Giappone, incentivi per trasferirsi in campagna: fino a 7500 euro alle famiglie che lasciano Tokyo
di Cristian Martini Grimaldi , di Cristian Martini GrimaldiTOKYO - Il governo giapponese fa sul serio e pur di non rischiare l’estinzione totale dei suoi villaggi di periferia ha preso la rischiosa decisione di offrire l’equivalente di un piccolo tesoretto (1 milione di yen, 7500 euro) a tutte quelle famiglie con bambini minorenni disposte ad accettare la condizione di trasferirsi via da Tokyo per almeno cinque anni.
Il pagamento sarà effettuato alle sole famiglie che risiedono nei 23 quartieri centrali di Tokyo e nelle vicine prefetture di Saitama, Chiba e Kanagawa.
Circa 1.300 città, ovvero l'80% del totale, hanno aderito al programma nel tentativo di trarre vantaggio da un cambiamento nell'atteggiamento pubblico nei confronti della qualità della vita che si è intensificato durante l'epidemia man mano che sempre più salaryman (impiegati) metabolizzavano i benefici che offre il lavoro a distanza.
Per riscuotere l'insperata manna deve essere per&…
TOKYO - Il governo giapponese fa sul serio e pur di non rischiare l’estinzione totale dei suoi villaggi di periferia ha preso la rischiosa decisione di offrire l’equivalente di un piccolo tesoretto (1 milione di yen, 7500 euro) a tutte quelle famiglie con bambini minorenni disposte ad accettare la condizione di trasferirsi via da Tokyo per almeno cinque anni.
Il pagamento sarà effettuato alle sole famiglie che risiedono nei 23 quartieri centrali di Tokyo e nelle vicine prefetture di Saitama, Chiba e Kanagawa.
Circa 1.300 città, ovvero l'80% del totale, hanno aderito al programma nel tentativo di trarre vantaggio da un cambiamento nell'atteggiamento pubblico nei confronti della qualità della vita che si è intensificato durante l'epidemia man mano che sempre più salaryman (impiegati) metabolizzavano i benefici che offre il lavoro a distanza.
Per riscuotere l'insperata manna deve essere però soddisfatto almeno uno di tre requisiti: lavorarare presso una piccola o media impresa nell'area in cui ci si trasferisce; continuare nella vecchia occupazione tramite il lavoro a distanza o avviare un'attività al nuovo indirizzo. Con vari altri benefici aggiuntivi è stato calcolato che una famiglia con due figli può beneficiare fino a 5 milioni di yen (36mila euro).
Da Fukushima al Covid: via dalle città
I primi segnali di un trasferimento di massa dalla grande metropoli alle campagne erano già iniziati (per quanto poco statisticamente rilevanti) dall’anno zero di Fukushima, quando molte famiglie di Tokyo con bambini sentendosi a rischio di quel virus incolore e inodore chiamato “radiazioni” hanno deciso di emigrare ad ovest (quello che in Italia definiscono ancora il ‘sud’ del Giappone) per una vita più “sicura” e che comunque avrebbe garantito un Q.O.L. migliore, come dicono in Giappone utilizzando un inglesismo (quality of life).
Poi è arrivato il Covid e quel segnale si è fatto più evidente: per la prima volta dagli anni Cinquanta la popolazione dell'area urbana di Tokyo è iniziata a calare.
E ancora i tanti, troppi scandali di morti da superlavoro (karoshi), da sempre nervo scoperto del Giappone moderno, sono stati il detonatore di un nuovo rivoluzionario trend: lo chiamano con un inglesismo, downshift, ovvero il passaggio da uno stile di vita economicamente gratificante ma iper-stressante a uno meno ambizioso ma per altri versi più soddisfacente.
Ecco così che i villaggi popolati di soli anziani immersi nelle valli di montagna e destinati secondo tutti gli analisti a un lento e inesorabile tramonto hanno iniziato pian piano ad attirare proprio quei giovani che venivano additati come la principale causa del loro declino.
Il Furusato Nozei: la tassa per la città natale
A favorire il cambiamento di sensibilità a livello politico ed aiutare così i piccoli villaggi a sopravvivere, c’era stato già nel 2008 il Furusato Nozei, ovvero l’istituzione della "tassa per la città natale". È diventato cioè possibile donare denaro alla propria città natale e ridurre così le imposte per l'importo donato.
Perché mai i giapponesi dovrebbero donare dei soldi ai piccoli comuni? Per senso di appartenenza e la soddisfazione di compiere un gesto di alto valore civico.
Non solo il Furusato Nozei, ma nel 2009 era nato anche il progetto Chiiki Okoshi ky ryoku-tai (cooperazione per lo sviluppo delle aree rurali), che aveva l’obiettivo di far sperimentare la vita di campagna a centinaia di giovani volenterosi, questa volta però con un cospicuo viatico finanziario. Se all’inizio il programma aveva faticato a prendere quota il passa parola attraverso i social lo ha reso popolare e già nel 2013 gli aderenti erano quasi 1000 mentre nel 2019 erano 4000. Ma la vera notizia è che più della metà dei giovani partiti per fare un’esperienza temporanea di vita alternativa hanno invece finito per decidere di restare.
Il calo record della popolazione
La popolazione della terza economia più grande del mondo ha subito un calo record di 644.000 persone nel 2020-21 e si prevede un crollo verticale dagli attuali 125 milioni a circa 88 milioni nel 2065, un capitombolo del 30% in sole tre generazioni.
Il tasso di natalità infatti rimane ostinatamente basso a 1,34 bambini a coppia ben al di sotto del 2,1 necessario per sostenere l'attuale popolazione.
Nel 2021, il numero di nascite è il più basso da quando per la prima volta si è iniziato a tenere il conto, ovvero dal 1899. Poco più di ottocentomila parti. In compenso i centenari ormai superano le novantamila unità. Più che un Paese, direbbero i maligni, un gerontocomio.