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Usa, Camera ancora senza Speaker: rinviata alle 18 la settima votazione

(reuters)
Nelle sei precedenti tornate il candidato indicato dalla maggioranza repubblicana, Kevin McCarthy, non ha raggiunto la soglia minima di 218 voti
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New York - Il nuovo Congresso americano ha chiuso la seconda giornata senza aver eletto lo Speaker. Dopo sei votazioni che hanno decretato la bocciatura del candidato della maggioranza repubblicana, Kevin McCarty, lo stesso rappresentante conservatore ha chiesto e ottenuto che la settima tornata venisse spostata a mezzogiorno (le 18 in Italia), per permettere nuove trattative.

La mozione è stata messa ai voti ed è passata di stretta misura: 216 voti a favore e 213 contrari. L'incertezza finale ha chiuso un'altra giornata difficile per i Repubblicani, che continuano a essere divisi sulla candidatura. Dopo i tre flop nelle votazioni di martedì, le tensioni sono andate avanti anche mercoledì: in venti, tra i conservatori, hanno espresso un voto a favore di un altro candidato.

Nelle ultime due tornate, i "ribelli" del partito hanno votato Byron Donalds, rappresentante dell'ultradestra, eletto in Florida, togliendo i consensi necessari a …

New York - Il nuovo Congresso americano ha chiuso la seconda giornata senza aver eletto lo Speaker. Dopo sei votazioni che hanno decretato la bocciatura del candidato della maggioranza repubblicana, Kevin McCarty, lo stesso rappresentante conservatore ha chiesto e ottenuto che la settima tornata venisse spostata a mezzogiorno (le 18 in Italia), per permettere nuove trattative.

La mozione è stata messa ai voti ed è passata di stretta misura: 216 voti a favore e 213 contrari. L'incertezza finale ha chiuso un'altra giornata difficile per i Repubblicani, che continuano a essere divisi sulla candidatura. Dopo i tre flop nelle votazioni di martedì, le tensioni sono andate avanti anche mercoledì: in venti, tra i conservatori, hanno espresso un voto a favore di un altro candidato.

Nelle ultime due tornate, i "ribelli" del partito hanno votato Byron Donalds, rappresentante dell'ultradestra, eletto in Florida, togliendo i consensi necessari a McCarthy per essere eletto. Il candidato della maggioranza poteva permettersi di perdere al massimo quattro dei 222 voti del suo partito - la maggioranza richiesta è di 218 -, ma ha finito per perderne cinque volte di più.

Alla testa della rivolta i cosiddetti "Never Kevin", cioè "mai con Kevin", guidati dal rappresentante della Florida Matt Gaetz. La situazione di stallo segna anche un momento drammatico dal punto di vista politico: senza l'elezione dello Speaker la Camera non può entrare in funzione.

Il 117° Congresso degli Stati Uniti non esiste più, ma il 118° ancora non è tecnicamente partito. Gli Stati Uniti non hanno in questo momento un Congresso. Senza Speaker gli eletti, anche quelli che hanno molte legislature alle spalle, non possono giurare, e inoltre non possono essere approvati i nuovi regolamenti. Senza regolamenti la procedura legislativa non può partire.

In teoria, se gli Stati Uniti dovessero avere un'emergenza o una crisi, non avrebbero un organo legislativo attivo in grado di votare leggi o risoluzioni. I media americani parlano di "entità inutile", riferito al Congresso. La situazione di paralisi, per il secondo giorno consecutivo, è emersa nonostante in mattina Donald Trump avesse rotto il silenzio per lanciare un appello all'unità: "Non trasformiamo un grande trionfo - aveva scritto sulla piattaforma social Truth - in una gigantesca e imbarazzante sconfitta. Votate McCarthy". I ribelli non lo hanno seguito, inviando un messaggio di freddezza sulla leadership del tycoon. Trump avrà davanti due strade: se dalla settima votazione, o da quelle seguenti, McCarthy riuscirà a essere eletto, il tycoon si attribuirà i meriti di aver smosso la partita. Se il candidato uscirà di scena e verrà eletto un altro, si fa il nome di Steve Scalise, vice leader della maggioranza, Trump mollerà McCarthy e applaudirà la scelta.

Tra le possibili sorprese lo stesso Donalds: se venisse nominato Speaker, sarebbe il primo afroamericano della storia del Congresso a occupare il ruolo più alto. Ma, al momento, McCarthy non è intenzionato a mollare: nelle ore successive alla sesta votazione, lui e i suoi collaboratori hanno avviato frenetici negoziati con i ribelli. Nella notte le trattative andranno avanti. Poi, a mezzogiorno, si tornerà a votare. Da seguire il voto dei cinque 'Never Kevin': se Andy Biggs, che verrà chiamato tra i primi, per ordine alfabetico, dovesse indicare ancora una volta un nome diverso da quello del candidato principale, le probabilità di una settima fumata nera aumenterebbero.