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Iran: Londra pronta a inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche

(reuters)
L'indiscrezione del Telegraph: l'annuncio a breve. Una decisione analoga è già stata presa da Canada e Stati Uniti
2 minuti di lettura
LONDRA. "Tra qualche settimana, le Guardie Rivoluzionarie iraniane saranno classificate dal Regno Unito come organizzazione terroristica". A sostenerlo è il Telegraph, giornale conservatore e in genere vicino al governo Tory, secondo cui l'annuncio dovrebbe arrivare a breve. Se confermata, sarebbe una mossa significativa che complicherebbe ancora di più le già ardue relazioni tra Londra e l'Iran, poiché i "custodi della rivoluzione" sarebbero praticamente equiparati a gruppi terroristici come Al Qaeda e Isis. Ma, a quanto pare, sia la ministra dell'Interno Suella Braverman che il suo sottosegretario con delega alla sicurezza ed ex presidente della Commissione esteri a Westminster, Tom Tugendhat, hanno spinto molto per questa decisione che andrà condivisa con il Foreign Office.
LONDRA. "Tra qualche settimana, le Guardie Rivoluzionarie iraniane saranno classificate dal Regno Unito come organizzazione terroristica". A sostenerlo è il Telegraph, giornale conservatore e in genere vicino al governo Tory, secondo cui l'annuncio dovrebbe arrivare a breve. Se confermata, sarebbe una mossa significativa che complicherebbe ancora di più le già ardue relazioni tra Londra e l'Iran, poiché i "custodi della rivoluzione" sarebbero praticamente equiparati a gruppi terroristici come Al Qaeda e Isis. Ma, a quanto pare, sia la ministra dell'Interno Suella Braverman che il suo sottosegretario con delega alla sicurezza ed ex presidente della Commissione esteri a Westminster, Tom Tugendhat, hanno spinto molto per questa decisione che andrà condivisa con il Foreign Office.
 
Proprio Tugendhat, ex militare e già falco contro Russia e Cina, avrebbe sostenuto con forza questo cambiamento di rotta nei confronti di Teheran. Decisivi, negli ultimi tempi, sarebbero stati due eventi. Uno è stato il raro discorso pubblico del direttore generale dell'MI5, Ken McCallum, che qualche settimana fa ha parlato di almeno 10 tentati assassinii di cittadini britannici da parte dell'Iran nell'ultimo anno: "Teheran pone una minaccia diretta al Regno Unito", proferì nella circostanza McCallum, "mediante la sua intelligence aggressiva". Il secondo, un report di una tv iraniana con sede a Londra, per cui squadroni della morte di Teheran avrebbero tentato di uccidere almeno due giornalisti irano-britannici scomodi al regime degli Ayatollah. 
 

I precedenti di Stati Uniti e Canada

Così, Londra dovrebbe presto includere le Guardie della Rivoluzione iraniana del 1979 nella sua lista di terroristi, criminalizzando dunque ogni connessione, rapporto e sostegno, anche ideologico, al gruppo che controlla le forze militari di élite e intelligence di Teheran. Una posizione che ricalca quella degli Stati Uniti di Donald Trump nel 2019 e le dure sanzioni del Canada l'anno scorso (entrambi membri come il Regno Unito dell'alleanza "Five Eyes") e che di certo complicherà i negoziati sul nucleare dell'Iran, già in stallo dopo l'uscita dell'ex presidente americano dal gruppo di colloqui e la ripresa dell'attività atomica da parte di Teheran. 
 

Il caso Zaghari-Ratcliffe

Lo scorso marzo l'Iran ha liberato la 45enne anglo-iraniana Nazanin Zaghari-Ratcliffe, dopo sei anni in carcere a Teheran per una storia kafkiana. Zaghari-Ratcliffe, già impiegata amministrativa nelle fondazioni Thomson Reuters e Bbc World Service Trust che forma giornalisti in Iran, era stata accusata da Teheran di "spionaggio",  "attività sovversiva" e "propaganda contro lo Stato islamico dell'Iran" dopo aver "partecipato a una manifestazione davanti all'ambasciata di Teheran a Londra nel 2009", oltre ad aver avuto "contatti con Bbc Persian". La donna ha sempre respinto ogni accusa. La svolta della liberazione sarebbe avvenuta dopo il pagamento, mai confermato ufficialmente, di un vecchio debito di Londra nei confronti di Teheran: ovvero 400 milioni di dollari per 1.500 carri armati Chieftain e altri mezzi militari, pagati dall'Iran che però il Regno Unito non consegnò mai dopo la caduta dello Scià nel 1979.