Il vuoto da colmare lasciato da Caterina di Russia a Odessa
di Caterina Carpinato , di Caterina CarpinatoLa statua di Caterina di Russia (1729-1796) è stata rimossa dalla piazza di Odessa e al suo posto è rimasto un grande vuoto, prima o poi da colmare. Il fatto, su tutti i media del mondo, intende riscrivere la storia della città e rimuovere il peso incombente dell'odioso invasore. Niente russi a Odessa. Di nessun tipo, neppure di bronzo. Niente russi. Eppure, Caterina era la prussiana Sofia Federica Augusta di Anhalt-Zerbst, che a sedici anni aveva sposato Pietro Fëdorovi?, poi divenuto lo zar Pietro III di Russia.
La ragazza, colta, ambiziosa e molto più intelligente del marito, si era immedesimata nel ruolo, convertendosi all'ortodossia e assumendo un nome nuovo, di origine greca, dal significato di 'pura e casta'. Nel 1762, a trentatré anni, con un colpo di stato si sbarazzò del marito, si pose in testa una pesante corona con due sfere d'oro, che simboleggiavano l'unione fra Oriente e Occidente, e avvi&…
La statua di Caterina di Russia (1729-1796) è stata rimossa dalla piazza di Odessa e al suo posto è rimasto un grande vuoto, prima o poi da colmare. Il fatto, su tutti i media del mondo, intende riscrivere la storia della città e rimuovere il peso incombente dell'odioso invasore. Niente russi a Odessa. Di nessun tipo, neppure di bronzo. Niente russi. Eppure, Caterina era la prussiana Sofia Federica Augusta di Anhalt-Zerbst, che a sedici anni aveva sposato Pietro Fëdorovi?, poi divenuto lo zar Pietro III di Russia.
La ragazza, colta, ambiziosa e molto più intelligente del marito, si era immedesimata nel ruolo, convertendosi all'ortodossia e assumendo un nome nuovo, di origine greca, dal significato di 'pura e casta'. Nel 1762, a trentatré anni, con un colpo di stato si sbarazzò del marito, si pose in testa una pesante corona con due sfere d'oro, che simboleggiavano l'unione fra Oriente e Occidente, e avviò un corso rivoluzionario della politica interna ed estera del Paese che governò con grande determinazione, la Russia.
Da allora - grazie ad un'abile rete di amicizie e di amanti- riuscì a imporre un nuovo modo di interpretare il potere a Mosca, circondandosi di intellettuali (che aprirono scuole, ospedali, tipografie), varando significative riforme sociali, avviando campagne militari di espansione territoriale, e stabilendo nuovi (e a lei favorevoli) rapporti con l'impero ottomano. Alla fine di un lungo e sanguinoso conflitto contro i turchi ottomani, nel 1774, stipulò il trattato di Küçük Kaynarca (oggi Kajnardža in Bulgaria), che consentì ai russi l'accesso ai Dardanelli e il passaggio dal Bosforo. Istanbul dovette cedere a Mosca il passaggio di navi con il vessillo imperiale russo. Il patto fu sancito in tre lingue: russo, turco e italiano (unica lingua valida in caso di controversie).
Poi, nel 1783, le truppe a servizio di Caterina si impossessarono del Khanato di Crimea, interrompendo una realtà politica iniziata alla metà del Quattrocento, quando la regione era stata occupata dai tatari (mongoli), di fede musulmana, alleati al soldo dell'impero ottomano. Poco prima di morire a 67 anni, Caterina fece ancora in tempo a discutere e programmare la realizzazione di due nuovi porti e a battezzarli come lei stessa voleva: Odessa e Mariupol. Erano terre abitate nell'antichità dagli Sciti e frequentate da mercanti e coloni greci dalla notte dei tempi: meritavano nomi altisonanti e connessi con la cultura greca (antica e moderna). Sotto il comando di Caterina diventarono centri di potere europeo, assumendo nomi "parlanti": Odessa fu chiamata così in memoria di una antica colonia greca sul Mar Nero; Mariupol, "polis", città, dedicata a Maria. Per iniziativa politica e militare di Caterina, gli "infedeli"venivano respinti dalle coste della Crimea e la zona riconquistava, anche nei nomi, la sua dimensione classica e cristiana.
La statua di Caterina II di Russia raccontava in estrema sintesi la storia della rifondazione della città: era stata eretta nel 1900, quando Odessa era un ricco porto internazionale e il francese era lingua franca, lì arrivano i prodotti di lusso più in voga e da lì partivano materie prime per le industrie europee (e non solo). Poi, in seguito alla Rivoluzione Russa del 1917, la statua era stata rimossa per essere riposizionata nel 1991 (alla fine di un'era), e restaurata con grande dispendio economico nel 2007.
Chi è nato a metà del secolo scorso ha avuto modo di vederla ricollocata; quanti, invece, sono nati dopo la caduta del muro di Berlino l'hanno vista sempre lì. Come una vecchia zia, Caterina II di Russia, raccontava la storia della gloria imperiale di una realtà del passato capace di farsi ascoltare nel contesto geopolitico dell'epoca. Aldo Ferrari, docente all'Università Ca' Foscari Venezia, ha recentemente pubblicato con Il Mulino, un'essenziale Storia della Crimea dall'antichità ad oggi per colmare il vuoto di conoscenze, oggi più che mai necessarie.
Caterina, nella piazza di Odessa, raccontava le sue mire espansionistiche nel Mediterraneo: per avere uno sbocco sul mare, la Crimea era il posto perfetto. Lì erano già esistenti, sin dalla notte dei tempi, porti gestiti da abili marinai e mercanti di lingua greca. Da lì Caterina avrebbe potuto anche liberare la Grecia dal giogo ottomano e contribuire alla rinascita di un grande impero ortodosso nell'Europa orientale. Non le fu possibile, ma le sue ambizioni contribuirono a creare le premesse della rivoluzione greca scoppiata nel 1821, grazie alla società segreta, Filikì Eterìa, la Società degli Amici, costituita da un gruppo massonico di ricchi mercanti greci con base proprio a Odessa.
Rimuovere il monumento di Caterina II non significa solo allontanare dalla vista pubblica una imperatrice 'russa', ma comporta il rischio di riscrivere in modo arbitrario la storia, cancellando le molte lingue, culture ed esperienze di ogni tipo che Caterina la Grande rappresenta e racconta.