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Russia, per Putin la vita di un soldato vale 65 mila euro

Militari russi sul fronte a Kremmina (reuters)
Un decreto del presidente stabilisce l'entità degli indennizi per le vittime dell'Operazione militare speciale in Ucraina. 40 mila euro per ciascun ferito
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Mosca - Le famiglie dei militari caduti in servizio nella cosiddetta Operazione militare speciale in Ucraina riceveranno indennità di 5 milioni di rubli, ad oggi circa 65 mila euro. E' il valore della vita di un militare russo stabilito nel decreto firmato dal presidente Vladimir Putin. I feriti riceveranno indennità di 3 milioni di rubli, 40 mila euro. Una serie di altre norme determinerà l'accesso alle cure, il pensionamento e i rapporti tra i familiari e le istituzioni.

Il caso vuole che il decreto di Putin sui caduti sia stato pubblicato all'indomani dell'incidente di Makiivka che, stando ai dati del Ministero della Difesa, è costato la vita a 63 militari di stanza nel Donetsk. L'ultimo bilancio ufficiale diffuso lo scorso settembre dal ministro della Difesa Sergej Shojgu parlava di 5.937 morti, molto sotto ai bilanci indipendenti.

Mosca - Le famiglie dei militari caduti in servizio nella cosiddetta Operazione militare speciale in Ucraina riceveranno indennità di 5 milioni di rubli, ad oggi circa 65 mila euro. E' il valore della vita di un militare russo stabilito nel decreto firmato dal presidente Vladimir Putin. I feriti riceveranno indennità di 3 milioni di rubli, 40 mila euro. Una serie di altre norme determinerà l'accesso alle cure, il pensionamento e i rapporti tra i familiari e le istituzioni.

Il caso vuole che il decreto di Putin sui caduti sia stato pubblicato all'indomani dell'incidente di Makiivka che, stando ai dati del Ministero della Difesa, è costato la vita a 63 militari di stanza nel Donetsk. L'ultimo bilancio ufficiale diffuso lo scorso settembre dal ministro della Difesa Sergej Shojgu parlava di 5.937 morti, molto sotto ai bilanci indipendenti.

Il decreto di Putin ha fissato inoltre condizioni di favore per il calcolo dell'anzianità di servizio: un giorno di attività in teatro bellico ne varrà due di lavoro ordinario, un mese di degenza in ospedale peserà il doppio nel calcolo dell'età pensionabile.

Le modalità di richiesta delle indennità non saranno lasciate al caso: in una serie di linee guida aggiuntive il leader ha prontamente incaricato il governo di approntare un sistema a "sportello unico" per la ricezione delle domande.

Allo stesso modo, i ministeri della Difesa e della Salute si occuperanno di destinare parte delle strutture mediche civili alla cura dei militari feriti in Ucraina e nelle regioni russe adiacenti. Infine, entro un mese Governo e Consiglio di stato apporteranno modifiche alla legislazione vigente, per poter estendere tutti questi benefici anche ai cittadini che dal 2014 hanno partecipato da volontari alle ostilità in Ucraina orientale, ovviamente dalla parte delle repubbliche separatiste.

Per stilare parte delle direttive, il Cremlino afferma di aver attinto ai risultati dell'incontro di Putin con le madri dei militari. Dal discusso incontro di novembre, dal quale sono state escluse le attiviste della storica organizzazione di opposizione "Unione delle madri dei soldati", è emersa la proposta di creare un movimento di ispirazione patriottica. Ed ecco che a distanza di circa un mese al cosiddetto "Comitato delle famiglie dei combattenti per la Patria" vengono affidati compiti di reinserimento dei veterani, da sviluppare di concerto con il Fondo popolare panrusso, organizzazione che sostiene il partito di governo.

Affrontando lo scivoloso tema dei caduti e dei feriti, Putin ha così tentato di chiudere il cerchio intorno ai familiari dei soldati coinvolti nell'Operazione speciale, una categoria sociale del tutto inedita e dai contorni politici finora incerti.