Polonia, il premier Morawiecki a favore della pena di morte
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni , dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO - Il premier polacco Mateusz Morawiecki è a favore della pena di morte. L'esponente di "Diritto e Giustizia", il partito che governa Varsavia dal 2015, ha dichiarato a sorpresa durante una diretta Facebook di ritenere "che la pena di morte dovrebbe essere ammessa per i crimini più pesanti". L'opposizione è insorta: per la parlamentare Monika Falej la voglia di esecuzioni capitali è "un sintomo tipico dei regimi autoritari".
Il portavoce del governo, Piotr Mueller, ha ipotizzato successivamente che il capo del governo si stesse riferendo a omicidi particolarmente efferati o a crimini di guerra, ma ha anche precisato che al momento la pena di morte "non fa parte dell'agenda" del governo ultraconservatore della Polonia.
Morawiecki, cattolico praticante, ha anche ammesso di sapere di non essere in linea con la dottrina della Chiesa, ma ha precisato di "non condividerne" la contrariet&a…
BERLINO - Il premier polacco Mateusz Morawiecki è a favore della pena di morte. L'esponente di "Diritto e Giustizia", il partito che governa Varsavia dal 2015, ha dichiarato a sorpresa durante una diretta Facebook di ritenere "che la pena di morte dovrebbe essere ammessa per i crimini più pesanti". L'opposizione è insorta: per la parlamentare Monika Falej la voglia di esecuzioni capitali è "un sintomo tipico dei regimi autoritari".
Il portavoce del governo, Piotr Mueller, ha ipotizzato successivamente che il capo del governo si stesse riferendo a omicidi particolarmente efferati o a crimini di guerra, ma ha anche precisato che al momento la pena di morte "non fa parte dell'agenda" del governo ultraconservatore della Polonia.
Morawiecki, cattolico praticante, ha anche ammesso di sapere di non essere in linea con la dottrina della Chiesa, ma ha precisato di "non condividerne" la contrarietà alle esecuzioni capitali. Anzi, il premier ritiene l'abolizione della legge nel 1997 "un atto prematuro". Nel 2013 Varsavia ha anche sottoscritto il protocollo della Convenzione europea dei diritti umani che impegna i firmatari al bando della pena di morte.
Ma in autunno in Polonia si vota e "Diritto e Giustizia" mostra già di voler condurre una campagna elettorale piuttosto aggressiva. Ha cominciato nelle scorse settimane prendendo di mira la Germania, rea di non aver riconosciuto 1.300 miliardi di riparazioni di guerra reclamate da Varsavia.