungono i problemi provocati dagli scioperi. In Gran Bretagna ce n'è stato uno al giorno dall'inizio di dicembre e si andrà avanti così fino ai primi di gennaio e oltre. Le ambulanze hanno cancellato per generosità la seconda giornata di interruzione del lavoro, prevista per il 28 dicembre, ma prosegue lo sciopero degli infermieri, con altri due stop dichiarati per il mese prossimo, una protesta senza precedenti da parte di una categoria che non aveva mai incrociato le braccia. Non meno insolito è stato lo sciopero di ieri del corpo delle Guardie di Frontiera, gli addetti al controllo dei documenti negli aeroporti, proprio nel venerdì prima del Natale, il giorno del ritorno a casa, dal continente o verso il continente, per milioni di lavoratori che vogliono trascorrere le festività in famiglia. "Il budget non ci permette di fare concessioni", replica il premier Sunak, ma cresce la pressione per riaprire una trattativa. Almeno è stato per ora sospeso, all'aeroporto di Heathrow, il più grande di Londra, lo sciopero dei portabagagli, che avrebbe rallentato ulteriormente il traffico.
Per chi deve viaggiare in treno saranno feste di fine anno all'insegna dei disagi anche in Francia: i controllori della Sncf, la compagnia ferroviaria pubblica nazionale, hanno indetto uno sciopero da ieri fino al 26 dicembre che riguarderà anche i Tgv, i treni ad alta velocità francesi. Venerdì ne sono circolati soltanto due su tre sulle linee Atlantico e Mediterraneo, tre su quattro nell'est del Paese e solo il 50 per cento sulla tratta Nord. In tutto resteranno a piedi 200 mila passeggeri sugli 800 mila che avevano già acquistato il biglietto.