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Covid, i sospetti per la strage dei Vip cinesi: "Se muoiono tanti di loro, chissa quante sono le vittime comuni"

(ansa)
Dall'attore Gong Jintang alla soprano Chu Lanlan, dal regista Wang Jingguang allo sceneggitore Ni Zhen a Wang Ruoji, ex-campione di calcio, è un lungo elenco di celebrità morte per cause non specificate nelle ultime settimane
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LONDRA – Gong Jintang, un noto attore televisivo, è morto a Capodanno per cause non ufficialmente rese pubbliche. Chu Lanlan, una cantante soprano che si era esibita alle Olimpiadi di Pechino nel 2008, è morta il mese scorso per un male non specificato. E in dicembre è stata annunciata anche la scomparsa di Wang Jingguang, un regista vincitore di numerosi premi, Ni Zhen, lo sceneggiatore del famoso film “Lanterne rosse”, e Wang Ruoji, ex-campione di calcio.

L’età delle vittime varia fra i 37 e gli 84 anni. Soltanto per Ruoji le autorità hanno indicato il Covid come causa della morte. Ma sui social cinesi prevale la sensazione che l&rsq…

LONDRA – Gong Jintang, un noto attore televisivo, è morto a Capodanno per cause non ufficialmente rese pubbliche. Chu Lanlan, una cantante soprano che si era esibita alle Olimpiadi di Pechino nel 2008, è morta il mese scorso per un male non specificato. E in dicembre è stata annunciata anche la scomparsa di Wang Jingguang, un regista vincitore di numerosi premi, Ni Zhen, lo sceneggiatore del famoso film “Lanterne rosse”, e Wang Ruoji, ex-campione di calcio.

L’età delle vittime varia fra i 37 e gli 84 anni. Soltanto per Ruoji le autorità hanno indicato il Covid come causa della morte. Ma sui social cinesi prevale la sensazione che l’ondata di celebrità scomparsa negli ultimi tempi sia da mettere in relazione con la pandemia. E che, se muoiono così tante persone famose, devono essere moltissimi anche i morti anonimi, comuni, colpiti dal virus, mettendo in dubbio le rassicuranti statistiche ufficiali.

Davanti alle proteste della popolazione e alle difficoltà economiche, a fine 2022 la Cina ha rilassato la sua rigida politica di restrizioni che aveva l’obiettivo di raggiungere quota “zero casi di Covid”. Ma in un mese Pechino afferma di avere avuto soltanto 22 morti per coronavirus in tutto il Paese, restringendo clamorosamente i criteri per classificare un decesso come risultato del Covid.

La serie di morti tra i Vip sembra contraddire apertamente la versione ufficiale di quello che sta accadendo nella nazione più popolosa della terra, il cui miliardo e mezzo di abitanti appare agli esperti internazionali non sufficientemente protetto dai vaccini e dunque ora esposto a un picco della pandemia che potrebbe provocare milioni di contagi e di vittime.

È quello che scrivono tanti cinesi sul web, sfidando censure e repressione, secondo quanto riporta oggi il Guardian di Londra. Sotto un ironico hashtag che recita “la prima ondata di Covid non ha causato un gran numero di casi”, allusione alle dichiarazioni fatte da un portavoce del ministero della Sanità cinese qualche settimana fa, molti utenti contestano i dati forniti dal governo: “Che si tratti di scienziati o di celebrità, così come di parenti o di amici, ho l’impressione che sia morta un sacco di gente, ma i nostri responsabili dicono che non è così”, scrive una persona. "Quante persone sono morte in questi giorni di Covid?” si domanda un altro. “E queste sono solo le morti annunciate di persone famose”. L’hashtag ha già avuto 220 milioni di visualizzazioni.

“Molte persone note sono morte, molte di esse a una giovane età”, scrive Haishang Yilanghua, un giovane influencer, sulla piattaforma online Weibo. “”Le loro morti sono state rese pubbliche, ma ci sono molte altre persone ordinarie che hanno perso la vita e la loro morte non è stata annunciata”. Un tam-tam che segnala dissenso e preoccupazione nell’opinione pubblica cinese, nonostante la museruola messa sull’informazione dal regime del presidente Xi.