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Florida, il "buen retiro" trumpiano di Jair Bolsonaro

L'arrivo di Jair Bolsonaro in Florida (reuters)
L'ex presidente del Brasile ha scelto di trasferirsi per almeno tre mesi a pochi chilometri dall'ex presidente Usa. In attesa di vedere gli sviluppi delle possibili inchieste dell'amministrazione Lula nei suoi confronti
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NEW YORK - Passa da resort di lusso a cene di gala, si autoincensa di continuo, ha negato la gravità della pandemia da Covid e alla fine ha perso le elezioni, battuto da un avversario democratico quasi ottantenne, a cui non ha riconosciuto la vittoria. Sfiorato da tentazioni golpiste, era rimasto in silenzio davanti alle manifestazioni di protesta dei suoi sostenitori, e poi si è trasferito in Florida da dove conta di fare la base per i comizi. Ma non è Donald Trump.

L'ex presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, ha scelto di trasferirsi a pochi chilometri dal suo amico americano e lo ha fatto indicando nella Florida quello che sta diventando il buen retiro dei quasi golpisti. Dopo aver infiammato i suoi sostenitori il 6 gennaio 2021, Trump si è ritirato nel resort di Mar-a-Lago, a Palm Beach, a nord di Miami, da cui ha lanciato la sfida per tornare alla Casa Bianca. Adesso come vicino c'è il suo grande amico Bolsonaro, che non ha presenz…

NEW YORK - Passa da resort di lusso a cene di gala, si autoincensa di continuo, ha negato la gravità della pandemia da Covid e alla fine ha perso le elezioni, battuto da un avversario democratico quasi ottantenne, a cui non ha riconosciuto la vittoria. Sfiorato da tentazioni golpiste, era rimasto in silenzio davanti alle manifestazioni di protesta dei suoi sostenitori, e poi si è trasferito in Florida da dove conta di fare la base per i comizi. Ma non è Donald Trump.

L'ex presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, ha scelto di trasferirsi a pochi chilometri dal suo amico americano e lo ha fatto indicando nella Florida quello che sta diventando il buen retiro dei quasi golpisti. Dopo aver infiammato i suoi sostenitori il 6 gennaio 2021, Trump si è ritirato nel resort di Mar-a-Lago, a Palm Beach, a nord di Miami, da cui ha lanciato la sfida per tornare alla Casa Bianca. Adesso come vicino c'è il suo grande amico Bolsonaro, che non ha presenziato all'inaugurazione del mandato del suo rivale, il nuovo presidente Luiz Inácio Lula da Silva, si è trasferito a Orlando, viaggiando a bordo dell'aereo presidenziale, il Força Aérea Brasileira, l'equivalente dell'Air Foce One americano.

Adesso i duei sconfitti, che si erano fatti l'endorsement a vicenda, vivono a meno di trecento chilometri di distanza, due ore e mezza di viaggio in auto lungo la Interstate 95-S. E si muovono sulla stessa linea. Subito dopo la sconfitta, il figlio di Bolsonaro, Eduardo, era volato a Mar-a-Lago per incontrare Trump. Il padre, prima di partire per gli Stati Uniti, ha parlato ai suoi sostenitori, che lo hanno contestato per non aver infiammato la rivolta fino in fondo: "Niente è perduto - ha dicharato - il Brasile è un Paese fantastico. Abbiamo perso una battaglia ma non la guerra, il Brasile non finisce con il 1° gennaio", il giorno dell'insediamento di Lula alla guida del più grande Paese sudamericano.

Fuori dall'abitazione presa in affitto a Orlando si sono radunati sostenitori di Bolsonaro, che lo hanno applaudito al suo arrivo. Lui li ha salutati con cordialità, mostrando il pollice alto e indicandoli con l'indice, come fa sempre Trump con i suoi fans. L'ex presidente si è prestato ai selfie con alcuni immigrati brasiliani, poi è andato in uno store della catena Kentucky Fried Chicken, dove si è messo a un tavolo e ha mangiato pollo fritto, come un cliente qualunque, polo azzura a maniche corte, il cellulare posato sul tavolo in mezzo alle confezioni aperte di patatine fritte. Non è la prima volta che ex capi di Stato scelgono gli Usa per vivere, ma lo è il fatto che un ex presidente abbia scelto gli Stati Uniti come rifugio nel caso venga incriminato nel suo Paese. Qui si sente al sicuro.

In Florida vivono molti commentatori politici ospiti delle tv conservatrice brasiliane. Un attivista dell'estrema destra che aveva minacciato i giudici ha chiesto asilo politico negli Stati Uniti, indicando nella Florida lo Stato dove vorrebbe andare a vivere. Bolsonaro resterà nel Sunshine State per almeno tre mesi, in attesa di vedere gli sviluppi delle possibili inchieste dell'amministrazione Lula nei suoi confronti. Il governo brasiliano, nel frattempo, ha autorizzato quattro consiglieri a trascorrere almeno un mese in Florida al fianco dell'ex presidente che ha già denunciato di essere un "bersaglio politico" della "sinistra radicale" e della Corte Suprema.

Bolsonaro non ha parlato di "caccia alle streghe", come ha fatto più volte Trump. Nel caso, si tratterebbe di caça às bruxas, come dicono in portoghese, ma c'è tempo. L'aria trumpiana della Florida, e le possibili inchieste dal Brasile, potrebbero alzare la temperatura delle sue dichiarazioni.