KRAMATORSK - "C'erano più di settecento militari ucraini nel dormitorio numero 28 e più di seicento militari ucraini nel dormitorio numero 47 a Kramatorsk. Più di seicento militari ucraini sono stati eliminati come risultato di un massiccio raid missilistico su queste due postazioni temporanee delle unità delle Forze armate ucraine", ha dichiarato ieri pomeriggio il Ministero della Difesa russo. Si tratta, dice la Difesa russa, di un'operazione di rappresaglia per il raid missilistico "criminale eseguito dal regime di Kiev nei primi momenti dell'anno nuovo contro una base temporanea a Makiivka".
La notizia è stata ripresa sui siti di informazione internazionale, ma un controllo dal vivo sui due luoghi della presunta strage rivela che l'annuncio è soltanto un'operazione di disinformazione da parte della Russia - come capita spesso. Un missile russo è caduto davanti al dormitorio numero 28, ch…
KRAMATORSK - "C'erano più di settecento militari ucraini nel dormitorio numero 28 e più di seicento militari ucraini nel dormitorio numero 47 a Kramatorsk. Più di seicento militari ucraini sono stati eliminati come risultato di un massiccio raid missilistico su queste due postazioni temporanee delle unità delle Forze armate ucraine", ha dichiarato ieri pomeriggio il Ministero della Difesa russo. Si tratta, dice la Difesa russa, di un'operazione di rappresaglia per il raid missilistico "criminale eseguito dal regime di Kiev nei primi momenti dell'anno nuovo contro una base temporanea a Makiivka".
La notizia è stata ripresa sui siti di informazione internazionale, ma un controllo dal vivo sui due luoghi della presunta strage rivela che l'annuncio è soltanto un'operazione di disinformazione da parte della Russia - come capita spesso. Un missile russo è caduto davanti al dormitorio numero 28, che in tempo di pace ospita studenti, ma ha fatto soltanto un buco nel terreno, ha spezzato i rami di un pino e ha lasciato intatta la lunga fila di garage accanto al dormitorio. Il terreno ha assorbito l'onda d'urto e le schegge del missile. "È arrivato ieri appena dopo le undici e non ha fatto alcun danno", dice Caterina, 26 anni, proprietaria di uno dei garage, a Repubblica.
Davanti al dormitorio 47 un secondo missile russo ha fatto un altro cratere nel terreno e ha infranto i vetri delle finestre di tutta la facciata, ma anche in questo caso si trattava di un luogo deserto. Non ci sono macerie da scavare, non ci sono ambulanze, non c'è nemmeno un soldato a fare la guardia. Gli abitanti del luogo confermano di non avere visto nessun soccorritore. In entrambi i casi per vedere i crateri dei due missili è necessario illuminarli con i fari della macchina. Due poliziotti che ieri notte sono arrivati subito sul luogo delle esplosioni confermano a Repubblica che i due dormitori erano deserti e che non ci sono stati morti.
Sabato sera i russi hanno sparato sette missili su Kramatorsk, l'ultimo alle ventitré e dodici, quindi alla scadenza (secondo il fuso orario di Mosca, dov'era appena passata la mezzanotte) delle trentasei ore di tregua unilaterale annunciate da Putin in occasione del Natale ortodosso.
Adesso, in retrospettiva, il piano di vendetta di Mosca è chiaro. La notte di Capodanno gli ucraini avevano sparato sei razzi Himars di fabbricazione americana contro una scuola di Makiivka, vicino a Donetsk, che ospitava seicento reclute russe - stipate in quel luogo a dispetto di ogni elementare misura di sicurezza. Gli ucraini avevano scelto per sparare i razzi la mezzanotte e un minuto di Mosca - e così di mandare ai vertici russi un messaggio beffardo.
Del resto nelle stesse ore i russi lanciavano droni esplosivi iraniani contro la capitale ucraina Kiev con sopra scritto: "Buon anno!". Dei sei razzi Himars due erano stati intercettati, ma gli altri quattro avevano devastato la base e avevano ucciso almeno ottantanove soldati russi, secondo il bilancio ufficiale fornito dalla Difesa. I morti potrebbero essere molti di più, perché le informazioni non sono state molto trasparenti.
Il massacro di Makiivka ha scosso l'opinione pubblica, che accusa i generali russi di incapacità e di non avere rispettato regole di guerra elementari, come non sistemare centinaia di truppe a pochi chilometri dal fronte in un edificio senza difese. Dopo Makiivka anche commentatori russi che di solito sono a favore della guerra hanno fatto critiche molto dure e pubbliche. La Difesa ha imposto il silenzio ai soldati sopravvissuti, ma lo stesso filtrano racconti di orrore e di estrema disorganizzazione. Poi è arrivata la tregua unilaterale di trentasei ore dichiarata da Putin in occasione del Natale ortodosso. I missili su Kramatorsk alla fine del cessate il fuoco dovevano essere la rappresaglia della Russia per riparare in qualche modo allo smacco subito sette giorni prima. Invece hanno mancato, anche se di poco, i due bersagli citati dalla Difesa russa nella rivendicazione di ieri. Come spesso succede questo non impedirà ai canali russi e filorussi di diffondere la notizia della "eliminazione di seicento militari ucraini nei dormitori 28 e 47 di Kramatorsk" come una verità accertata.