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Ucraina, il martirio di Kherson continua: la città liberata è sotto attacco senza tregua

(afp)
Nelle ultime 24 ore i missili hanno colpito 33 volte. Centinaia di persone sono in fuga. Ieri in serata è stata colpita la maternità dell'ospedale
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KIEV - Da quando è stata liberata, lo scorso 11 novembre, la città di Kherson non ha conosciuto pace. Il prezzo da pagare per aver respinto il nemico oltre la riva orientale del Dnipro è una pioggia continua di missili che si è intensificata negli ultimi giorni e sta costringendo centinaia di persone alla fuga.

Nelle ultime 24 ore, stando a fonti militari ucraine, sono 33 i missili sparati verso la città. Le autorità ucraine stanno cercando di facilitare l’evacuazione. Secondo fonti locali sono circa 400 attualmente le persone in coda ai check point per cercare di evacuare.

"Prima i russi ci bombardavano da sette a 10 volte al giorno, ora sono 70-80 volte, tutto il giorno. È troppo spaventoso. Amo l'Ucraina e la mia cara città. Ma dobbiamo andare", ha raccontato una donna partita in treno con la famiglia, in un’intervista trasmessa dalla Bbc.

KIEV - Da quando è stata liberata, lo scorso 11 novembre, la città di Kherson non ha conosciuto pace. Il prezzo da pagare per aver respinto il nemico oltre la riva orientale del Dnipro è una pioggia continua di missili che si è intensificata negli ultimi giorni e sta costringendo centinaia di persone alla fuga.

Nelle ultime 24 ore, stando a fonti militari ucraine, sono 33 i missili sparati verso la città. Le autorità ucraine stanno cercando di facilitare l’evacuazione. Secondo fonti locali sono circa 400 attualmente le persone in coda ai check point per cercare di evacuare.

"Prima i russi ci bombardavano da sette a 10 volte al giorno, ora sono 70-80 volte, tutto il giorno. È troppo spaventoso. Amo l'Ucraina e la mia cara città. Ma dobbiamo andare", ha raccontato una donna partita in treno con la famiglia, in un’intervista trasmessa dalla Bbc.

"I russi hanno sparato contro il reparto maternità dell'ospedale di Kherson. Hanno bombardato il luogo dove oggi sono nati due bambini", ha riferito ieri in serata il capo dell'ufficio presidenziale, Kyrylo Tymoshenko. "Prima dell'attacco, i medici sono riusciti a completare un taglio cesareo. Ci sono 5 donne nell'istituto". Secondo Tymoshenko, miracolosamente, nessuno è rimasto ferito durante l'operazione.

Solo il mese scorso, la piazza antistante l’edificio dell’amministrazione regionale di Kherson aveva accolto la grande festa della liberazione: le bandiere giallo e blu sventolavano e i cittadini coprivano di abbracci e fiori i soldati giunti finalmente al centro della città. Sembrava che quelle immagini fossero destinate a diventare un simbolo di pace.

La gioia non è durata. All’inizio di dicembre un bombardamento ha parzialmente distrutto la sede dell’amministrazione regionale. Il giorno della vigilia di Natale un altro bombardamento ha colpito a poche centinaia di metri da questa stessa piazza causando 16 morti e decine di feriti. Tra le vittime c’erano un macellaio, una signora che vendeva le sim card per i telefoni, un assistente sociale… Civili che si avvicinavano al mercato centrale della città. In quella giornata i mortai russi hanno colpito 41 volte.

Dalla ritirata dell’esercito di Mosca all’inizio di novembre, il fiume è diventato di fatto la linea del fronte Sud. Gli analisti indicano che i russi hanno assunto una posizione difensiva. La difesa si è accanita sulla popolazione civile.