L’analista russo Lukjanov: “Putin vuole affermare l’unità degli ortodossi”
di Riccardo Ricci , di Riccardo RicciMOSCA - Dietro la tregua unilaterale concessa da Vladimir Putin per il Natale ortodosso forse non c'è nient'altro che la sua convinzione che russi e ucraini siano un unico popolo, uniti dal credo comune. È la tesi del direttore della rivista Russia in Global Affairs, Feodor Lukjanov, che si dice scettico sulla possibilità che dal cessate il fuoco di Natale si possa giungere a intese più ampie.
Gli ucraini parlano di "trappola" con cui Mosca mirerebbe a far apparire Kiev come un interlocutore riluttante ai compromessi. Una tesi fondata?
"I riferimenti a una presunta 'trappola' rappresentano mera propaganda, la stessa che permea l'intera guerra sin dall'inizio. Le reazioni all'ordine di Putin di cessare il fuoco a Natale sono state le più varie, dall'opinione pubblica patriottica russa ai leader militari ucraini, ai loro alleati occidentali. Ognuno inventa le proprie cervellotiche spiegazioni sulle r…
MOSCA - Dietro la tregua unilaterale concessa da Vladimir Putin per il Natale ortodosso forse non c'è nient'altro che la sua convinzione che russi e ucraini siano un unico popolo, uniti dal credo comune. È la tesi del direttore della rivista Russia in Global Affairs, Feodor Lukjanov, che si dice scettico sulla possibilità che dal cessate il fuoco di Natale si possa giungere a intese più ampie.
Gli ucraini parlano di "trappola" con cui Mosca mirerebbe a far apparire Kiev come un interlocutore riluttante ai compromessi. Una tesi fondata?
"I riferimenti a una presunta 'trappola' rappresentano mera propaganda, la stessa che permea l'intera guerra sin dall'inizio. Le reazioni all'ordine di Putin di cessare il fuoco a Natale sono state le più varie, dall'opinione pubblica patriottica russa ai leader militari ucraini, ai loro alleati occidentali. Ognuno inventa le proprie cervellotiche spiegazioni sulle reali intenzioni del leader russo e sugli aspetti occulti di questa manovra. Ed è affascinante. Una sola versione non viene discussa, forse a causa della sua estrema semplicità: che Putin possa considerare davvero russi e ucraini come un unico popolo ortodosso e che lo abbia sottolineato con il suo gesto".
Potrebbe essere solo un modo per prendere tempo, come dicono gli ucraini e gli analisti occidentali?
"La versione della pausa 'per prendere aria' è una sciocchezza: si tratta di un solo giorno, che non può servire a recuperare forze".
C'è l'impressione che il Patriarca Kirill con la sua proposta abbia voluto anche riaffermare il proprio ruolo nella Chiesa ucraina. Perché è stata accolta l'iniziativa di Kiril e non di Erdogan?
"Il Patriarca ha suggerito di fermare lo spargimento di sangue, per un po', in occasione del Natale. Erdogan chiedeva un cessate il fuoco di principio, ma un cessate il fuoco unilaterale di per sé non ha senso, se non c'è motivo di aspettarsi lo stesso dalla parte opposta. In questo caso, stiamo parlando di una pausa umanitaria con un pretesto plausibile. Almeno ha un significato simbolico. La questione delle relazioni con la Chiesa ucraina è una faccenda a parte, probabilmente intesa a mostrare chi è cristiano e chi non lo è. Ma di sicuro non è il tema principale".
Cosa intende quando dice che ci sono molte stranezze nella conduzione dell'operazione militare speciale?
"Putin è convinto dell'unicità dei popoli russo e ucraino. La validità di questa convinzione costituisce argomento a parte, non il più edificante. Ma lui stesso non ha dato motivo di dubitare che sia così che vede la situazione. Da qui le molte stranezze nella pianificazione e conduzione dell'operazione militare speciale. A giudicare dall'attuale iniziativa, nulla è cambiato nella visione del mondo di Putin, anche adesso, nonostante l'ondata di eventi dello scorso anno".
Vuole dire che non è andato fino in fondo con "gli altri slavi"?
"L'infrastruttura a lungo non è stata distrutta e anche ora qualcosa non quadra: i ponti e la ferrovia ancora oggi non vengono bombardati, nonostante rappresentino obiettivi prioritari. Qualcosa non quadra, è già passato un anno".
Pensa che dal cessate il fuoco si possa arrivare a una tregua più lunga?
"Certo che no! Anche la tregua momentanea non durerà. La parte Ucraina l'ha rifiutata da subito. Resta soltanto il gesto".