La reazione di Kiev alla tregua di Putin: “È solo propaganda”. Biden invia altri tank
dal nostro inviato Daniele Raineri , dal nostro inviato Daniele RaineriKHERSON - È un trucco, vogliono soltanto guadagnare tempo e passare per santerellini. Gli ucraini di molti settori differenti, militari e civili, reagiscono allo stesso modo alla tregua unilaterale che ieri è stata annunciata dal presidente russo Vladimir Putin e dovrebbe cominciare oggi a mezzogiorno e terminare domani a mezzanotte. Il presidente Zelensky nel suo discorso serale dice che la Russia vuole usare la tregua come una copertura per bloccare l'avanzata ucraina in Donbass e spostare più equipaggiamento verso il fronte. Mikhailo Podolyak, il suo consigliere politico, risponde così: "È un gesto di propaganda eccezionale. E nient'altro. La Russia sta cercando in tutti i modi di ridurre almeno temporaneamente l'intensità delle battaglie e l'intensità degli attacchi ai suoi centri logistici per avere il tempo di effettuare ulteriori mobilitazioni, accelerare la costruzione di fortificazioni su larga scala nei te…
KHERSON - È un trucco, vogliono soltanto guadagnare tempo e passare per santerellini. Gli ucraini di molti settori differenti, militari e civili, reagiscono allo stesso modo alla tregua unilaterale che ieri è stata annunciata dal presidente russo Vladimir Putin e dovrebbe cominciare oggi a mezzogiorno e terminare domani a mezzanotte. Il presidente Zelensky nel suo discorso serale dice che la Russia vuole usare la tregua come una copertura per bloccare l'avanzata ucraina in Donbass e spostare più equipaggiamento verso il fronte. Mikhailo Podolyak, il suo consigliere politico, risponde così: "È un gesto di propaganda eccezionale. E nient'altro. La Russia sta cercando in tutti i modi di ridurre almeno temporaneamente l'intensità delle battaglie e l'intensità degli attacchi ai suoi centri logistici per avere il tempo di effettuare ulteriori mobilitazioni, accelerare la costruzione di fortificazioni su larga scala nei territori occupati e riorganizzare l'esercito. Non ci riesce con metodi militari e quindi ricorre ai soliti trucchi mediatici. Soltanto quando la Russia lascerà i territori ucraini ci sarà una tregua. Tenetevi la vostra ipocrisia".
È la posizione definitiva del governo perché il ministero degli Esteri a una richiesta di chiarimento risponde: leggete quello che scrive Podolyak. Il consigliere del presidente dice anche che "la Russia vuole sfoggiare un approccio umanitario alla guerra e cercare di convincere gli europei, in modo che comincino a fare pressione su di noi". Per Podolyak si tratta però di "un trucco banale, non c'è alcuna volontà di mettere fine alla guerra. Non c'è bisogno di reagire alle iniziative deliberatamente manipolatorie della Federazione Russa". Da Washington il presidente americano, Joe Biden, dice ai giornalisti di essere riluttante a commentare tutto quello che dice Putin. "Ha bombardato ospedali e chiese a Natale e Capodanno. Penso che ora stia soltanto cercando un po' di ossigeno".
Il generale ucraino Dmytro Marchenko, che all'inizio della guerra ha fermato l'invasione russa nel sud, dice a Repubblica: "Non accettiamo alcuna tregua. Ci congratuliamo con tutti coloro che sono contro la guerra in Russia, ma per ogni vita di un bambino o di una donna del nostro paese porteremo via centinaia di migliaia di vite. Faremo in modo che questi bastardi abbiano paura di guardare in direzione delle nostre donne e dell'Ucraina. Sono loro che hanno già superato il punto di non ritorno: loro, non noi. Non abbiamo bisogno di alcuna indulgenza o condiscendenza dai russi". Generale, domandiamo, è sicuro di questa dichiarazione? "Sì. Stiamo combattendo per la nostra libertà".
Un ufficiale di artiglieria che è sul fronte nel Donbass, l'area dei combattimenti più violenti, e non può dire il suo nome perché non è autorizzato a commentare, ci spiega al telefono che "la tregua di Natale non è per nulla un buon segno. I russi hanno bisogno di tempo, sfrutteranno questa tregua per spostare altre unità più vicino al fronte, per l'esercito ucraino sarà un problema". Altre risposte sono dello stesso tenore. Non c'è aria di preludio a un cessate il fuoco più solido. Piuttosto, è considerato il tentativo da parte di Mosca di far passare gli ucraini come la parte che non vuole negoziare, anche se dal punto di vista pratico i russi non vogliono concedere nulla.
Anche il fatto che l'iniziativa parta da Kirill, il patriarca della Chiesa ortodossa a Mosca, sembra un tentativo di recuperare un velo di legittimità da parte di un leader religioso che molti in Ucraina considerano un agente di Putin e che di fatto con il suo appoggio alla guerra si è allontanato da molti fedeli ortodossi ucraini.
Se la tregua di Natale doveva seminare dubbi tra gli europei, arriva tardi. Persino il Cancelliere tedesco Scholz, che è molto titubante nel suo sostegno all'Ucraina, ieri ha annunciato, l'invio all'esercito ucraino di quaranta mezzi corazzati da trasporto truppe Marder e di una seconda batteria di missili Patriot (dopo la prima inviata a dicembre dagli Usa). Mentre l'America ha promesso i nuovi Bradley.