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“Via l’immunità per il Qatargate”. Strasburgo si muove per la revoca

A sinistra Tarabella, a destra Cozzolino 
Depositata la richiesta dei giudici, la presidente dell’Europarlamento Metsola avvia la procedura per Cozzolino e Tarabella. “Noi siamo dalla parte della legge”. Ma è già polemica per la lunghezza dell’iter, che potrebbe durare un mese e mezzo
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Roma - Ecco la "Fase 2" del Qatargate. Il salto di qualità dei magistrati belgi che allargano il numero delle persone coinvolte. La procura di Bruxelles, infatti, ha ieri inviato al Parlamento europeo la richiesta di revocare l'immunità parlamentare per due eurodeputati. Si tratta dell'italiano Andrea Cozzolino e del belga Marc Tarabella. Entrambi iscritti al gruppo socialista di S&D.

L'avvio della procedura è stato annunciato dalla presidente dell'Europarlamento, Roberta Metsola. "Fin dal primo momento il Parlamento europeo ha fatto tutto quanto in suo potere per assistere nelle indagini e continueremo a assicurarci che non ci sia impunità. I responsabili - ha poi assicurato - troveranno questo Parlamento dalla parte della legge. La corruzione non può pagare e faremo di tutto per combatterla".

La revoca dell'immunità è fondamentale per consentire ai magistrati di effettuare tutte le ind…

Roma - Ecco la "Fase 2" del Qatargate. Il salto di qualità dei magistrati belgi che allargano il numero delle persone coinvolte. La procura di Bruxelles, infatti, ha ieri inviato al Parlamento europeo la richiesta di revocare l'immunità parlamentare per due eurodeputati. Si tratta dell'italiano Andrea Cozzolino e del belga Marc Tarabella. Entrambi iscritti al gruppo socialista di S&D.

L'avvio della procedura è stato annunciato dalla presidente dell'Europarlamento, Roberta Metsola. "Fin dal primo momento il Parlamento europeo ha fatto tutto quanto in suo potere per assistere nelle indagini e continueremo a assicurarci che non ci sia impunità. I responsabili - ha poi assicurato - troveranno questo Parlamento dalla parte della legge. La corruzione non può pagare e faremo di tutto per combatterla".

La revoca dell'immunità è fondamentale per consentire ai magistrati di effettuare tutte le indagini necessarie nei confronti dei due deputati. La procedura per arrivare a questo risultato è però piuttosto complessa. Secondo il regolamento parlamentare, infatti, Roberta Metsola dovrà comunicare formalmente la richiesta degli inquirenti in occasione della prima seduta dell'Assemblea. Ossia il prossimo 16 gennaio, A quel punto il dossier verrà esaminato alla commissione Juri (Affari giuridici), che dovrà proporre una raccomandazione da presentare e votare in Aula. I diretti interessati potranno essere ascoltati dai commissari. Un iter che potrebbe concludersi solo a metà febbraio.

La tempistica preoccupa l'ufficio di presidenza del Palazzo Altiero Spinelli. La paura è che per due mesi il caso rimanga aperto e che l'opinione pubblica accusi l'istituzione europea di non facilitare il lavoro dei giudici. Non a caso gli uffici - proprio su pressione di Metsola e di diversi parlamentari - stanno verificando se sia possibile contrarre sensibilmente i tempi. L'ipotesi è allora di annunciare il 16 gennaio la richiesta dei pm, far lavorare la Commissione nei tre giorni successivi e quindi chiamare al voto l'Aula nell'ultimo giorno della sessione plenaria che si terrà a gennaio a Strasburgo. Una velocizzazione praticabile con la cooperazione dei due eurodeputati, che hanno già dichiarato la loro piena disponibilità.

Il Pd nei giorni scorsi aveva già sospeso Cozzolino. Ieri il Partito socialista belga ha fatto la stessa cosa con Tarabella, che si dichiara favorevole alla revoca. Una dichiarazione che, appunto, dovrebbe accelerare l'iter di approvazione. "Marc Tarabella - ha assicurato il legale del politico socialista belga, Maxim Toller - non si nasconde dietro questa immunità. Dall'inizio di questo caso, ha ripetuto di essere a disposizione della giustizia e ha anche chiesto di essere ascoltato rapidamente per potersi difendere. Ha anche detto che non si sarebbe nascosto dietro la sua immunità parlamentare, non avendo nulla da rimproverarsi. Sostiene quindi la sua revoca dell'immunità se richiesta".

Che la vicenda stia già provocando polemiche proprio sui tempi della revoca, lo dimostrano le parole della presidente del gruppo di Sinistra, Manon Aubry: "La bonifica contro la corruzione nelle istituzioni europee deve partire ora: niente impunità per i deputati venduti a Qatar e Marocco! In qualità di relatore del gruppo La Sinistra sulle immunità all'interno della commissione giuridica, chiedo che vengano revocate il prima possibile".

Il passo della Procura belga segna comunque un salto di qualità nell'inchiesta. Molti sono convinti che le indagini potranno allargarsi ulteriormente. Gli atti di questo primo mese di inchiesta appaiono come la punta di un iceberg.

Nei giorni scorsi, ad esempio, sembrava possibile che tra i parlamentari sottoposti alla richiesta di revoca dell'immunità ci fosse anche la belga Maria Arena, anch'essa socialista. Per il momento, però, la parlamentare non è stata direttamente coinvolta nella "Fase 2" voluta dal giudice istruttore della procura di Bruxelles Michel Claise.