Regno Unito, Extinction Rebellion cambia idea: "Basta proteste e blocchi stradali, non ha funzionato"
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA. Negli ultimi anni sono stati il movimento ambientalista più radicale insieme a “Stop Oil” e “Insulate Britain”, ma anche l’incubo di centinaia di migliaia di londinesi. Visto che da un momento all’altro la metropolitana, le strade, aeroporti e i ponti del centro della capitale britannica venivano occupati e chiusi dalle proteste senza preavviso, quando Londra è rimasta paralizzata più volte per molti giorni. Oppure, gli attivisti si incollavano letteralmente ai cancelli dei ministeri e delle multinazionali dell’energia, o inondavano le loro facciate di vernice, attirando su di sé l’attenzione dei media e del pubblico. Eppure, nonostante queste azioni clamorose, “quasi nulla è cambiato”, ammette ora il movimento ambientalista britannico Extinction Rebellion. Che, in una lettera di propositi per il nuovo anno, annuncia a seguaci e cittadini: &ldq…
LONDRA. Negli ultimi anni sono stati il movimento ambientalista più radicale insieme a “Stop Oil” e “Insulate Britain”, ma anche l’incubo di centinaia di migliaia di londinesi. Visto che da un momento all’altro la metropolitana, le strade, aeroporti e i ponti del centro della capitale britannica venivano occupati e chiusi dalle proteste senza preavviso, quando Londra è rimasta paralizzata più volte per molti giorni. Oppure, gli attivisti si incollavano letteralmente ai cancelli dei ministeri e delle multinazionali dell’energia, o inondavano le loro facciate di vernice, attirando su di sé l’attenzione dei media e del pubblico. Eppure, nonostante queste azioni clamorose, “quasi nulla è cambiato”, ammette ora il movimento ambientalista britannico Extinction Rebellion. Che, in una lettera di propositi per il nuovo anno, annuncia a seguaci e cittadini: “Rinunciamo alle nostre azioni radicali e di disturbo”.
È una rinuncia eclatante quella di Extinction Rebellion, visto che questo tipo di disobbedienza civile, per cui migliaia dei propri membri sono stati arrestati negli anni, è sempre stato il fiore all’occhiello del movimento. Ma secondo i suoi responsabili - essendo una struttura orizzontale non c’è un vero e proprio capo - tutti i loro sforzi sono serviti a poco e niente. E dunque, è ora di cambiare: “Ci arrendiamo”, titola la email mandata ieri primo gennaio a seguaci e giornalisti. "Quasi nulla è cambiato. Nonostante il nostro attivismo, le emissioni nocive continuano a crescere e la Terra ha accelerato la sua corsa verso l’autodistruzione”.
Per questo, continuano gli attivisti di Extinction Rebellion, “con il nuovo anno abbiamo deciso, non senza polemiche, di modificare la nostra strategia, abbandonando momentaneamente le azioni di disturbo pubblico come tattica primaria. Sinora sono state utili a lanciare l’allarme, ma crediamo che sia necessario anche far evolvere le nostre strategie. In questo momento, è necessario rompere le dinamiche di abuso e squilibrio di potere, affinché si possa attivare una transizione verso una società più giusta, che lavori insieme per dire basta all’era dei combustibili fossili. I nostri politici, abbonati all’avidità e ai profitti, non lo faranno se non sotto pressione. Dobbiamo continuare a essere radicali, ma con approccio differente, che irriti meno i cittadini”, spesso furiosi per i blocchi improvvisi delle città e dei trasporti, talvolta persino delle ambulanze.
Dunque, una nuova vita per Extinction Rebellion. Che intanto già chiama i suoi follower a una protesta moderata il 21 aprile, ossia a 100 giorni dall’inizio del 2023, davanti al Parlamento britannico di Westminster. I due obiettivi principali del controverso gruppo, nato in Inghilterra quattro anni fa in un paesino delle bucoliche Cotswolds (Stroud) con il sostegno di accademici e personalità come l'ex arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, sono sempre state: emissioni zero entro il 2025 (obiettivo alquanto irrealistico) e creazione di assemblee permanenti e vincolanti di cittadini sui temi ambientali. Proprio sulle azioni dimostrative e clamorose del movimento, due anni fa ci fu anche un celebre screzio tra il leggendario divulgatore Sir David Attenborough ed Extinction Rebellion, dopo alcune dichiarazioni del naturalista alla Bbc critiche nei confronti del gruppo: "Sarebbe bene che rispettassero la legge", aveva rimarcato Sir David, "altrimenti si rischia di alienare le persone comuni dalla causa ambientalista”.