Teheran chiude l'istituto di ricerca francese in Iran dopo le vignette di Charlie Hebdo
a cura della redazione Esteri , a cura della redazione EsteriLe autorità iraniane hanno annunciato la chiusura di uno dei più antichi e importanti istituti di ricerca francese con sede a Teheran per protestare contro le vignette che raffigurano la guida suprema della repubblica islamica, l'ayatollah Ali Khamenei, pubblicate dal settimanale satirico Charlie Hebdo. I disegni sono stati pubblicati in occasione del numero speciale per l'anniversario della strage islamista del 7 gennaio 2015 nella redazione del giornale francese quando un commando armato fece irruzione provocando 12 morti.
Ma Il ministero degli Esteri francese fa sapere di non essere stato ufficialmente informato della chiusura dell'istituto, così ha affermato il Quai d'Orsay, sottolineando che tale notizia "sarebbe deplorevoli se confermata". "Non abbiamo ricevuto alcuna informazione ufficiale in questa fase circa gli annunci fatti via stampa dalle autorità iraniane", ha sottolineato il portavoce del ministero Anne-Claire Legendre. "Sarebbero ovviamente deplorevoli se venissero confermati", ha aggiunto, sottolineando che questo istituto è stato "un luogo alto di cultura e di scambi".
A chiudere è l'Institut Français de Recherche en Iran (IFRI), una istituzione affiliata al ministero degli Esteri francese rimasto inattivo per molti anni fino alla riapertura sotto la presidenza del moderato Hassan Rohani (2013-2021), che fu letta come un segno di riavvicinamento nelle relazioni tra Francia e Iran. Nella struttura è presente anche una grande biblioteca, utilizzata dagli studenti di lingua francese e dagli universitari iraniani. Il ministero francese informa che l'Ifri è un "luogo importante di cultura e di scambi", nato dalla fusione - nel 1983 tra la Délégation Archéologique Française in Iran creata nel 1987 e l'Institut Français d'Iranologie di Téhéran fondato nel 1947 dal filosofo orientalista francese, Henry Corbin.