Usa, pubblicate le dichiarazioni dei redditi di Trump. L'ex presidente minaccia: "Questo produrrà cose orribili a tante persone"
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - Bilanci in rosso, non chiare transazioni a favore dei figli, sgravi per entità ormai defunte e conti bancari attivi in Cina quando era presidente degli Stati Uniti. I Democratici della Camera hanno reso pubbliche sei anni di dichiarazioni dei redditi di Donald Trump, da cui emerge il quadro di un imprenditore in difficoltà, alle prese con la perenne ricerca di sgravi, deduzioni fiscali, per pagare meno tasse possibile. E adesso, a quasi due anni dal violento comizio nell'area della Casa Bianca che portò all'assalto al Congresso da parte di migliaia di suoi sostenitori, il 6 gennaio 2021, il tycoon ha evocato di nuovo scenari inquietanti.
NEW YORK - Bilanci in rosso, non chiare transazioni a favore dei figli, sgravi per entità ormai defunte e conti bancari attivi in Cina quando era presidente degli Stati Uniti. I Democratici della Camera hanno reso pubbliche sei anni di dichiarazioni dei redditi di Donald Trump, da cui emerge il quadro di un imprenditore in difficoltà, alle prese con la perenne ricerca di sgravi, deduzioni fiscali, per pagare meno tasse possibile. E adesso, a quasi due anni dal violento comizio nell'area della Casa Bianca che portò all'assalto al Congresso da parte di migliaia di suoi sostenitori, il 6 gennaio 2021, il tycoon ha evocato di nuovo scenari inquietanti.
Due anni fa era per elezioni presidenziali, stavolta per le tasse. "I Democratici - ha commentato in una dichiarazione ufficiale - non avrebbero mai dovuto farlo, la corte suprema (scritta in minuscolo, ndr) non avrebbe mai dovuto approvarlo, questo adesso produrrà cose orribili a tante persone". "Le divisioni nei grandi Stati Uniti si aggraveranno. I radicali e i Democratici di sinistra hanno strumentalizzato tutto, ma ricordate che quello che si semina si raccoglie".
Il rilascio dei documenti è arrivato dieci giorni dopo il report della commissione budget da cui era emerso che l'ex presidente, nei primi due anni del suo mandato, non aveva sottoposto i suoi redditi all'agenzia federale del fisco, rompendo una tradizione onorata da tutti i presidenti degli Stati Uniti e cominciata negli anni '70. Già molto era emerso la scorsa settimana nel documento di 39 pagine, ma la pubblicazione integrale potrebbe fornire un quadro completo per capire come Trump ha beneficiato fiscalmente delle leggi che da presidente aveva firmato. Tra queste c'è la celebre Tax Cut and Jobs Act del 2017, che stabilì enormi sgravi fiscali per le corporation e le fasce più alte di reddito.
Nei primi tre anni della sua presidenza, Trump ha pagato poco più di un milione di dollari in tasse federali e niente nel 2020. Durante il suo primo anno da paresidente, il tycoon ha pagato solo 750 dollari di tasse, dopo aver riportato perdite per quasi tredici milioni. La commissione congiunta sulla tassazione ha segnalato una serie di passaggi non chiari, come transazioni a favore dei figli e deduzioni ottenute grazie alla Trump University, che non esiste più, e presunte donazioni in beneficenza su cui l'agenzia federale del fisco non ha fatto verifiche. Nonostante i documenti fossero molti e complicati, l'agenzia del fisco, che allora dipendeva dall'amministrazione Trump, non avrebbe utilizzato personale esperto. Eppure sarebbe stato utile: nel 2020 l'ex presidente pagò zero dollari al fisco americano, e 200 mila a quello cinese. I democratici hanno chiesto pubblicamente a Trump di spiegare perché avesse conti bancari attivi in Cina fino al 2018, quando era già alla Casa Bianca.
L'atto ufficiale chiude una battaglia legale tra l'ex presidente e i Democratici, nata dopo che il tycoon si era rifiutato di rendere pubbliche le sue tasse, nonostante l'impegno preso nella campagna elettorale del 2016. Questa marcia indietro aveva scatenato ipotesi, tra cui quella di voler nascondere possibili pagamenti da entità straniere, tra cui russe. Per più di due anni Trump ha cercato di bloccare la consegna degli atti, appellandosi a ogni corte, compresa la Corte Suprema, ma ha perso tutti i ricorsi. Di tracce che portano al Cremlino non sembrano esserci, ma emerge la radiografia finanziaria di un uomo in perenne difficoltà, lontano dall'immagine di uomo di successo.
Tra il 2015 e il 2018 Trump ha registrato perdite per 105 milioni di dollari, parte dei 700 milioni del suo patrimonio evaporati negli ultimi anni. Nel 2019 aveva riportato un bilancio in attivo, ma l'anno dopo era tornato di nuovo in rosso. Trump ha denunciato un saldo negativo nel 2015, 2016, 2017 e 2020, e pagato solo 750 dollari in tasse nel 2016 e 2017. I Repubblicani hanno definito la pubblicazione dei documenti "senza precedenti" e che "metterà a rischio il diritto di ogni americano a diventare bersaglio della politica del Congresso". In un video messaggio pubblicato una settimana fa, Trump aveva parlato di "oltraggioso abuso di potere". L'ex presidente aveva affermato falsamente che i Democratici "avevano ottenuto illegalmente le mie tasse, il che mostra solo che ho avuto un successo straordinario". Una lettura sommaria dei dati potrebbe portare a pensare che Trump non si sia arricchito da presidente, ma i Democratici sono convinti che dalle migliaia di pagine fiscali, potranno emergere dettagli legati alle sue attività e alle persone che hanno collaborato con lui in questi anni, e che non sono mai emerse.