I programmi erano diversi. Nonostante le valigie di contanti in casa, i regali costosi, gli orologi di lusso, una casa da comprare al mare in Sicilia, la famiglia Panzeri non aveva valutato la possibilità di trascorrere questo Capodanno in carcere. In calendario - dopo il viaggio a Doha in autunno a spese, secondo quello che emerge dall'indagine, del governo del Qatar - c'erano otto giorni al Mamounia, uno dei più begli alberghi del mondo, a Marrakech. Chiaramente a carico del Marocco. "A proposito vengono pure mia figlia e il marito", diceva Panzeri all'amico ambasciatore, Abderrahim Atmoun. "Anche lui!". "E dai sei un rompi scatole", ridevano, come due vecchi amici quali erano.
Perché se gli atti parlamentari, i movimenti bancari, il conto dei regali servono a capire qual era, e quanto pesava, il giro di affari della "cricca" italiana di Bruxelles, leggere le intercettazioni telefoniche dà il senso…
I programmi erano diversi. Nonostante le valigie di contanti in casa, i regali costosi, gli orologi di lusso, una casa da comprare al mare in Sicilia, la famiglia Panzeri non aveva valutato la possibilità di trascorrere questo Capodanno in carcere. In calendario - dopo il viaggio a Doha in autunno a spese, secondo quello che emerge dall'indagine, del governo del Qatar - c'erano otto giorni al Mamounia, uno dei più begli alberghi del mondo, a Marrakech. Chiaramente a carico del Marocco. "A proposito vengono pure mia figlia e il marito", diceva Panzeri all'amico ambasciatore, Abderrahim Atmoun. "Anche lui!". "E dai sei un rompi scatole", ridevano, come due vecchi amici quali erano.
Perché se gli atti parlamentari, i movimenti bancari, il conto dei regali servono a capire qual era, e quanto pesava, il giro di affari della "cricca" italiana di Bruxelles, leggere le intercettazioni telefoniche dà il senso su come il gruppo Panzeri si muovesse per raggiungere gli obiettivi dei loro "datori di lavoro". "Infiltrare e inquinare la democrazia europea", come scrive il giudice belga Micheal Claise.
Leggendo le conversazioni si comprende perfettamente come infatti il gruppo Panzeri fosse in grado di muovere come marionette alcuni parlamentari, soprattutto italiani. Con alcuni di loro parlano direttamente al telefono per indicare loro gli interventi da fare. E per complimentarsi dopo il passaggio in aula. Al momento i nomi di questi parlamentari sono coperti, così come impone la legge, da "omissis". Ma se dovesse arrivare l'autorizzazione dal Parlamento a liberarli, dalla montagna si staccherebbe una nuova valanga. Sempre italiana.
L'amico Atmoun
Panzeri era di casa in Marocco. "Il caro amico Antonio", annotavano i servizi marocchini quando si parlava di lui. Panzeri aveva intenzione di passare il Capodanno 2023 a Marrakech. Lo si capisce da una conversazione con Abderrahim Atmoun, ambasciatore marocchino a Varsavia: i due pianificano un viaggio dal 27 a dicembre al 5 gennaio con le mogli. Panzeri chiede di poter garantire il soggiorno a spese di Atmoun anche per la figlia e il marito, Atmoun rifiuta, ma tra i due c'è un atteggiamento scherzoso: "Sei un rompiscatole", dice il diplomatico. Ridono. A un certo punto Atmoun chiede a Panzeri notizie di un certo Andrea, loro "amico", e gli investigatori annotano: "È molto probabile che anche questa persona li accompagni durante il soggiorno". L'ex sindacalista bergamasco risponde "non ancora", ma poi sembra rassicurarlo con altro: "Stasera sono a cena con Maria". Gli investigatori hanno pochi dubbi che quell'Andrea sia in effetti l'europarlamentare del Pd Andrea Cozzolino e che Maria sia l'eurodeputata socialista belga Maria Arena a conferma, secondo l'accusa, che Atmoun sarebbe ben di più che una semplice conoscenza "mondana" e "diplomatica" per i due europarlamentari.
Panzeri sapeva che il canale che aveva aperto con il Marocco e il Qatar poteva dargli grandi soddisfazioni. Tanto che, nonostante fosse ufficialmente fuori dal Parlamento, progettava investimenti immobiliari, con la sua amica Maria Arena. "Conosci Nizza di Sicilia? È un paese a un'ora da Catania...c'è una piccola casa sul mare, la vendono a 40mila euro!". Sarebbero dovuti andare a vederla. Ma, poi, le cose sono andate diversamente.
Gli interventi pilotati
Eppure il loro lavoro andava a gonfie vele a Bruxelles. È il 14 novembre, giorno in cui si riuniscono a Bruxelles le commissioni "Diritti dell'Uomo" e "Libertà civili, Giustizia e Affari interni". In Belgio sono presenti in aula diversi ufficiali del Qatar per verificare che tutto vada come deve. Il loro uomo è Francesco Giorgi che riporta quello che sta accadendo al telefono con Panzeri. L'ex deputato Pd non sta fermo un attimo, Anzi: si adopera per pilotare gli interventi in favore dell'emirato. Si assicura che ci sia la "ragazza", ovvero Moretti. Dà indicazioni su cosa dire a Marc, ovvero Tarabella l'europarlamentare di cui Giorgi è stato anche assistente. Chiede se ha suggerito a Tarabella di intervenire, quando Giorgi dice di averlo fatto, gli suggerisce di dire: "Non vedevo questo interesse 4 anni fa quando c'erano i Mondiali in Russia". E poi aggiunge che se si intende fare un'indagine nei confronti della Fifa, questa deve essere fatta altrove e non lì al Parlamento europeo. Tutto va come deve, sembra. Appena due ore dopo Panzeri parla con una donna, il cui nome non è annotato negli atti. Si complimenta con la sua interlocutrice per il suo intervento. Soddisfatto, secondo Panzeri, lo è anche il ministro del Qatar.
La paura per la plenaria
Ma a preoccupare ancora di più Panzeri è l'ipotesi di una plenaria sul tema del Qatar e dei diritti umani. Pochi giorni prima al telefono con un uomo (non identificato) infatti diceva: "Volevo solo parlarti perché nel gruppo si sta formando un certo atteggiamento di spinta per la plenaria riguardante il Qatar, e noi abbiamo risposto che c'è l'evento del 14 novembre... si.. appunto abbiamo invitato alti rappresentanti del sindacato, ma oggi nel gruppo eh,... sono i tedeschi? eh... sì, chi spinge un po' per questa cosa, quindi è pazzo, Dobbiamo trovare un modo per calmare questa dimensione". Un modo lo avevano trovato: regalare a una serie di parlamentari i biglietti per assistere al mondiale di calcio. Anche perché Panzeri era abituato a comprarli così. E invece di mezzo si era messo il capo del partito socialista belga e sindaco di Charleroi, Paul Magnette. "Ha vietato a tutti i parlamentari di andare ai Mondiali. Ecco perché ha Marc ha difficoltà ad andare...".