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Quegli scandali sulla pedofilia e le tensioni con il clero tedesco che hanno segnato il pontificato di Benedetto XVI

il rapporto tra Joseph Ratzinger e la Germania non è mai stato semplice. La Chiesa cattolica tedesca è stata scossa dai ripetuti scandali sulla pedofilia ed è attraversata da forti istanze riformiste che si sono sempre scontrate con il conservatorismo di Benedetto XVI
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“Wir sind Papst!”, “Siamo Papa!”. Nel 2005 la Bild salutò con orgoglio la nomina del primo pontefice tedesco in cinquecento anni al soglio di Pietro. Ma il rapporto tra Joseph Ratzinger e la Germania non è mai stato semplice. E non solo perché la Chiesa cattolica tedesca, scossa dai ripetuti scandali sulla pedofilia che si susseguirono negli anni Dieci e che sfiorarono anche l’ex arcivescovo di Monaco, è attraversata da forti istanze riformiste che si sono sempre scontrate con il conservatorismo di Benedetto XVI.

Gli scontri di Benedetto XVI con la politica tedesca

Ma negli otto anni del suo pontificato il “Papa tedesco” si è scontrato anche con la politica, persino con l’ex cancelliera Angela Merkel.

Nel 2009 Benedetto XVI decise di reintegrare quattro cardinali scomunicati. Merkel andò su tutte le furie quando scoprì ch…

“Wir sind Papst!”, “Siamo Papa!”. Nel 2005 la Bild salutò con orgoglio la nomina del primo pontefice tedesco in cinquecento anni al soglio di Pietro. Ma il rapporto tra Joseph Ratzinger e la Germania non è mai stato semplice. E non solo perché la Chiesa cattolica tedesca, scossa dai ripetuti scandali sulla pedofilia che si susseguirono negli anni Dieci e che sfiorarono anche l’ex arcivescovo di Monaco, è attraversata da forti istanze riformiste che si sono sempre scontrate con il conservatorismo di Benedetto XVI.

Gli scontri di Benedetto XVI con la politica tedesca

Ma negli otto anni del suo pontificato il “Papa tedesco” si è scontrato anche con la politica, persino con l’ex cancelliera Angela Merkel.

Nel 2009 Benedetto XVI decise di reintegrare quattro cardinali scomunicati. Merkel andò su tutte le furie quando scoprì che uno di essi era Richard Williamson, famigerato negazionista della Shoah. La cancelliera, che ha sempre dichiarato l’esistenza di Israele “una ragion di Stato”, si spinse sino a chiedere un chiarimento a Ratzinger e minacciò “conseguenze”.

“E’ cruciale”, scandì da Berlino, “che il Pontefice e il Vaticano chiariscano in modo inequivocabile che non ci possa essere negazionismo”. Per la cancelliera quel chiarimento era “una questione di sostanza” che non ammetteva alcuna ambiguità. Il Vaticano fu costretto a specificare che la posizione di Benedetto XVI sulla Shoa “non potrebbe essere più chiara”.

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Ratzinger e il discorso di Ratisbona

Ratzinger era stato ribattezzato dai detrattori in Germania “Panzerkardinal” e “Großinquisitor”, (“Grande inquisitore”) già quando era diventato il severo custode della fede durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Ma quando era stato eletto Papa da poco, il suo famoso discorso di Ratisbona del 2006 su religione e fede non aiutò a renderlo più popolare in un Paese come che ospita milioni di musulmani. La citazione di Manuele II Paleologo “mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane” scavò un abisso con il mondo musulmano. Ratzinger si rammaricò delle reazioni, e precisò che si era trattato di “un invito al dialogo, franco e sincero”.

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Lo scandalo pedofilia nella chiesa tedesca

Ma Benedetto XVI ha dovuto fare soprattutto i conti con gli enormi scandali dei preti pedofili che hanno terremotato le diocesi tedesche negli ultimi dieci anni, causando un’emorragia di fedeli. Scandali che hanno sfiorato il Papa emerito due volte.

La prima volta nel 2010, quando emersero casi di abusi sessuali nel famoso Coro delle voci bianche di Ratisbona. Il vescovo della città bavarese, Gerhard Ludwig Müller, istituì una commissione per indagare sui crimini avvenuti nel dopoguerra nel collegio più famoso della Germania. Il rapporto risultò però talmente omertoso - Ratzinger era ancora pontefice - che le vittime si ribellarono e ottennero una seconda indagine esterna.

Nel 2016, quando il Papa si era già dimesso, il secondo rapporto su Ratisbona esplose come una bomba e riempi le pagine di tutto il mondo. Svelò il più clamoroso caso di maltrattamenti e abusi sessuali della storia tedesca: furono 547 le vittime acclarate tra il 1945 e il 2015. E il millenario collegio era stato diretto per ben trent’anni anni dal fratello di Joseph Ratzinger, Georg. Che disse di aver avuto contezza dei maltrattamenti, ma aggiunse di non aver “mai sentito parlare” di abusi sessuali.

Le diocesi tedesche che, soprattutto su spinta delle vittime di abusi, hanno indagato sulle violenze pedofile si sono moltiplicate, nel frattempo. E nel 2022 le prime pagine dei giornali tedeschi hanno rilanciato una notizia clamorosa sul Papa emerito, che si riferiva alla fine degli anni Settanta, quando Ratzinger era arcivescovo di Monaco. Un rapporto commissionato dalla sua ex diocesi lo accusava di aver trattato con leggerezza il caso di un prete pedofilo che si era macchiato ripetutamente di abusi gravi. Il Papa emerito si scusò.

I giornali tedeschi in queste ore ricordano anche il raffinato teologo e un Papa che era sembrato spesso “affaticato” dal suo difficile pontificato.

Nel 2020 fece un ultimo viaggio nella sua terra d’origine. Andò a trovare il fratello Georg a Ratisbona, che versava già in condizioni gravi. E si concesse una tappa a Pentling, dove aveva abitato in gioventù. Sui media si diffuse la voce che sarebbe rimasto lì, in Baviera, che non sarebbe più voluto tornare a Roma. E invece la voce si è rivelata un pettegolezzo. Ratzinger è morto in Vaticano, all’età di 95 anni.

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