La Russia ai tempi dell'operazione speciale. Mosca reagisce al calo demografico: sperma congelato per tutti i soldati
di Riccardo Ricci , di Riccardo RicciMOSCA - Al reparto fertilità dell’ospedale Marinskij di San Pietroburgo è già boom: sempre più militari russi coinvolti nella cosiddetta “operazione militare speciale” in Ucraina vogliono congelare lo sperma per poter avere figli un domani anche in caso di invalidità o, peggio, di morte. Un servizio che presto potrebbe diventare persino gratuito. L’impennata di richieste è iniziata già dal 21 settembre, all’indomani della mobilitazione parziale decretata da Vladimir Putin per richiamare 300mila riservisti, ha raccontato il primario della clinica Andrej Ivanov al quotidiano Fontanka. E non succede soltanto a San Pietroburgo. Perciò il presidente dell’Unione russa degli avvocati, Igor Trunov, ha chiesto al governo di garantire l’accesso gratuito a questo genere di servizi alle famiglie di tutti i militari che combattono in Ucraina. Al momento, infatti, lo Stato copre le spese dei tratt…
MOSCA - Al reparto fertilità dell’ospedale Marinskij di San Pietroburgo è già boom: sempre più militari russi coinvolti nella cosiddetta “operazione militare speciale” in Ucraina vogliono congelare lo sperma per poter avere figli un domani anche in caso di invalidità o, peggio, di morte. Un servizio che presto potrebbe diventare persino gratuito. L’impennata di richieste è iniziata già dal 21 settembre, all’indomani della mobilitazione parziale decretata da Vladimir Putin per richiamare 300mila riservisti, ha raccontato il primario della clinica Andrej Ivanov al quotidiano Fontanka. E non succede soltanto a San Pietroburgo. Perciò il presidente dell’Unione russa degli avvocati, Igor Trunov, ha chiesto al governo di garantire l’accesso gratuito a questo genere di servizi alle famiglie di tutti i militari che combattono in Ucraina. Al momento, infatti, lo Stato copre le spese dei trattamenti di fertilità per «chi rischia la vita e la salute».
Il ministero della Salute non ha commentato ma, stando a quanto riferito da Trunov all’agenzia di stampa russa Tass, si starebbe già preparando a stanziare i fondi necessari per i prossimi tre anni. Le coppie interessate sarebbero numerosissime, secondo Trunov. Quando il 24 febbraio Putin ha lanciato l’offensiva contro l’Ucraina, circa 200mila uomini sono andati a combattere. A cui si sono aggiunti circa la metà dei 300mila riservisti mobilitati a partire da fine settembre. Secondo gli ultimi dati diffusi dal ministro della Difesa Sergej Shojgu in autunno, sarebbero morti 5.937 soldati nel corso dell’operazione, ma secondo fonti indipendenti russe e occidentali il numero dei caduti sarebbe molto più alto.