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Ucraina, allarmi aerei e colpi di artiglieria: la tregua incerta del Natale ortodosso

Bambini in abiti tradizionali trascorrono il Natale ortodosso in un rifugio dopo un allarme aereo a Lviv, Ucraina (reuters)
Nelle prime ore del cessate il fuoco unilaterale non ci sono stati grandi raid con missili o droni, ma la Russia accusa i soldati ucraini di non rispettare lo stop e gli ucraini sostengono che la Russia starebbe sparando
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DNIPRO - Quarantacinque minuti dopo l'inizio della tregua di trenta ore annunciata ieri dal presidente russo Putin, in tutte le regioni dell'Ucraina le sirene dell'allarme aereo hanno suonato perché da una base militare in Bielorussia un Mig russo capace di sparare missili da crociera si è alzato in volo - la procedura standard impone di dare l'allarme perché potrebbe colpire ovunque. Non è successo nulla. La tregua in teoria va dal mezzogiorno di oggi alla mezzanotte di domani e sarebbe la più lunga del conflitto, se reggesse. 

In queste prime ore arrivano segnali contrastanti. Non ci sono stati grandi attacchi con missili e droni contro le città ucraine e questo succede anche nei giorni non di tregua, non per la benevolenza dei russi ma per la mancanza di missili e droni che costringe le forze di Putin a dosare i bombardamenti. Quelli su larga scala che distruggono le infrastrutture civili arrivano a intervalli…

DNIPRO - Quarantacinque minuti dopo l'inizio della tregua di trenta ore annunciata ieri dal presidente russo Putin, in tutte le regioni dell'Ucraina le sirene dell'allarme aereo hanno suonato perché da una base militare in Bielorussia un Mig russo capace di sparare missili da crociera si è alzato in volo - la procedura standard impone di dare l'allarme perché potrebbe colpire ovunque. Non è successo nulla. La tregua in teoria va dal mezzogiorno di oggi alla mezzanotte di domani e sarebbe la più lunga del conflitto, se reggesse. 

In queste prime ore arrivano segnali contrastanti. Non ci sono stati grandi attacchi con missili e droni contro le città ucraine e questo succede anche nei giorni non di tregua, non per la benevolenza dei russi ma per la mancanza di missili e droni che costringe le forze di Putin a dosare i bombardamenti. Quelli su larga scala che distruggono le infrastrutture civili arrivano a intervalli di una-due settimane. I cannoni però non tacciono.

Sulla linea del fronte le testimonianze raccolte da Repubblica parlano di colpi di artiglieria sporadici a Bakhmut nel Donbass, che da mesi è il centro del conflitto. La Russia accusa i soldati ucraini di non rispettare la tregua - che è stata dichiarata in modo uniltaterale - e gli ucraini sostengono che la Russia starebbe sparando. Le autorità di Donetsk, capitale dei separatisti filorussi, dicono che gli ucraini avrebbero sparato sei colpi di cannone contro la città.

Sono tutte notizie ancora in cerca di conferma, perché la tregua in occasione del Natale ortodosso (che i celebra il 7 gennaio) è anche una gigantesca operazione di propaganda e circola ogni tipo di voce. Per restare ai dati di fatto: il sistema satellitare che osserva i bagliori causati dalle esplosioni ha notato un flash nella zona di Zaporizhzhia. Una fonte dell'intelligence ucraina che non desidera vedere pubblicato il proprio nome dice a Repubblica che la tregua "è un problema dei russi, non degli ucraini e che non vede perché i soldati ucraini nelle trincee dovrebbero rispettare una decisione presa da Putin".

Questa mattina, prima della tregua, una salva di razzi russi ha colpito un palazzo residenziale di Kramatorsk, nel Donbass, e colpi di artgilieria hanno centrato la stazione dei vigili del fuoco di Kherson, nel sud, e hanno ucciso un pompiere. Quest'ultimo è stato un attacco deliberato perché è il secondo bombardamento contro quella stazione dei pompieri in due giorni, come confermano gli abitanti del quartiere a Repubblica.