Usa, lo stallo dell'elezione del nuovo Speaker alla Camera: una crisi americana
di Mario Platero , di Mario PlateroNEW YORK – In questa secolare paralisi repubblicana alla Camera c’è la storia di un partito allo sbando, spaccato, privo di un’anima; c’e’ quella di un leader, Donald Trump, che ha creato mostri politici ormai fuori dal suo stesso controllo. Gli irriducibili che ha voluto alla Camera - e che negano la presidenza Biden - hanno persino respinto ieri il suo appello per l’unità del partito.
Ma c’è anche la vicenda di un manipolo di venti estremisti repubblicani che stanno realizzando dall’interno quello che non sono riusciti a ottenere dall’esterno il 6 gennaio del 2021: la distruzione dell’etica democratica istituzionale americana come la conosciamo. La battaglia degli estremisti di destra contro Kevin McCarthy, che gode dell’appoggio del 90% dei deputati per la nomina alla presidenza della Camera, è anche una battaglia contro lo stato. Senza un Presidente, la Camera è&nbs…
NEW YORK – In questa secolare paralisi repubblicana alla Camera c’è la storia di un partito allo sbando, spaccato, privo di un’anima; c’e’ quella di un leader, Donald Trump, che ha creato mostri politici ormai fuori dal suo stesso controllo. Gli irriducibili che ha voluto alla Camera - e che negano la presidenza Biden - hanno persino respinto ieri il suo appello per l’unità del partito.
Ma c’è anche la vicenda di un manipolo di venti estremisti repubblicani che stanno realizzando dall’interno quello che non sono riusciti a ottenere dall’esterno il 6 gennaio del 2021: la distruzione dell’etica democratica istituzionale americana come la conosciamo. La battaglia degli estremisti di destra contro Kevin McCarthy, che gode dell’appoggio del 90% dei deputati per la nomina alla presidenza della Camera, è anche una battaglia contro lo stato. Senza un Presidente, la Camera è bloccata, i nuovi deputati, repubblicani e democratici, non potranno giurare fedeltà alla Costituzione e insediarsi formalmente, la creazione di commissioni e ogni procedura legata al lavoro dei parlamentari sono bloccate.
C’è tuttavia un rischio ancora più grave della paralisi del processo legislativo. Costringere McCarthy al ritiro significherebbe darla vinta a estremisti che il 6 gennaio del 2021 volevano la defenestrazione di Joe Biden, la cui vittoria era blindata non solo dalla forte maggioranza di 74 voti elettorali, ma anche da una maggioranza di 7 milioni di voti nel voto popolare. Significherebbe piegarsi alle loro tesi sovversive elaborate in un gruppo parlamentare ad hoc, l’ultraconservatore “Freedom Caucus”: fra le altre cose, non vogliono McCarthy perché a suo tempo prese le distanze dal movimento eversivo che voleva minare alla base la credibilità del processo democratico americano. Per questo il partito è in panne. E per questo persino Trump è intervenuto per cercare di convincere i ribelli a votare per il candidato favorito dalla stragrande maggioranza del partito. L’ex Presidente teme che una lotta prolungata possa disaffezionare ulteriormente la vasta base elettorale indipendente/centro destra che ha giaà abbandonato il partito repubblicano alle elezioni di metà mandato, con un pericolo per le sue aspirazioni presidenziali.
In questo contesto oscuro è possibile che già oggi al voto di mezzogiorno si trovi una soluzione per dare alla Camera un suo Presidente. Ma sarà comunque troppo tardi per restituire fiducia in un partito celebre per la sua razionalità e serietà anche sul piano economico, pervaso ormai da una irrazionalità adolescenziale. In tutto questo resta, salda, l’ancora di Biden, il vecchio Pater Familias, forse l’ultimo di una generazione di americani d’altri tempi in grado di delegare a un’amministrazione che, dalla pandemia, allo stimolo fiscale, all’inflazione, alla guerra in Ucraina, ha mostrato di saper gestire crisi diverse tenendo la barra dritta. E da quel che sappiamo, lo stesso Biden, sinceramente legato a un credo americano d’altri tempi, è molto preoccupato dalla sbandata repubblicana. Si informa, segue la televisione in diretta, è scoraggiato per il futuro del paese e per quello della sua presidenza e sta lavorando a un discorso per l’anniversario, domani, del 6 gennaio. Parlerà dalla Casa Bianca rinnovando l’appello per l’unità del Paese attorno a valori che trascendono il colore politico e promettendo di sviluppare con McCarthy o chi per lui una piattaforma di lavoro bipartisan. Ma quelle erano le grandi tradizioni di un’America che non esiste piu’ da un bel pezzo, perduta com’è, sia a destra che a sinistra, nei rivoli degli estremismi e dello scontro ideologico fine a se stesso.