"Ora siete liberi": Prigozhin mette in mostra i detenuti arruolati per la Wagner al ritorno dal fronte
di Riccardo Ricci , di Riccardo RicciMOSCA - Il primo gruppo di ex detenuti arruolati dalla società di sicurezza privata Wagner ha completato il periodo di servizio in Ucraina e potrà tornare a casa. Lo faranno da uomini liberi, o almeno è quanto ha affermato il fondatore della compagnia, Evgenij Prigozhin.
“Ragazzi, è rimasto davvero poco, eh”, ha assicurato Prigozhin con il consueto tono colloquiale. Negli ultimi giorni è sempre più presente su media e social, commenta le operazioni militari, bacchetta gli oligarchi e concede anche amnistie, rubando la scena alle cariche pubbliche.
Dei circa venti volontari a cui Prigozhin stringe la mano nel video diffuso dall'agenzia Ria Novosti non si conosce né il nome, né i reati per i quali sono stati condannati. Tra gli ex detenuti, ha osservato il leader dei Wagner, ce ne sono molti con alle spalle una vita di mancata integrazione, che nella difesa degli interessi nazionali ha…
MOSCA - Il primo gruppo di ex detenuti arruolati dalla società di sicurezza privata Wagner ha completato il periodo di servizio in Ucraina e potrà tornare a casa. Lo faranno da uomini liberi, o almeno è quanto ha affermato il fondatore della compagnia, Evgenij Prigozhin.
“Ragazzi, è rimasto davvero poco, eh”, ha assicurato Prigozhin con il consueto tono colloquiale. Negli ultimi giorni è sempre più presente su media e social, commenta le operazioni militari, bacchetta gli oligarchi e concede anche amnistie, rubando la scena alle cariche pubbliche.
Dei circa venti volontari a cui Prigozhin stringe la mano nel video diffuso dall'agenzia Ria Novosti non si conosce né il nome, né i reati per i quali sono stati condannati. Tra gli ex detenuti, ha osservato il leader dei Wagner, ce ne sono molti con alle spalle una vita di mancata integrazione, che nella difesa degli interessi nazionali hanno trovato un'occasione di riscatto e una “vocazione di vita”.
Qualcuno, ha affermato, vorrebbe anche "tornare indietro e finire ciò che ha iniziato", vale a dire restare nella compagnia. Ora, ha aggiunto il leader dei mercenari, la società “dovrebbe trattarli con il più profondo rispetto”. Loro non devono infrangere la legge e “la polizia deve rispettarli”.
Lo stesso Prigozhin, che un tempo era ironicamente definito “il cuoco di Putin” per la brillante carriera nella ristorazione, sembra alla ricerca di uno spazio nel panorama politico russo. Dopo anni di ambiguità sui legami con la Wagner, in estate è venuto finalmente allo scoperto con l'iniziativa di arruolare volontari tra i detenuti comuni, ai quali proporre l'amnistia in cambio di mezzo anno anno al fronte.
A mesi di distanza dalle prime critiche sull'operato dell'esercito regolare, che hanno preceduto e motivato il pieno inserimento della compagnia Wagner nel conflitto, Prigozhin mostra un rinnovato dinamismo mediatico. Nei giorni scorsi è persino arrivato ad ammettere serie difficoltà riscontrate dai suoi nell'avanzata a Bakhmut, dove – ha affermato - “ogni casa è una fortezza” controllata dalle forze di Kiev. Tuttavia, secondo gli analisti del think tank statunitense "Institute for the Study of War", l'apparente grido di aiuto di Prigozhin sarebbe in realtà solo una mossa mediatica con la quale si prepara a gettare ancora una volta la responsabilità del fallimento sulle forze regolari.