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"Ora siete liberi": Prigozhin mette in mostra i detenuti arruolati per la Wagner al ritorno dal fronte

Yevgeny Prigozhin, il capo della Wagner, nel video 
I primi reclutati nelle carceri russe dal gruppo di mercenari hanno completato sei mesi di servizio in Ucraina e hanno ricevuto la promessa riabilitazione. Ad annunciarlo ai giornalisti è Yevgeny Prigozhin, il capo della Wagner, con evidenti intenti propagandistici
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MOSCA - Il primo gruppo di ex detenuti arruolati dalla società di sicurezza privata Wagner ha completato il periodo di servizio in Ucraina e potrà tornare a casa. Lo faranno da uomini liberi, o almeno è quanto ha affermato il fondatore della compagnia, Evgenij Prigozhin.

“Ragazzi, è rimasto davvero poco, eh”, ha assicurato Prigozhin con il consueto tono colloquiale. Negli ultimi giorni è sempre più presente su media e social, commenta le operazioni militari, bacchetta gli oligarchi e concede anche amnistie, rubando la scena alle cariche pubbliche.

Dei circa venti volontari a cui Prigozhin stringe la mano nel video diffuso dall'agenzia Ria Novosti non si conosce né il nome, né i reati per i quali sono stati condannati. Tra gli ex detenuti, ha osservato il leader dei Wagner, ce ne sono molti con alle spalle una vita di mancata integrazione, che nella difesa degli interessi nazionali ha…

MOSCA - Il primo gruppo di ex detenuti arruolati dalla società di sicurezza privata Wagner ha completato il periodo di servizio in Ucraina e potrà tornare a casa. Lo faranno da uomini liberi, o almeno è quanto ha affermato il fondatore della compagnia, Evgenij Prigozhin.

“Ragazzi, è rimasto davvero poco, eh”, ha assicurato Prigozhin con il consueto tono colloquiale. Negli ultimi giorni è sempre più presente su media e social, commenta le operazioni militari, bacchetta gli oligarchi e concede anche amnistie, rubando la scena alle cariche pubbliche.

Dei circa venti volontari a cui Prigozhin stringe la mano nel video diffuso dall'agenzia Ria Novosti non si conosce né il nome, né i reati per i quali sono stati condannati. Tra gli ex detenuti, ha osservato il leader dei Wagner, ce ne sono molti con alle spalle una vita di mancata integrazione, che nella difesa degli interessi nazionali hanno trovato un'occasione di riscatto e una “vocazione di vita”.

Qualcuno, ha affermato, vorrebbe anche "tornare indietro e finire ciò che ha iniziato", vale a dire restare nella compagnia. Ora, ha aggiunto il leader dei mercenari, la società “dovrebbe trattarli con il più profondo rispetto”. Loro non devono infrangere la legge e “la polizia deve rispettarli”.

Lo stesso Prigozhin, che un tempo era ironicamente definito “il cuoco di Putin” per la brillante carriera nella ristorazione, sembra alla ricerca di uno spazio nel panorama politico russo. Dopo anni di ambiguità sui legami con la Wagner, in estate è venuto finalmente allo scoperto con l'iniziativa di arruolare volontari tra i detenuti comuni, ai quali proporre l'amnistia in cambio di mezzo anno anno al fronte. 

Lo ha annunciato in un video divenuto virale, nonostante la legge russa fino ad allora vietasse il ricorso ai mercenari. Nelle settimane successive il Parlamento ha persino adottato una legge che permette la mobilitazione volontaria di cittadini con condanne pendenti. Opportunamente sollecitato da Prigozhin, alla fine di dicembre il presidente della Camera bassa, Vjacheslav Volodin, si è trovato a sdoganare il principio in base al quale “al fronte tutti sono uguali: volontari, combattenti privati, militari”; in quanto tali avranno pari diritto ai legittimi riconoscimenti.

A mesi di distanza dalle prime critiche sull'operato dell'esercito regolare, che hanno preceduto e motivato il pieno inserimento della compagnia Wagner nel conflitto, Prigozhin mostra un rinnovato dinamismo mediatico. Nei giorni scorsi è persino arrivato ad ammettere serie difficoltà riscontrate dai suoi nell'avanzata a Bakhmut, dove – ha affermato - “ogni casa è una fortezza” controllata dalle forze di Kiev. Tuttavia, secondo gli analisti del think tank statunitense "Institute for the Study of War", l'apparente grido di aiuto di Prigozhin sarebbe in realtà solo una mossa mediatica con la quale si prepara a gettare ancora una volta la responsabilità del fallimento sulle forze regolari.

Il capitano di ventura non ha dimenticato di metter bocca sulla condotta degli oligarchi, classe agiata che tiene le redini dell'economia nazionale e storica roccaforte politica del presidente Vladimir Putin. A suo dire sarebbero troppo legati al comfort di ristoranti e piscine e troppo poco interessati al conflitto. “Bisogna quanto prima privarli del denaro e del lusso", ha dichiarato Prigozhin all'agenzia Rt. Ma non termina qui la lista delle irriverenze dello chef del Cremlino, che si è concesso di irridere le ottimistiche previsioni dell'ex premier Dmitrji Medvedev per il 2023: “Certo, ogni fantasia ha il suo posto. Ma mi sembra che i fratelli Strugatsky - scrittori sovietici di fantascienza - lo capiscano meglio di me”. Per quanto riguarda la situazione al fronte “ci sono ben immerso, ma questo è il mio piccolo segreto”, ha poi aggiunto.