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Usa, il deputato Gaetz che tiene in scacco McCarthy e il Gop

Matt Gaetz (afp)
Il capo degli irriducibili è sospettato di abusi sessuali su una minorenne. E non si accontenta di tagli alla spesa federale e posti di potere
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NEW YORK - L'uomo della Florida Matthew Louis Gaetz, sospettato di aver fatto sesso a pagamento con una minorenne, ha tenuto per quattro giorni in scacco l'America. E a difenderla c'era Kevin McCarthy, un ostinato californiano che si è fatto umiliare per tredici volte, pronto a mettere la testa sulla ghigliottina pur di diventare Speaker della Camera.

Da un lato, Gaetz, nato in un posto chiamato Hollywood, ma in Florida. Dall'altra, McCarthy, che ha aiutato Hollywood, quella vera, dando consigli al Francis Underwood di House of Cards. Uno ispirato da Donald Trump. L'altro, ispiratore di Kevin Spacey.

Il peggior duello che gli Stati Uniti potessero offrire al mondo ha vissuto un nuovo culmine prima d…

NEW YORK - L'uomo della Florida Matthew Louis Gaetz, sospettato di aver fatto sesso a pagamento con una minorenne, ha tenuto per quattro giorni in scacco l'America. E a difenderla c'era Kevin McCarthy, un ostinato californiano che si è fatto umiliare per tredici volte, pronto a mettere la testa sulla ghigliottina pur di diventare Speaker della Camera.

Da un lato, Gaetz, nato in un posto chiamato Hollywood, ma in Florida. Dall'altra, McCarthy, che ha aiutato Hollywood, quella vera, dando consigli al Francis Underwood di House of Cards. Uno ispirato da Donald Trump. L'altro, ispiratore di Kevin Spacey.

Il peggior duello che gli Stati Uniti potessero offrire al mondo ha vissuto un nuovo culmine prima della dodicesima votazione, quando Gaetz, capo dei "Never Kevin", quelli del "mai con Kevin", ha attaccato McCarthy, accusandolo di aver occupato l'Ufficio di Speaker senza averne titolo. "Non ha ottenuto i voti - ha detto al momento della dichiarazione in aula - e non li avrà domani, tra un mese, mai".

Poco prima, entrando alla Camera, "Teflon" McCarthy, a cui tutto scivola via, aveva detto sprezzante ai reporter: "Guardate bene, perché chi ha votato contro di me, ora voterà a mio favore". Le umiliazioni erano un dettaglio. Il repubblicano ha avuto ragione, ma a metà. Perché tra lo smacco di un'altra votazione andata a vuoto e la gloria dell'elezione ci sono stati prima cinque voti di differenza, e poi, alla tredicesima conta, sei, sufficienti a lasciarlo nello stallo fino alla sera. Gaetz guidava i cinque irriducibili, il sesto voto è arrivato da un'altra figura emblematica dell'America di oggi: Lauren Boebert la "pistolera".

La Piperita Patty che ama farsi fotografare con stivaloni texani, cappello da cowboy e fucile in mano, quella che voleva entrare al Congresso armata, quella in posa sulle cartoline d'auguri con i quattro figli armati fino ai denti, buttata fuori dal liceo, accusata di aver fatto la escort per il sito SugarDaddyMeet, sposata a un uomo finito quattro giorni in cella per essersi spogliato davanti a un gruppo di ragazzine.

La democrazia del Paese più potente al mondo ha poggiato, al quarto giorno di scontro, su queste tre figure disarticolate, Lo Scuro, Teflon e la Pistolera. Senza Speaker non c'è Congresso, gli eletti non possono giurare, la Camera non può approvare i nuovi regolamenti, votare leggi e risoluzioni. Dopo undici votazioni finite con un'umiliazione, alla dodicesima McCarthy ha però cominciato a vedere la luce del quorum. Ma a quale prezzo?

Aveva ceduto su tutto: ai ribelli avrebbe concesso posti chiave in commissioni importanti, una procedura più semplice per chiedere la mozione di sfiducia nei suoi confronti, tagli alla spesa federale e la gestione dell'emergenza immigrati ai deputati texani. Tutto pur di arrivare alla meta, a costo di apparire un leader dimezzato, zoppo, con la "camicia di forza", come aveva minacciato Gaetz.

Di mattina presto, in una conference call di partito, il repubblicano aveva frettolosamente parlato di "accordo" raggiunto con i ribelli, e la notizia era stata rilanciata dai media americani, salvo poi l'intervento dei suoi alleati che avevano corretto l'affermazione, parlando di "solo passi avanti". In quel "solo" c'erano quattordici dei venti ribelli. Molti, ma non abbastanza.

Nella dodicesima elezione ne sono rimasti fuori sei e quelli facevano capo a Gaetz, forse preoccupato dalla notizia che il suo socio e la ex minorenne hanno deciso di collaborare con l'Fbi, e Boebert, la pistolera del Congresso, che teme di non restare a lungo a Washington. Nella tredicesima McCarthy è salito a 214, a tre soli voti dall'elezione, con il quorum sceso di uno. Sono mancati sei voti, quelli della banda Gaetz-Boebert.

Nella notte italiana ci sarà il tentativo di conquistare almeno altri due, forse tre voti, e chiudere la partita. E tutto questo nel giorno in cui si celebravano due anni dall'assalto a Capitol Hill dei sostenitori trumpiani. La nuova maggioranza repubblicana ha fatto togliere i metal detector montati all'indomani dell'insurrezione, mentre le minacce di morte ai rappresentanti del Congresso sono aumentate, fino ad arrivare a quasi diecimila.

Boebert non ha detto se si presenterà armata nei prossimi giorni, ma fino a ieri pomeriggio la sua pistola fumante era il voto contro McCarthy, lo Speaker a tutti i costi, il cui maggiore successo da ragazzo era stato vincere 5 mila dollari a una lotteria. Quello che da eletto si era rifiutato di prendere casa nella Capitale, preferendo dormire sul divano dell'ufficio di deputato, perché, diceva, non voleva diventare "uno di Washington". Adesso ha deciso di lasciarci la testa.