L'Unione europea ha offerto vaccini gratis alla Cina contro il Covid. Pechino: "La nostra produzione è soddisfacente"
dal nostro inviato Luca De Vito , dal nostro inviato Luca De VitoBRUXELLES - L’Unione europea ha offerto gratuitamente scorte di vaccini covid-19 alla Cina. Lo conferma il portavoce della Commissione europea, Tim McPhee, spiegando che la commissaria alla Salute Stella Kyriakides "ha contattato la controparte cinese per offrire solidarietà e supporto e questo include competenze sulla salute pubblica così come la donazione di vaccini adattati alle varianti".
In risposta, la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning ha spiegato che "la Cina ha stabilito le più grandi linee di produzione al mondo di vaccini Covid con una capacità di produzione annuale di oltre 7 miliardi di dosi e una produzione annua di oltre 5,5 miliardi di dosi, che soddisfano le esigenze di garantire che tutte le persone idonee alla vaccinazione abbiano accesso ai vaccini Covid". Aggiungendo poi che "la situazione Covid in Cina è prevedibile e sotto controllo. Siamo pronti a lavorare con la comunit&agr…
BRUXELLES - L’Unione europea ha offerto gratuitamente scorte di vaccini covid-19 alla Cina. Lo conferma il portavoce della Commissione europea, Tim McPhee, spiegando che la commissaria alla Salute Stella Kyriakides "ha contattato la controparte cinese per offrire solidarietà e supporto e questo include competenze sulla salute pubblica così come la donazione di vaccini adattati alle varianti".
In risposta, la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning ha spiegato che "la Cina ha stabilito le più grandi linee di produzione al mondo di vaccini Covid con una capacità di produzione annuale di oltre 7 miliardi di dosi e una produzione annua di oltre 5,5 miliardi di dosi, che soddisfano le esigenze di garantire che tutte le persone idonee alla vaccinazione abbiano accesso ai vaccini Covid". Aggiungendo poi che "la situazione Covid in Cina è prevedibile e sotto controllo. Siamo pronti a lavorare con la comunità internazionale in solidarietà, affrontare la sfida in modo più efficace".
La notizia era stata anticipata stato dal Financial Times che, citando fonti anonime tra i funzionari della Commissione Europea, aveva parlato di una proposta avanzata in questi giorni da Kyriakides direttamente alla controparte cinese (da cui però non sono arrivate risposte). Sarebbe quindi il tentativo di Bruxelles di mettere in piedi un argine europeo alla nuova ondata di infezioni originata dallo stop della politica “zero Covid” di Pechino in attesa della riunione del 4 gennaio durante la quale i Paesi della Ue discuteranno una risposta congiunta sul tema dei viaggiatori provenienti dalla Cina.
Nel frattempo in Cina i media di Stato minimizzano la gravità dell'ondata di Covid, in vista della riunione con i vertici dell’Oms per valutare l’evoluzione del virus nel paese. E alcuni scienziati sostengono le grandi città avrebbero già raggiunto il picco pandemico, preparandosi ad affrontare la discesa dei contagi. Secondo uno studio citato dalla Cnn e pubblicato il 29 dicembre sulla rivista peer-reviewed Frontiers of Medicine, i modelli matematici hanno previsto che l'ultima ondata di infezioni ha toccato le principali città cinesi entro la fine del 2022, mentre fuori dalle metropoli i contagi continueranno a salire per tutto gennaio. A preoccupare è il prossimo “Festival di Primavera”, ovvero le celebrazioni nazionali per il Capodanno lunare che potrebbero aumentare la diffusione in seguito agli spostamenti interni previsti.
La risposta di Pechino ai test sui viaggiatori cinesi
Pechino ha condannato l'imposizione di test Covid decisa da diversi Paesi ai viaggiatori provenienti dalla Cina e ha minacciato contromisure."Alcuni Paesi hanno messo in atto restrizioni all'ingresso rivolte solo ai viaggiatori cinesi. Questo è privo di basi scientifiche e alcune pratiche sono inaccettabili", ha commentato il portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, aggiungendo che la Cina potrebbe "prendere contromisure, secondo il principio di reciprocità".
Una mossa che però viene difesa dalla Francia con la premier francese, Elisabeth Borne, che ha annunciato che i test Covid-19 per i viaggiatori in arrivo dalla Cina continueranno nonostante le proteste di Pechino. "Penso che sia nostro dovere chiedere test", ha detto Borne a France Info, rispondendo ad una domanda sulla della reazione del governo. "Continueremo a farlo", ha aggiunto.