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Il matrimonio a Dubai, il padre "damerino" e l'eroina: chi è il gangster irlandese Daniel Kinahan, ricercato numero uno dell'Interpol

Dopo l'arresto di una cinquantina di uomini della sua banda, il cerchio si stringe intorno al maggior trafficante di droga rimasto libero nel continente
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LONDRA – Tra gli auguri che i capi delle polizie di tutta Europa si scambiano per il nuovo anno, c’è quello che il 2023 porterà alla cattura e all’incriminazione di un gangster irlandese considerato il maggior trafficante di droga rimasto libero nel continente. Daniel Kinahan è il ricercato numero uno dell’Interpol e dell’Europol: una caccia che dura da un pezzo e che sembra vicina a concludersi positivamente. Una cinquantina di uomini della sua banda, inclusi i più stretti collaboratori, sono stati finiti agli arresti negli ultimi anni. Almeno un paio dei suoi complici in altre organizzazioni criminali, incluso un capo della Camorra, il napoletano Raffaele Imperiale, sono diventati dei pentiti, stanno collaborando con la giustizia e avranno molte cose da raccontare sul suo conto. Il suo ultimo rifugio dorato, Dubai, la cittadella dello shopping di lusso negli Emirati Arabi Uniti, gli ha congelato i beni bancari. Il boss irland…

LONDRA – Tra gli auguri che i capi delle polizie di tutta Europa si scambiano per il nuovo anno, c’è quello che il 2023 porterà alla cattura e all’incriminazione di un gangster irlandese considerato il maggior trafficante di droga rimasto libero nel continente. Daniel Kinahan è il ricercato numero uno dell’Interpol e dell’Europol: una caccia che dura da un pezzo e che sembra vicina a concludersi positivamente. Una cinquantina di uomini della sua banda, inclusi i più stretti collaboratori, sono stati finiti agli arresti negli ultimi anni. Almeno un paio dei suoi complici in altre organizzazioni criminali, incluso un capo della Camorra, il napoletano Raffaele Imperiale, sono diventati dei pentiti, stanno collaborando con la giustizia e avranno molte cose da raccontare sul suo conto. Il suo ultimo rifugio dorato, Dubai, la cittadella dello shopping di lusso negli Emirati Arabi Uniti, gli ha congelato i beni bancari. Il boss irlandese dorme ogni notte in un posto diverso per non farsi prendere. Ma intorno a lui il cappio si stringe. 

Un vizio di famiglia

L’Irlanda non è il primo luogo a cui si pensa quando si parla di traffico di droga, come scrive il Financial Times in un’inchiesta sulla vicenda. Eppure, sfruttando la posizione geografica fra gli Stati Uniti e l’Europa, oltre ai buoni rapporti con i narcos dell’America Latina e le cosche mafiose in Italia, Kinahan è diventato poco per volta un uomo chiave nel commercio di stupefacenti. Un business che ha ereditato dal padre e patriarca della sua famiglia, Christy detto “il Padrino damerino” per gli abiti ricercati, il primo irlandese a entrare nel business dell’eroina all’inizio degli anni Ottanta. Dopo una sentenza scontata in prigione e un trasferimento sulla Costa del Sol spagnola, Kinahan senior ha preso accordi con la mafia latinoamericana e con i cartelli del narcotraffico in Europa. Soltanto nel 2010, quando al suo posto è emerso il figlio Daniel come nuovo capo della gang, gli inquirenti si sono pienamente resi conto dell’importanza dell’impero criminale irlandese a livello globale nel traffico di droga. 

Inferno russo

Matrimonio a Dubai

Kinahan junior ha usato il kickboxing, sport da lui praticato, e una catena di palestre per riciclare denaro. A un certo punto ha dato consigli anche a Tyson Fury, il pugile inglese campione del mondo dei pesi massimi, soprannominato “Gypsy King” per via delle origini nomadi. Nel 2016, dopo un fallito tentativo di assassinarlo da parte di una banda rivale irlandese, con una sparatoria in un hotel di Dublino durante la cerimonia in cui venivano pesati due pugili che finì sui giornali di mezzo mondo, Daniel va a vivere in Dubai. Nel 2017 il suo stravagante matrimonio al Burj al Arab, il più lussuoso albergo degli Emirati, attira fra gli invitati alcuni dei baroni della droga internazionale, come il cileno Ricardo Riquelme Vega, il marocchino Ridouan Taghi e l’italiano Raffaele Imperiale. 

Gli arresti

Richiamare in modo così vistoso l’attenzione dei media, tuttavia, ha attirato anche quella delle forze dell’ordine e da allora il suo network di alleanze criminali ha iniziato a perdere colpi. Alla fine del 2017 è stato arrestato Riquelme. Nel 2019 sono finiti in prigione Taghi e Thomas Kavanagh detto “il bombarolo”, braccio destro di Daniel. Nel 2021 è Imperiale a finire dietro le sbarre. Il mese scorso il numero dei complici di Kinahan catturati dalla polizia di vari Paesi è arrivato a 49, incluso Edin Gacanin, un boss dei Balcani fra i più recenti alleati del capomafia irlandese. Estradato quest’anno da Dubai in Italia, il camorrista Imperiale ha cominciato a collaborare con i giudici. Johnny Morrissey, un altro gangster di Dublino, ritenuto il responsabile della più grande rete in Europa di riciclaggio del denaro sporco ricavato dalla droga, arrestato qualche mese fa, potrebbe fare altrettanto. 

Daniel Kinahan non si fa vedere in pubblico dall’aprile scorso. “È l’ultimo uomo rimasto in piedi”, dice Nicola Tallant, giornalista investigativa del domenicale dublinese Sunday World e autrice di un libro su di lui. “Imperiale è un pentito e anche Morrissey ha un unico modo per farsi ridurre la pena: parlare”. Le gang rivali non vedono l’ora che ciò succeda, per portare via all’irlandese il suo fruttuoso business. Questo è il problema, peraltro ben noto alle forze che lottano contro il narcotraffico: nel mondo della droga, morto o sbattuto in prigione un boss, ne spunta presto un altro.