Tensione Italia-Iran: ambasciatore convocato. “No alle ingerenze”
di Gabriella Colarusso , di Gabriella ColarussoÈ la prima volta che succede in oltre 20 anni di rapporti diplomatici: ieri pomeriggio il ministero degli Esteri della Repubblica Islamica ha convocato l'ambasciatore italiano a Teheran, Giuseppe Perrone, per protestare contro la condanna netta e pubblica del nostro governo - prima del ministro degli Esteri Antonio Tajani poi della premier Giorgia Meloni - della brutale repressione in corso nel Paese. I toni sono duri: Teheran accusa "alcuni funzionari italiani di intervenire negli affari interni" con "politiche selettive e duplici sui diritti umani" e di "danneggiare gli interessi della nazione iraniana violando i suoi diritti con l'imposizione di sanzioni illegali".
È la prima volta che succede in oltre 20 anni di rapporti diplomatici: ieri pomeriggio il ministero degli Esteri della Repubblica Islamica ha convocato l'ambasciatore italiano a Teheran, Giuseppe Perrone, per protestare contro la condanna netta e pubblica del nostro governo - prima del ministro degli Esteri Antonio Tajani poi della premier Giorgia Meloni - della brutale repressione in corso nel Paese. I toni sono duri: Teheran accusa "alcuni funzionari italiani di intervenire negli affari interni" con "politiche selettive e duplici sui diritti umani" e di "danneggiare gli interessi della nazione iraniana violando i suoi diritti con l'imposizione di sanzioni illegali".
L'Europa si interroga sulla riposta da dare. La Germania, che pure è stata a lungo il primo partner commerciale dell'Iran, ha cambiato nettamente linea, chiudendo tutti i canali di finanziamento e di cooperazione economica con Teheran. A Bruxelles si discute di un nuovo pacchetto di sanzioni, dopo quelle già comminate contro i responsabili della repressione. Dal Nord Europa arrivano appelli anche per la chiusura delle ambasciate, ma i governi Ue non vogliono rompere le relazioni diplomatiche, per due ragioni: tenere accesa la luce su quello che accade nel Paese e non chiudere la porta al dialogo sul programma nucleare iraniano.