✕

Il corpo in vendita di Masha, prostituta nell’Ucraina occupata: “Ragazze bendate nelle trincee"

Masha, Kherson 
La testimonianza della 31enne di Kherson, città da poco liberata: “Ho bisogno di soldi, ho due figli e sono incinta. Di un cliente”
3 minuti di lettura

KHERSON - Masha è una prostituta e batte nel viale d'ingresso di Kherson, quello dove la nuova amministrazione ucraina dopo la liberazione di due mesi fa ha messo cartelloni gialli due metri per tre - "Kherson citta di eroi!" oppure "Ora siete liberi!" - al posto dei cartelloni degli occupanti russi. Aspettiamo che un'automobile con tre soldati ucraini finisca di parlare con lei e siano respinti, ci avviciniamo. Accetta di parlare, non le importa di usare il nome vero tanto ci sono molte Masha e dice subito che non vuole foto del volto "ma di spalle va bene". Ha una faccia più giovane dei suoi trentuno anni. Come succede spesso a Kherson si sentono colpi di artiglieria.

Hai lavorato anche quando la città è stata occupata dai russi a marzo? "Faccio questo lavoro da dieci anni". C'erano soldati russi tra i tuoi clienti? "C'erano tutti. Soldati ceceni, buriati, osseti, daghestani, russi ma …

KHERSON - Masha è una prostituta e batte nel viale d'ingresso di Kherson, quello dove la nuova amministrazione ucraina dopo la liberazione di due mesi fa ha messo cartelloni gialli due metri per tre - "Kherson citta di eroi!" oppure "Ora siete liberi!" - al posto dei cartelloni degli occupanti russi. Aspettiamo che un'automobile con tre soldati ucraini finisca di parlare con lei e siano respinti, ci avviciniamo. Accetta di parlare, non le importa di usare il nome vero tanto ci sono molte Masha e dice subito che non vuole foto del volto "ma di spalle va bene". Ha una faccia più giovane dei suoi trentuno anni. Come succede spesso a Kherson si sentono colpi di artiglieria.

Hai lavorato anche quando la città è stata occupata dai russi a marzo? "Faccio questo lavoro da dieci anni". C'erano soldati russi tra i tuoi clienti? "C'erano tutti. Soldati ceceni, buriati, osseti, daghestani, russi ma non di Mosca". Anche ufficiali? "Tutti, di ogni tipo, anche gli ufficiali ma non ero interessata ai gradi. Qualcuno parlava di più con le ragazze, qualcuno di meno. Gli piaceva fare video. Parlavo con loro il meno possibile: meno sai, meglio dormi".

Elenca il prezzo dei suoi servizi con i russi e gli ucraini: "Con i russi una veloce mille rubli. Altrimenti duemila rubli all'ora. Questo è per persona, se ci sono due persone duemila all'ora da ciascuno e così via. Per gli ucraini un rapporto orale è cinquecento grivnia, per una veloce settecento. Un'ora è milleduecento-millecinquecento" (al cambio attuale un euro vale quaranta grivnia). Dove lavori? "Quando c'erano i russi qualche ragazza è andata nelle trincee, qualcuna ai posti di blocco, qualcuna ai villaggi, come Sofiyivka e Chernobaevka. C'erano case vicino ai posti di blocco, quelle che erano state abbandonate dalla gente, e i soldati le usavano come bordelli. Hanno dato alle ragazze le cose che c'erano in queste case".

Le ragazze andavano da sole ai posti di blocco o alle trincee? "No, prima i soldati le bendavano e poi le portavano nelle trincee, in modo che non sapessero dove stavano andando. Io su questo non ero d'accordo. E c'erano molti che usavano droga, ce n'erano molti. Sono andata soltanto al ponte Antonovsky". Una ragazza poteva lavorare con più soldati in un viaggio solo? "Quanti ne vogliono. C'era chi si concedeva molto". Come si comportavano i russi con le ragazze? "La maggior parte di loro era gentile. Ma per esempio gli osseti sono persone terribili. Bevevano molto e poi non conoscevano il loro limite. Avevo paura, ce ne erano molti, sembra che ce ne siano abbastanza di noi ragazze, ma credetemi... uno mi ha fatto persino tenere una granata in mano, qui alla stazione di servizio, ha tirato via l'anello della sicura. Facevano scherzi del genere. Ho avuto un cliente che ha fermato un passante e ha iniziato a picchiarlo senza motivo, ho provato a fermarlo ma non ci sono riuscita".

Che droghe usavano? "Roba diversa, erano alcolisti, tossicodipendenti. Droghe sintetiche. Krokodil. Sale (è una parola usata per indicare la droga in cristalli, ndr). Vedi laggiù? - indica la carcassa di un'auto a bordo della strada, sembra uno dei tanti rottami bellici lasciati dai combattimenti - su quell'auto una ragazza si è schiantata con i russi. Avevano drogato anche lei, si chiama Lesya. Non so come sia riuscita ad arrivare in albergo dopo l'incidente. È diventata disabile". Quante siete? "Un centinaio".

Perché hai bisogno di soldi? "È tutta la vita che non c'è lavoro. In qualche modo devo vivere, ho provato ad andarmene, ma ho due figli e un marito, ho bisogno di soldi". Avevi un lavoro normale? "Sì, ma non c'erano mai abbastanza soldi. Il mio primo figlio è dal mio primo matrimonio. Sto con il mio secondo marito da due anni. Sono anche incinta ora, da un cliente". Vuoi lasciare Kherson? "Sono nata qui. Mio marito insiste per andarsene, puoi vedere che la situazione sta peggiorando. Le bombe sono arrivate vicino a casa mia, sono stanca di nascondere i bambini. Ma non voglio andarmene, quando si poteva non sono andata in Russia".

Quante ore lavori? "Tutti i giorni, dall'ora di pranzo fino alle cinque di pomeriggio (a Kherson il coprifuoco arriva alle sette)". C'è più lavoro con i russi o con gli ucraini? "Con i russi, sono arrivati qui affamati". Quanti clienti al giorno? "Sono 'forte', è successo anche più di dieci, non ce la facevo più. Né mentalmente né fisicamente". Il livido sotto il tuo occhio? "Questo è mio marito. Non mi costringe a lavorare, vuole che me ne vada, ma quando servono soldi non c'è nessun posto dove andare. Uso anche droghe di tanto in tanto. Lascio e ricomincio". I clienti russi dicevano che volevano restare a Kherson? "Non credo che ci lasceranno così facilmente". Alla fine dell'intervista dice che può mostrare dove lavora. Cammina fino a una stazione di servizio devastata. Il sole entra dai buchi nelle pareti. Masha passa dal retro, il corridoio e il pavimento di tutti i locali sono coperti da immondizia, computer fracassati, qualche preservativo. "Questa è la stanza per le veloci". Poi torna in strada.