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Israele, il ministro di estrema destra Ben Gvir bandisce la bandiera palestinese

Il vessillo fu adottato negli anni Sessanta dall'organizzazione per la liberazione della Palestina, non è illegale. L'ordine di Ben Gvir ha lasciato perplessi i vertici della polizia
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Bandiera palestinese bandita da ogni spazio pubblico. Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir ha annunciato di aver richiesto al capo della polizia Kobi Shabtai di istruire gli agenti affinché rimuovano il vessillo.

"Oggi ho ordinato alla polizia israeliana di far rispettare il divieto di sventolare qualsiasi bandiera dell'Olp che mostri l'identificazione con un'organizzazione terroristica nella sfera pubblica e di fermare qualsiasi istigazione contro lo Stato di Israele," ha twittato Ben Gvir. "Combatteremo il terrorismo e il supporto al terrorismo con tutte le nostre forze!".

Un passato di attivista di destra noto per le sue posizioni…

Bandiera palestinese bandita da ogni spazio pubblico. Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir ha annunciato di aver richiesto al capo della polizia Kobi Shabtai di istruire gli agenti affinché rimuovano il vessillo.

"Oggi ho ordinato alla polizia israeliana di far rispettare il divieto di sventolare qualsiasi bandiera dell'Olp che mostri l'identificazione con un'organizzazione terroristica nella sfera pubblica e di fermare qualsiasi istigazione contro lo Stato di Israele," ha twittato Ben Gvir. "Combatteremo il terrorismo e il supporto al terrorismo con tutte le nostre forze!".

Un passato di attivista di destra noto per le sue posizioni anti-arabe, Ben Gvir è uno dei volti più controversi del nuovo governo israeliano, considerato il più oltranzista di sempre. Strenuo oppositore della soluzione dei due Stati, il leader del partito Potere ebraico per anni ha sostenuto l'idea di espellere i cittadini arabi da Israele. Negli ultimi anni, Ben Gvir ha sostenuto di aver cambiato opinione e di avercela esclusivamente con i terroristi (per cui invoca anche la pena di morte). La settimana scorsa, la sua visita su quella che per i musulmani è la Spianata delle Moschee e per gli ebrei il Monte del Tempio (per entrambi un luogo sacro) è stata duramente criticata dalle cancellerie di mezzo mondo.

La bandiera adottata dall'Olp negli anni '60

Nell'accordo di coalizione, Ben Gvir aveva richiesto di bandire la bandiera palestinese dalle istituzioni pubbliche o finanziate con denaro pubblico. La nuova mossa pare andare oltre. La bandiera (tre righe orizzontali nera, bianca e verde con un triangolo rosso sul lato sinistro) fu adottata negli anni Sessanta dall'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, per anni considerato un movimento terrorista da Israele e Stati Uniti. Il vessillo fu illegale in Israele dal 1967 fino agli accordi di Oslo del 1993, quando la bandiera fu ufficialmente adottata dall'Autorità palestinese.

Come spiegato dalla stampa israeliana, oggi il vessillo non è illegale, ma la polizia esercita la sua discrezionalità nel rimuoverla quando esistono questioni di ordine pubblico. Secondo Haaretz, il capo della polizia ha l'autorità di vietarne l'esposizione nel caso in cui costituisca "un disturbo alla pace". Nella pratica, solitamente la decisione finale viene lasciata ai comandanti distrettuali. Nella prassi, la polizia solitamente vieta che le bandiere vengano utilizzate nelle manifestazioni a Gerusalemme, mentre invece le permette in altri luoghi, come a Tel Aviv (dove sabato sera durante una manifestazione contro il nuovo governo si contavano diverse bandiere palestinesi).

Le celebrazioni per la liberazione di Younis

L'ordine di Ben Gvir avrebbe lasciato perplessi i vertici della polizia, che si sarebbero rivolti ai consulenti legali del governo per dirimere la questione. Dietro la decisione di Ben Gvir ci sarebbero state le celebrazioni svoltesi la settimana scorsa nella città araba di 'Ara per il ritorno a casa di Karim Younis, che aveva scontato una sentenza di quarant'anni per aver rapito e ucciso un soldato israeliano. Ad accoglierlo centinaia di residenti in festa, e tante bandiere palestinesi. Ben Gvir avrebbe chiesto a Shabtai anche di aprire un'inchiesta sui fatti di 'Ara.

Nel frattempo, ieri il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha annunciato che Israele avrebbe utilizzato 139 milioni di Shekel (circa 37 milioni di euro) raccolti in tasse per conto dell'Autorità palestinese per compensare le vittime del terrorismo, come misura punitiva per la richiesta dell'Anp alla Corte di Giustizia internazionale di esprimere un parere sul controllo israeliano della Cisgiordania. Somma che si aggiunge a una cifra simile che Gerusalemme trattiene già da qualche anno perché equivalente agli stipendi che l'Anp passa alle famiglie di coloro che sono rimasti uccisi o arrestati nel compiere atti violenti contro obiettivi israeliani.

Una mossa che secondo quanto il Primo Ministro palestinese Mohammad Shtayyeh ha dichiarato ad Haaretz potrebbe portare al collasso definitivo dell'Anp, già in grave difficoltà. "Finché l'Autorità palestinese incoraggia il terrore ed è un nemico, non ho alcun interesse che continui a esistere", la posizione di Smotrich.