Kosovo, cala la tensione: l'esercito serbo si ritira dal confine
di Salvatore Giuffrida , di Salvatore GiuffridaSospiro di sollievo in Kosovo e guerra scongiurata almeno per ora: l’esercito serbo si ritira dal confine, Belgrado invita i serbo-kosovari a dismettere le barricate erette a Mitrovica e nei comuni del nord del Paese per protesta contro la polizia e il governo centrale di Pristina: la minoranza serba era pronta allo scontro anche armato con la maggioranza di etnia albanese.
Sospiro di sollievo in Kosovo e guerra scongiurata almeno per ora: l’esercito serbo si ritira dal confine, Belgrado invita i serbo-kosovari a dismettere le barricate erette a Mitrovica e nei comuni del nord del Paese per protesta contro la polizia e il governo centrale di Pristina: la minoranza serba era pronta allo scontro anche armato con la maggioranza di etnia albanese.
Tensione alle stelle, ma la diplomazia si mette all’opera. Partono gli incontri fra Ue, Usa e Petar Petkovic, direttore dell’ufficio del governo serbo per il Kosovo. L’ambasciatore Usa a Belgrado Christopher Hill spiega che il patriarca serbo Porfirjie, a cui due giorni era stato negato l’ingresso in Kosovo, ha pieno diritto a entrare nel paese balcanico e incontrare la comunità serbo-kosovara: è il primo spiraglio di luce. Ma la tensione non cala, anzi: i serbi-kosovari continuano a presidiare le barricate erette all’alba con trattori e rimorchi dei camion al valico di Merdare, tra Serbia e Kosovo, per impedire l’accesso alla polizia kosovara. Il nord del paese è paralizzato, in attesa di un pronunciamento diplomatico o di un pretesto per imbracciare le armi.