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La vicepremier ucraina Olha Stefanishyna: “Speriamo che Meloni venga a inizio anno. La Crimea è nostra”

(reuters)
La numero due del governo di Kiev ha parlato del futuro del suo Paese in Europa. E sulla fine della guerra è chiara: "Per vincere ci serve il doppio di quello che abbiamo"
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L'Ucraina conta sull'Italia, anche più di quanto pensiamo: "Ci auguriamo - dice a Repubblica la vicepremier Olha Stefanishyna - che la presidente del Consiglio Meloni venga a Kiev all'inizio dell'anno. Abbiamo bisogno delle difese antiaeree, ma considerando il sostegno che ci avete dato finora, confidiamo sul fatto che il vostro paese possa assumere un ruolo di leadership anche per favorire il nostro ingresso nell'Unione Europea".

Lei ha l'incarico di gestire l'integrazione euro-atlantica. Siete stati candidati all'ingresso nell'Unione, ma Bruxelles ha fatto sette raccomandazioni per avviare i negoziati. A che punto siete con l'implementazione?
"La candidatura è stata un passo molto importante perché ha dimostrato l'unità della Ue nel sostenerci fino alla vittoria, che arriverà presto, ma anche perché è essenziale per la ricostruzione. Presidenza, Governo e Parlamento sono …

L'Ucraina conta sull'Italia, anche più di quanto pensiamo: "Ci auguriamo - dice a Repubblica la vicepremier Olha Stefanishyna - che la presidente del Consiglio Meloni venga a Kiev all'inizio dell'anno. Abbiamo bisogno delle difese antiaeree, ma considerando il sostegno che ci avete dato finora, confidiamo sul fatto che il vostro paese possa assumere un ruolo di leadership anche per favorire il nostro ingresso nell'Unione Europea".

Lei ha l'incarico di gestire l'integrazione euro-atlantica. Siete stati candidati all'ingresso nell'Unione, ma Bruxelles ha fatto sette raccomandazioni per avviare i negoziati. A che punto siete con l'implementazione?
"La candidatura è stata un passo molto importante perché ha dimostrato l'unità della Ue nel sostenerci fino alla vittoria, che arriverà presto, ma anche perché è essenziale per la ricostruzione. Presidenza, Governo e Parlamento sono uniti nella volontà di accelerare le riforme. Entro la fine dell'anno avremo completato quelle per i diritti umani, la libertà dei media, il sistema giudiziario, fondamentale anche per appurare le responsabilità di chi ha collaborato con gli occupanti russi. Avremo il procuratore speciale contro la corruzione. In primavera la Commissione farà la sua valutazione, speriamo che sia positiva per aprire il negoziato".

Quando pensate di poter diventare membri?
"Ci rendiamo conto che l'inizio del negoziato e l'ingresso sono due processi diversi, però riteniamo essenziale avviarli ora, perché serviranno risorse enormi per ricostruire l'Ucraina e renderla prospera dopo la vittoria".

Come definisce la vittoria e quando può arrivare?
"Non sono un militare, ma le decisioni prese dagli alleati di continuare l'assistenza, Italia inclusa, la avvicinano. La base sono i 10 punti del piano di pace presentato dal presidente Zelensky, che servono anche a garantire la sicurezza futura dell'intera Europa, ossia integrità territoriale, giustizia per i crimini di guerra, riparazioni per la ricostruzione".

All'Italia chiedete le difese aeree?
"Speriamo che la premier Meloni visiti presto Kiev per avere discussioni più approfondite, ma durante l'inverno, con i missili russi che colpiscono le infrastrutture energetiche, le difese aeree sono essenziali per mettere fine al genocidio della popolazione civile. Dopo serviranno artiglieria e lungo raggio e carri armati, per le prossime operazioni di controffensiva".

Quando può venire Meloni?
"L'invito è aperto, ma l'inizio del prossimo anno sarebbe il momento migliore, per discutere il supporto militare, le sanzioni, e la conferenza di pace".

Meloni ha invitato Zelensky in Italia: è possibile la sua visita?
"Sapete che finora c'è stata una sola visita a Washington, dipenderà dalla situazione sul terreno. L'Italia però avrebbe un ruolo storico essenziale per la vittoria di tutti, se assumesse anche la leadership per il nostro ingresso nella Ue".

(fotogramma)
Durante la visita a Washington, Zelensky ha ottenuto da Biden i Patriot. Cos'altro vi serve per vincere?
"Francamente, il doppio di quello che abbiamo. Per pianificare la controffensiva, vincere, realizzare il piano di pace e prevenire altre guerre. Bielorussia e Iran sono già coinvolti, i vostri aiuti sono necessari per evitare che il conflitto si allarghi".

Conferma che volete una conferenza di pace entro febbraio?
"Abbiamo già invitato i partner internazionali, per discutere la formula proposta dal presidente Zelensky, e speriamo che l'Onu assuma il ruolo di mediatore".

La Russia non è invitata?
"Per quanto ne so, no. Noi abbiamo cercato il negoziato dal 24 febbraio, ma è difficile trattare con chi mente, lancia ultimatum e bombarda i civili. La Russia però fa ancora parte dell'Onu, purtroppo è membro del Consiglio di Sicurezza che dovrebbe garantire la pace, e quindi l'Onu può gestire il dialogo fra vari stati, come la collaborazione per il grano".

L'accordo per il grano potrebbe essere il modello?
"L'Onu, sulla base della sua Carta, può diventare la piattaforma per l'iniziativa di pace".

Chiedete il ritorno ai confini del 23 febbraio, o quelli del 2014, prima dell'invasione della Crimea?
"Non lo chiediamo, lo stiamo facendo. Kherson e Kharkiv sono libere, nel Donetsk e Luhansk sono in corso operazioni. Con i russi non chiedi: agisci, sperando che poi riflettano".

Potete riprendere la Crimea?
"Quando la Russia ci ha aggrediti, ha puntato alla distruzione dell'intera Ucraina come stato. Ha assalito Kiev. Così è stata Mosca a rendere irrinunciabile il ristabilimento della nostra completa integrità territoriale, di cui la Crimea è parte. Le nostre forze armate operano in varie direzioni, alcune regioni del sud sono già state liberate e stanno tornando alla vita normale. La gente della Crimea vede e vuole la pace, ma sa che sarà possibile solo quando tornerà l'Ucraina".