Brasile, Lula giura come nuovo presidente: "Mi impegno a rimettere in sesto il Paese"
di
Elena Basso
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di Elena Basso
Tra i temi affrontati dal progressista nel discorso di insediamento c'è l'impegno per l'ambiente: "Il nostro obiettivo è raggiungere zero deforestazione in Amazzonia"
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SANTIAGO DEL CILE - "Mi impegno a rimettere in sesto il Brasile". Con queste parole, pronunciate durante il suo discorso, Inácio Lula Da Silvadiventa ufficialmente presidente del Paese latinoamericano.
(ansa)
A Brasilia una folla di sostenitori del neo-eletto presidente ha invaso le strade della capitale, mentre capannelli di supporter dell'ex presidente conservatore Jair Bolsonaro minacciavano azioni per impedire il passaggio di potere. Ma Bolsonaro non ha assistito alla cerimonia, rompendo il protocollo secondo cui è proprio l'ex presidente del Brasile a passare al suo successore la fascia presidenziale. Per non assistere all'insediamento dell'avversario, l'ex presidente è infatti volato verso gli Stati Uniti, in Florida, 48 ore prima della cerimonia.
SANTIAGO DEL CILE - "Mi impegno a rimettere in sesto il Brasile". Con queste parole, pronunciate durante il suo discorso, Inácio Lula Da Silvadiventa ufficialmente presidente del Paese latinoamericano.
(ansa)
A Brasilia una folla di sostenitori del neo-eletto presidente ha invaso le strade della capitale, mentre capannelli di supporter dell'ex presidente conservatore Jair Bolsonaro minacciavano azioni per impedire il passaggio di potere. Ma Bolsonaro non ha assistito alla cerimonia, rompendo il protocollo secondo cui è proprio l'ex presidente del Brasile a passare al suo successore la fascia presidenziale. Per non assistere all'insediamento dell'avversario, l'ex presidente è infatti volato verso gli Stati Uniti, in Florida, 48 ore prima della cerimonia.
di Daniele Mastrogiacomo, di Daniele Mastrogiacomo
È un discorso potente quello pronunciato da Lula che a 77 anni si ritrova ad essere, per la terza volta, presidente del Brasile. Afferma che la disastrosa gestione della pandemia portata avanti dal suo predecessore non rimarrà impunita e difende il risultato delle elezioni, assicurando che la democrazia sopravvivrà alla violenza. Lula infatti lo scorso 30 ottobre ha battuto Jair Bolsonaro alle urne, ma con un risultato risicatissimo: il 50,83% contro il 49,17% del suo sfidante, che ha più volte messo in dubbio la validità delle votazioni.
Le teorie complottiste dell'ex presidente non hanno lasciato indifferenti i suoi sostenitori che nelle scorse settimane hanno più volte gettato il Paese nel caos, prima bloccando le strade con un enorme sciopero dei camionisti e poi manifestando di fronte alle sedi delle forze armate chiedendo di mettere in atto un colpo di Stato ai danni del neo-eletto presidente Lula.
Nelle scorse settimane Lula ha divulgato i nomi dei ministri che comporranno il suo governo. Fra le scelte del presidente brasiliano spiccano i nomi di Anielle Franco, sorella dell'attivista Marielle Franco assassinata nel 2018 a Rio de Janeiro, che guiderà il ministero dell'Uguaglianza razziale, e quello dell'attivista indigenaSônia Guajajara che sarà a capo del nuovo ministero per le Popolazioni indigene.
Durante i quattro anni del governo Bolsonaro gli attacchi a sfondo razziale e verso i leader delle popolazioni indigene sono cresciuti enormemente e la deforestazione dell'Amazzonia ha toccato picchi allarmanti, aumentando ben del 75,6%. Lula, al contrario, si è impegnato nel suo programma elettorale a diminuire drasticamente la deforestazione dell'Amazzonia, promessa già mantenuta in passato: durante i suoi governi era infatti diminuita del 70%. Lula conclude il suo discorso, di fronte all'ovazione dei presenti, con parole di speranza: "La mia missione più importante da oggi sarà onorare la fiducia ricevuta e rispondere alle speranze di un popolo sofferente che non ha mai perso la fede nel futuro o nella sua capacità di superare le sfide".