Putin: "Pronti a negoziare, ma su soluzioni accettabili"
di Riccardo Ricci , di Riccardo RicciMOSCA - Il presidente russo Vladimir Putin continua a ribadire la sua apertura a negoziati con l’Ucraina, ma alle sue condizioni. Se non si è arrivati a una soluzioni diplomatica, la colpa – continua a dire – è di Kiev. “Siamo pronti a negoziare con tutti i partecipanti a questo processo, su alcune soluzioni accettabili, ma questi sono affari loro: non siamo noi a rifiutare i negoziati, ma loro”, ha dichiarato il presidente russo in un'intervista televisiva diffusa nella serata di domenica. Una finta apertura che arriva tra l’altro all’indomani dell’annuncio di nuovi finanziamenti all'esercito e alla vigilia di nuovi reciproci attacchi tra le parti. Negli ultimi giorni i militari russi hanno denunciato un nuovo attacco di droni, sventato, alla base di Saratov, a ben 600 chilometri dal confine con l’Ucraina, mentre l’Fsb ha detto di aver “liquidato” sabotatori ucraini al confine con Brjansk ar…
MOSCA - Il presidente russo Vladimir Putin continua a ribadire la sua apertura a negoziati con l’Ucraina, ma alle sue condizioni. Se non si è arrivati a una soluzioni diplomatica, la colpa – continua a dire – è di Kiev. “Siamo pronti a negoziare con tutti i partecipanti a questo processo, su alcune soluzioni accettabili, ma questi sono affari loro: non siamo noi a rifiutare i negoziati, ma loro”, ha dichiarato il presidente russo in un'intervista televisiva diffusa nella serata di domenica. Una finta apertura che arriva tra l’altro all’indomani dell’annuncio di nuovi finanziamenti all'esercito e alla vigilia di nuovi reciproci attacchi tra le parti. Negli ultimi giorni i militari russi hanno denunciato un nuovo attacco di droni, sventato, alla base di Saratov, a ben 600 chilometri dal confine con l’Ucraina, mentre l’Fsb ha detto di aver “liquidato” sabotatori ucraini al confine con Brjansk armati con fucili da assalto tedeschi.
Nell’intervista di domenica, Putin non ha mancato di rilanciare la posizione più volte espressa neglui ultimi dieci mesi, ovvero che Mosca rivendica il proprio diritto a intervenire a difesa della popolazione che vive nei territori da anni sottoposti agli attacchi di Kiev. “Stiamo difendendo i nostri interessi nazionali, gli interessi dei nostri cittadini, della nostra gente”, ha detto il capo di Stato russo. Secondo Putin, la crisi attuale non sarebbe altro che parte di un disegno geopolitico degli avversari, volto a frammentare la Russia storica. “Non siamo stati noi ad ordire un colpo di Stato in Ucraina”, ha insistito Putin, riferendosi al 2014.
Alle dichiarazioni di Putin ha fatto eco nella giornata di oggi il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, nel corso di un incontro con i rappresentanti dei media nazionali. Lo scopo non è trovare compromessi, ai quali Mosca è invece costantemente invitata, “ma infliggere alla Russia una sconfitta strategica senza precedenti”. Kiev, secondo il ministro russo, non conosce altra via che l'intransigenza, come palesato nella recente visita di Zelensky negli Stati Uniti. "Questo è esattamente ciò da cui ora sono guidati i suoi padroni, nessun compromesso”, ha affermato il capo della diplomazia russa.
Alle osservazioni del leader russo ha subito risposto il consigliere presidenziale dell'Ucraina, Mykhailo Podolyak, affermando in un su tweet che il “soggetto Putin avrebbe bisogno di esser riportato alla realtà”. La Russia ha attaccato unilateralmente l'Ucraina e sta uccidendo civili. Non ci sono altri "paesi, motivi, geopolitica". Secondo il politico ucraino la Russia starebbe solo cercando di sottrarsi alle responsabilità. “Questo è ovvio, quindi ci stiamo muovendo in direzione (della costituzione) di un tribunale", ha scritto Podolyak su Twitter.
In un intervento alla televisione nazionale il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha poi rilanciato annunciando che l'Ucraina avrebbe chiesto l'esclusione della Russia dal Consiglio di sicurezza dell'Onu, all'indomani delle nuove dichiarazioni di Putin. “Abbiamo una domanda molto semplice: la Russia ha il diritto di rimanere un membro permanente del Consiglio di sicurezza dell'Onu e nel complesso di farne parte?”, ha dichiarato Kuleba in risposta alle nuove accuse di Putin all'Occidente.
A guardare nel concreto le prese di posizione della parti, le mosse strategiche e diplomatiche, al momento sembra che non si possa sperare nel raggiungimento di soluzioni di compromesso. Se Mosca non è disposta a cedere sulla tutela degli interessi nazionali della Russia storica, Kiev fonda la propria retorica sul rispetto inderogabile del diritto internazionale, rispetto al quale non c'è posto per alcuna posizione mediana.