Qatargate, Visentini: "I 50mila euro di Panzeri usati come contributi per spese viaggio. Non hanno giocato nessun ruolo nella mia elezione"
di Rosaria Amato , di Rosaria AmatoROMA – Coinvolto nel Qatargate a poche settimane dall’elezione a segretario generale della Confederazione sindacale internazionale, fermato e poi rilasciato due giorni dopo, Luca Visentini al momento è sospeso dal suo incarico, in attesa dei risultati di un audit esterno e di uno interno, anche se “la decisione del sindacato non implica alcuna assunzione di colpevolezza”, spiega un comunicato.
Come valuta la decisione dell’ITUC, il doppio audit e la sospensione fino all’11 marzo? Era quello che si aspettava? Nel frattempo non potrà fare alcun tipo di attività sindacale?
"Considero la decisione di ITUC assolutamente corretta e in linea con le discussioni avute in questi giorni all'interno del sindacato mondiale. Del resto ero stato io stesso ad auto-sospendermi per dare la possibilità a ITUC di avviare l'audit e una analisi interna della situazione. Sono a disposizione della mia organizzazione per fornire tut…
ROMA – Coinvolto nel Qatargate a poche settimane dall’elezione a segretario generale della Confederazione sindacale internazionale, fermato e poi rilasciato due giorni dopo, Luca Visentini al momento è sospeso dal suo incarico, in attesa dei risultati di un audit esterno e di uno interno, anche se “la decisione del sindacato non implica alcuna assunzione di colpevolezza”, spiega un comunicato.
Come valuta la decisione dell’ITUC, il doppio audit e la sospensione fino all’11 marzo? Era quello che si aspettava? Nel frattempo non potrà fare alcun tipo di attività sindacale?
"Considero la decisione di ITUC assolutamente corretta e in linea con le discussioni avute in questi giorni all'interno del sindacato mondiale. Del resto ero stato io stesso ad auto-sospendermi per dare la possibilità a ITUC di avviare l'audit e una analisi interna della situazione. Sono a disposizione della mia organizzazione per fornire tutte le informazioni e i chiarimenti necessari e confido che potrò dimostrare di aver sempre agito in pieno rispetto delle regole interne e nell'interesse di ITUC. Fino alla fine della sospensione ovviamente non svolgerò alcuna attività sindacale".
Andiamo all’inchiesta. Lei è stato fermato (e poi rilasciato) per i finanziamenti in contanti ricevuti da Panzeri, principale indagato nel Qatargate. Qual è la cifra? Dai verbali degli interrogatori è emerso che Panzeri parla di 15 mila euro, lei invece in alcune dichiarazioni ha parlato di poco meno di 50 mila in tre soluzioni. E lei stesso ha raccontato che gli inquirenti le hanno chiesto se la cifra non era di molto superiore a quanto lei aveva poi depositato presso i conti del sindacato.
"Come ho dichiarato al giudice istruttore, ho ricevuto da Fight Impunity una donazione di poco meno di 50.000 in 3 tranche. Non corrisponde al vero che ho ricevuto cifre maggiori".
Come sono stati utilizzati questi fondi?
"La donazione è stata utilizzata in parte per rimborsare al sindacato le spese della mia campagna per il Congresso di ITUC, in parte è stata trasferita al sindacato per contribuire alle spese di viaggio per il congresso di sindacati con limitate possibilità finanziarie. Non è stato fatto nessun altro uso della donazione e nessuna condizione o richiesta è stata avanzata relativamente a questa donazione".
Non le è sembrato strano che i soldi le venissero dati in contanti? In Belgio non c’è un tetto al contante?
"Mi è sembrato strano e infatti ne ho chiesto la ragione. Mi è stato spiegato che i donatori di Fight Impunity erano ong operanti in Paesi a rischio. Ho accettato i contanti perché a mia conoscenza questo tipo di donazioni è usuale tra soggetti no profit di questa natura".
In che rapporti era con Panzeri, vi frequentavate, l’ha contattata solo quanto ha iniziato a fare campagna per l’Ituc?
"I miei rapporti con Panzeri sono sempre stati legati esclusivamente alle attività di difesa dei diritti umani sviluppate da Fight Impunity. Questa associazione appariva del tutto legittima e guidata da personalità di reputazione specchiata. Le attività di Fight Impunity a cui ho partecipato erano conferenze e una pubblicazione sul tema dei diritti umani, senza alcun compenso".
Lei è stato eletto con oltre il 70 per cento delle preferenze. Che ruolo hanno giocato questi finanziamenti, se non ci fossero stati come sarebbe andata?
"Nessun ruolo, il risultato della mia elezione è dipeso esclusivamente dalla fiducia accordatami dalla larga maggioranza dei sindacati di tutto il mondo sulla base delle mie proposte politiche per la guida di Ituc.
Quali altri finanziamenti ha avuto, la Uil per esempio, il sindacato in cui ha iniziato la sua attività in Italia?
"Nessuno".
Le sue posizioni sul Qatar sono state considerate fin troppo favorevoli, all'indomani del suo arresto. Eppure anche la segretaria che l’ha preceduta, Sharan Burrow, si era espressa in termini molto elogiativi sul Qatar, con un comunicato ancora sul sito ITUC. C’è stato un “abbaglio” generale? Il sindacato si è fatto convincere troppo facilmente che le cose da quelle parti erano cambiate?
"Chi le ha lette sa che le mie prese di posizione sul Qatar non sono cambiate nel tempo e sono sempre state molto critiche. ITUC ha sviluppato una importante campagna contro il Qatar per più di un decennio, il risultato della quale sono state alcune riforme messe in campo dal governo, tra cui l'abolizione del sistema della Kafala, che invece sopravvive in molti altri paesi del Golfo. Tuttavia, come ho sempre detto, il livello di implementazione di questi riforme è assolutamente insoddisfacente. Ci sono ancora migliaia di casi di violazione dei diritti umani in Qatar ed è necessario mantenete alta la pressione su quel paese anche dopo i Mondiali".
Quando lei è stato eletto sono arrivate molte congratulazioni, qualcuno poi ha pensato bene di cancellare tweet e messaggi…
"Questo mi è molto dispiaciuto. Ma per me la cosa più importante sono le centinaia di messaggi di solidarietà e di vicinanza umana e politica che ho ricevuto da quando questa terribile vicenda è iniziata. Questo mi ha dato e dà la forza di continuare la battaglia per dimostrare la mia innocenza, nella speranza di ritornare presto al lavoro della mia vita: la difesa dei lavoratori di tutto il mondo".