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Usa, sesta fumata nera per lo Speaker della Camera. Nonostante Trump

Donald Trump. Dietro di lui, Kevin McCarthy 

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L'ex presidente aveva provato a mettere ordine nel caos invitando i deputati repubblicani a votare per McCarthy. Ma invano
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New York - “Votate Kevin McCarthy e non trasformate un grande trionfo in una gigantesca e imbarazzante sconfitta”. Donald Trump ha fatto irruzione nella corsa all’elezione del nuovo speaker della Camera, finita in una fase di stallo dopo tre votazioni flop per il candidato ufficiale del partito. Ma il suo appello è stato un buco nell’acqua: il candidato ufficiale è stato bocciato per la sesta volta e la Camera aggiorna la seduta fino alle 20 di questa sera, ore 2 del mattino italiane.

Nonostante i negoziati dietro le quinte, resta lo stallo. Anche nella sesta votazione McCarthy non è riuscito a ottenere i 218 voti necessari per l'elezione, fermandosi ai 201 voti delle ultime due. Il collega di partito Byron Donald, deputato della Florida, continua a incassarne 20, mentre il democratico Hakeem Jeffries ne incassa 212, come in tutte le altre votazioni finora. La votazione diventa un record nella storia americana del Congresso e…

New York - “Votate Kevin McCarthy e non trasformate un grande trionfo in una gigantesca e imbarazzante sconfitta”. Donald Trump ha fatto irruzione nella corsa all’elezione del nuovo speaker della Camera, finita in una fase di stallo dopo tre votazioni flop per il candidato ufficiale del partito. Ma il suo appello è stato un buco nell’acqua: il candidato ufficiale è stato bocciato per la sesta volta e la Camera aggiorna la seduta fino alle 20 di questa sera, ore 2 del mattino italiane.

Nonostante i negoziati dietro le quinte, resta lo stallo. Anche nella sesta votazione McCarthy non è riuscito a ottenere i 218 voti necessari per l'elezione, fermandosi ai 201 voti delle ultime due. Il collega di partito Byron Donald, deputato della Florida, continua a incassarne 20, mentre il democratico Hakeem Jeffries ne incassa 212, come in tutte le altre votazioni finora. La votazione diventa un record nella storia americana del Congresso e McCarthy finisce in un imbuto.

La quarta e quinta votazione

Alla quinta votazione McCarthy si è fermato a 201 preferenze, il Democratico Hukeeim Jeffries ne ha raccolte 212, mentre l'altro candidato repubblicano, Byron Donalds, ha ottenuto 20 voti. Una Repubblicana, Victoria Spartz, si è astenuta.

Nella quarta bocciatura McCarthy aveva perso un altro voto, 201, dopo i 202 della terza elezione. Servivano 218 voti per essere eletto, i Repubblicani hanno 222 seggi ma sono sempre più divisi. Venti preziosi voti sono andati al candidato della destra dura Byron Donalds, eletto in Florida, secondo afroamericano su tre candidati alla carica di Speaker, insieme al democratico Hukeem Jeffries. 

Cosa è successo nella terza votazione

La giornata di martedì, che doveva rappresentare quella del trionfo per i repubblicani, tornati maggioranza alla Camera, si è trasformata in una partita imbarazzante per i conservatori. Per la prima volta in cento anni uno speaker non è stato eletto al primo turno. A McCarthy sono mancati diciannove voti nelle prime due votazioni, e venti nella terza.

Ma l’intervento di Trump doveva essere un segnale della volontà del tycoon di riprendere in mano la guida del partito, dopo essere rimasto in silenzio su questo tema.

Trump non aveva finora mai appoggiato ufficialmente la candidatura di McCarthy a speaker del 118° Congresso, ma a poche ore dall’inizio della quarta votazione è arrivato l’appello per sparigliare le carte. “Ci sono state buone conversazioni la scorsa notte - ha scritto sulla sua piattaforma social, Truth - e adesso è tempo per tutti nostri grandi membri repubblicani della Camera di votare per Kevin, chiudere l’accordo, portare a casa la vittoria”. “E’ tempo di celebrare - ha aggiunto - lo meritate”.

“Kevin McCarthy - ha continuato Trump - farà un buon lavoro, e forse persino un grande lavoro”. Un’elezione immediata di McCarthy diventerebbe la vittoria di Trump. La nuova bocciatura, sarebbe un segnale preoccupante per il tycoon. In una breve conversazione telefonica con Nbc News, l'ex presidente aveva dato appuntamento alla prossima votazione: “Vedremo cosa succederà, ho ricevuto telefonate da tutti. Vediamo se funzionerà”.

Trump, finora unico candidato ufficiale alle presidenziali del 2024, ha tutta la voglia di tornare al timone del partito e lo ha fatto lanciando un messaggio anche al suo avversario interno, il leader dei Repubblicani al Senato Mitch McConnell. Dopo aver insultato nel messaggio di fine anno lui e la moglie asiatica,  l’ex segretario ai Trasporti Elaine Chao - ribattezzata “Coco Chow”, traducibile grosso modo in "mangime al cioccolato" - Trump si è scusato per averlo appoggiato nel 2020 e ha chiesto ai conservatori del Senato di farlo fuori come leader di minoranza. “Il male che quei due - ha attaccato - hanno fatto al Partito repubblicano è incalcolabile”. “Oggi - ha aggiunto - non sarebbe stato capace neanche di essere eletto accalappiacani in Kentucky, invece purtroppo ha vinto di 21 punti grazie al mio endorsement”.